EDUCHIAMO PER GLI EDUCATORI DEL FUTURO

Uno dei problemi più spinosi che si affronta da genitori e da docenti è l’educazione del bambino. Tale compito rende molto complicato il lavoro dell’educatore, tanto che anche gli antichi latini già nel secondo secolo a.C. ne consideravano la portata e  si dividevano in due scuole di pensiero: coloro che optavano per la severità del genitore e coloro che invece ritenevano bisognasse approcciarsi con minor intransigenza e maggiore comprensione. A tal riguardo il commediografo Terenzio (Cartagine 190 ca. – ? 159 a.C.)  nelle commedie “Andria, Heautontimorúmenos, Eunuchus e Adélphoi ” mette costantemente a confronto il rigido modus operandi del pater familias, il cui scopo è fondare l’istruzione  sui principi del “mos maiorum”, e quello del padre che li tratta umanamente e cerca di educarli insistendo sull’amicizia e sul rispetto verso i propri simili. Ovviamente nello svolgimento dell’opera si nota che i modelli presi in considerazione tra le due scuole di pensiero sono gli estremi, pertanto l’eccessiva rigidità e la troppa permissività spingono  i personaggi in via di formazione ad agire alle spalle del proprio padre. L’insegnamento di Terenzio, quindi, sta nella ricerca di una moderazione: cercare una via di mezzo che permetta ad un adolescente di comprendere che alla base delle apprensioni dei genitori vi sono dei pericoli reali e che il desiderio di tutti i padri è evitare loro tutti i dispiaceri e i dolori che potrebbero incontrare. Per questo i giovani devono custodire con saggezza gli insegnamenti ricevuti:soprattutto il senso del limite dei proprie atti  e la percezione del bene e del male,parte integrante della costruzione della propria identità e indice di una maturità raggiunta.

Su un filone simile si pone l’educazione della famosa pedagogista Maria Montessori che,opponendosi alla modalità d’istruzione a lei contemporanea (inizi del XX secolo) , predilige la libera ispirazione del fanciullo attraverso una guida che lo accompagni nella sua formazione e non un secondino che imponga cosa si deve o non si deve fare. Le regole che lei consiglia di seguire sono dieci,come i comandamenti, e sono basate sull’osservazione pratica.

1)Educare il bambino all’indipendenza

Tale step risulta essere il più ostico da svolgere dal momento che è facile sostituirsi al ragazzo svolgendo compiti che dovrebbe fare da solo, mentre è molto impegnativo insegnare il fanciullo a fare  l’attività autonomamente senza interferenze esterne. A mio parere, un simile passo è fondamentale nel percorso formativo dal momento che rende autonomo il ragazzo, lo aiuta a risolvere i problemi della vita quotidiana con  i propri mezzi, lo educa alla ricerca di nuove soluzioni per facilitarsi il compito e lo gratifica attraverso la consapevolezza del traguardo raggiunto, che assume un valore ancora maggiore e aumenta l’ autostima e la cognizione delle  capacità acquisite.

2)Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perchè è troppo piccolo.

Non bisogna giudicare le capacità di un bambino in base all’età  e non lasciargli fare qualcosa perché è troppo piccolo. Infatti ritengo che il tutore, o colui che si occupa del fanciullo, deve lasciar provare il ragazzo o il bambino a svolgere una  determinata attività avvisandolo delle difficoltà o degli impedimenti che potrebbe non superare a causa della sua giovane formazione e quindi della mancanza di conoscenze necessarie per la riuscita dell’esperimento.                                                              Va da sé che compiti che potrebbero essere pericolosi per una certa fascia d’età sono sconsigliati e al bambino-ragazzo vanno mostrate le motivazioni: se ad esempio il ragazzo di 14 anni vuole guidare uno scooter di grossa cilindrata va mostrato che lui non ha l’età legale per farlo ma che nel frattempo può iniziare a  condurre un semplice motorino da 50cc cosicché non si senta escluso dall’esercitarsi nella svolgimento dell’azione prefissata.

3) abituare un bambino a fare qualcosa con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l’armonia del corpo

Un simile precetto risulta essere più adatto a bambini tra i 5 e i 6 anni che per un adolescente, dal momento che la Montessori  consiglia di approcciare il fanciullo allo svolgimento di attività come apparecchiare la tavola e lavarsi per bene le mani. Ovviamente ciò  ha anche una sua applicazione nel campo adolescenziale perché risulta essere un ottimo esercizio per la successiva uscita dal nucleo familiare ed entrata in un mondo di autogestione  minuziosa delle proprie risorse .

4) l’educatore deve essere un angelo custode che osserva e non interviene quasi mai

L’insegnamento dei genitori spesso va contro questa regola di vita. Ogni volta che il ragazzo fa qualcosa di sbagliato immediatamente l’adulto lo coregge senza dargli la possibilità di auto correggersi e poter assumere  la reale consapevolezza del proprio operato . Gli educatori si nascondono troppe volte dietro la frase :“ho già fatto quell’esperienza e non voglio che lui la ripeta”. Tale escamotage è in realtà, a mio avviso, una comoda fuga  nella manipolazione del ragazzo e una facile ritirata dal compito di osservatore che si deve svolgere. Infatti risulta molto più facile lasciarsi trasportare dalle proprie ansie (che il ragazzo possa soffrire in futuro per un fallimento) e più difficile fidarsi dalle capacità di discernimento dei pericoli che il giovane ha.                                        Quando un genitore interviene troppo spesso nelle attività dell’adolescente impedendogli di fare qualcosa che lui si è già prefissato abbassa la sua autostima e lo rende insicuro delle sue scelte, trasmettendogli le proprie paure e un’ ansia eccessiva delle conseguenze. Vedendo in prospettiva , tale comportamento crea un adulto facilmente influenzabile,insicuro delle proprie azioni e demotivato nel compimento della propria persona.                                                               Certamente il discorso risulta non valere per quelle azioni che possono essere pericolose per la propria incolumità o di chi circonda il ragazzo; infatti in quel caso l’educatore dovrà intervenire attraverso un ammonimento verbale che però spieghi le motivazioni del divieto e soprattutto nel far sentire il ragazzo alla pari di chi parla attraverso il rilascio della libera scelta , la quale , ovviamente, comporta l’assunzione delle proprie responsabilità (dove però le azioni, da parte del genitore/educatore , che ne seguono da un’ eventuale effrazione alla regola appena posta in essere   non sono a fine punitivo ma rieducativo).

 5) mai forzare un bambino a fare qualcosa

Costringere un ragazzo a fare qualcosa risulta spesso e volentieri controproducente perché l’attività  verrà svolta superficialmente e senza passione e il ragazzo non avrà acquisito nulla dall’esperienza . Ognuno di noi ha aneddoti sull’essere stati costretti a fare qualcosa :il più classico è l’insegnamento del nuoto da parte dei propri genitori ( quando nostro padre con un canotto ci porta dove l’acqua è troppo alta e ci spinge giù dicendo:”su nuota,fa come i cani”) o essere costretti a fare un’attività odiata come il suonare uno strumento o praticare uno sport  che si detesta. Purtroppo ,anche se abbiamo provato sulla nostra pelle le conseguenze di una costrizione, ci comportiamo allo stesso modo dei nostri predecessori e costringiamo i figli a qualcosa che detesteranno e che ,appena potranno, non faranno mai più. Quindi bisogna lasciar scegliere il fanciullo l’attività che vuole fare e aiutarlo in modo costruttivo e comprensivo cosicché l’esperienza diventi formativa e abbia un valore agli occhi di chi la svolge.

6)educare al contatto con la natura

Nella fascia d’età infantile tale modus operandi aiuta la formazione muscolare dell’individuo attraverso il sano esercizio fisico, stimola la sua curiosità e lo rende partecipe del mondo che lo circonda. In età adolescenziale lo stimola al contato con il mondo esterno,creando una visione più ampia della realtà che lo avvolge. Inoltre non lo blocca in uno stato fisico che lo vede  stazionare per ore davanti ad uno schermo ma di potersi muovere e poter studiare eventi fisici che altrimenti conoscerebbe solo per via teorica. Tale strada per di più previene, a mio parere,l’eccesivo attaccamento alle tecnologie visto che risulta più divertente provare in prima persona il brivido dell’esperienza piuttosto che vederla come uno spettatore inerme davanti ad un  monitor.

7) prendersi cura di un animale

Sembra strano ma prendersi cura di un animale come un uccellino o un pesciolino implica che il giovane abbia una certa responsabilità a cui non può venire assolutamente  meno. Infatti gli insegna a prendersi cura di qualcosa che ha bisogno costante delle sue cure e di essere amato quotidianamente. Un allenamento indispensabile per i genitori del domani.

8)sviluppare le abilità e mai parlare male del bambino

L’educatore deve quindi saper valorizzare il ragazzo nelle proprie capacità e non sminuirlo ai suoi occhi se non riesce in qualcosa al contrario di altri. Infatti dovrà far capire che in mondo fatto di simili, perché non esistono differenze in base alla posizione economica,sociale o etnica, ognuno è speciale e ha un’abilità nascosta. Qui l’educatore dovrà mostrare la sua pazienza :aspettare che il giovane scopra in cosa eccelle e lasciarlo libero di esprimersi senza manipolarlo o sminuire le sue doti,qualunque esse siano.

9) creare un ambiente adatto alle sue esigenze

Certamente anche l’ambiente che lo circonda risulta essere un passo fondamentale  per aiutare il ragazzo nell’autocorrezione degli errori. Un lavoro che deve essere svolto da ogni docente e genitore è proprio nell’essere un modello educativo idoneo e sappia veicolare i giusti valori da perseguire e in futuro trasmettere alla generazione successiva. Un concetto fondamentale dal momento che l’ambiente che vive un individuo non solo lo  rappresenta ma lo spinge ad effettuare determinate azioni positive o negative che siano.

10)i ragazzi sono viaggiatori della vita e noi i loro ciceroni

Come ogni viaggiatore i nostri “discepoli” hanno bisogno di una guida che mostri loro la strada, che li aiuti a scegliere ma che non interferisca eccessivamente. Perché la vita bisogna considerarla come un museo dove vi sono opere fondamentali e opere minori ,alcune bisogna osservale bene per poterne assorbire il messaggio altre vanno considerate con minor importanza ma che comunque si comprendono (ossia azioni che sono sbagliate e che hanno conseguenze non piacevoli) e noi siamo le guide che conoscono ogni opera che la vita contiene e sappiamo consigliare quali vedere per godersi della vita.


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I social e la nuova IT: Rischi ed opportunità per le nuove generazioni. Domenica 9 Aprile presso il Centro Studi Aquadro

Sappiamo davvero cosa fanno i nostri figli quando usano il cellulare,  il tablet,  giocano alla consolle, o messaggiano su wathsapp?

E’ giusto dare delle regole e delle limitazioni, o inibirli del tutto, o possiamo semplicemente fidarci di loro?

I nuovi strumenti informatici sono una opportunità o un rischio per i nostri figli?

In italia esiste una forte povertà educativa digitale.

Di questo e di altro avremo modo di discutere, con i nostri esperti Sabato 9 Aprile, alle ore 18:30 presso la sede del Centro Studi Aquadro, nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro” organizzata da Save the Children in collaborazione con il Csi Latina, contro la povertà educativa.

Interverranno:

Alfonso Artone – Scrittore e Direttore Centro Studi Aquadro, esperto di It e Social Media.

Rossella Pimpinella – Vice Presidente Aquadro e Funzionario Telecom Italia

Filomena Belardoni – Psicologa e Psicoterapeuta familiare, esperta di problematiche riguardanti la sfera emotiva, affettiva e relazionale (in particolare disturbi d’ansia, dipendenze, disordini alimentari) e di problematiche legate all’età pre-scolare, scolare e adolescenziale.

 

Dal 3 al 9 aprile 2017, Save the Children rilancia Illuminiamo il Futuro, una settimana di eventi in tutto il Paese per dare ai bambini e agli adolescenti che vivono in povertà in Italia, educazione, opportunità e speranza.
Nessun bambino dovrebbe essere privato dell’opportunità di mangiare adeguatamente, di andare a scuola con tutti i libri, i quaderni e l’astuccio, di leggere un libro o di giocare in uno spazio sicuro.

Eppure in Italia oltre 1 milione di bambini vive in povertà assoluta, senza beni e servizi indispensabili per condurre una vita quotidiana accettabile e senza la possiblità di costruirsi un futuro. O anche solo di sognarlo.

Ma l’educazione può illuminare il futuro.


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CORSO DI DISEGNO CREATIVO PER BAMBINI E RAGAZZI

Due affermate artiste, mettono i loro talenti al servizio di bambini e ragazzi del Golfo di Gaeta.  Open day Venerdì 10 Febbraio 2017 presso la sede del Centro Studi Aquadro.

Disegno di Lara Artone

Disegno di Rosaria Cefalo

Open day Venerdì 10 Febbraio 2017 presso la sede del Centro Studi Aquadro. Il disegno è molto più di una tecnica: è divertimento, è pensiero, è gioco, è libertà.
Il Centro studi Aquadro organizza il corso di disegno creativo, riservato ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni con lo scopo di sensibilizzarli all’arte e di far sviluppare in loro la fantasia e la capacità espressiva attraverso strumenti, materiali, supporti e tecniche.

Sono due le affermate insegnanti selezionate da Aquadro che seguiranno i ragazzi nel loro percorso di crescita artistico.

  • LARA ARTONE, diplomata all’Istituto Europeo di Design, Visual Artist, affermata Illustratrice di libri per ragazzi.
  • ROSARIA CEFALO, diplomata alla scuola internazionale di Comics, talentuosa illustratrice di libri di favole.

Al termine del corso ci sarà una mostra di opere realizzate dagli studenti.

Durante l’open day sarà possibile effettuare una prova selettiva gratuita e verranno illustrati nel dettaglio i percorsi formativi previsti.

 


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Ritorna il Bicicletterario

 

 

La nostra speranza è che in molti lo stavate aspettando: se così è, eccolo che ritorna.

Parte ufficialmente la terza edizione dell’unico Premio Letterario dedicato esclusivamente alla bicicletta, Il Bicicletterario – Parole in Bicicletta.

 

La creatura del Co.S.Mo.S. (Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile) inizia il suo terzo anno di vita, e continua la sua crescita. Almeno, crescere – insieme a voi, scrittori, pedalatori, lettori e simpatizzanti – è l’aspirazione di questo Premio, nato all’improvviso, dal nulla, nell’ottobre 2014, dalla voglia e dalla necessità di ampliare il discorso sulla bicicletta e sulla mobilità sostenibile.

Il proposito di incentivare la produzione di letteratura inedita sulla bicicletta ha trovato, in questi due anni passati, numerosissimi sostenitori, a tutti i livelli. E ha visto il formarsi di schiere di autori, debuttanti o già affermati – con tutte le sfumature intermedie – che con passione ed entusiasmo hanno condiviso i propri versi o le proprie narrazioni in prosa aventi come tema centrale la nostra amata due ruote a pedali: 232 autori per la prima edizione, oltre 400 per la seconda, che ha toccato 68 province in 18 regioni italiane, oltre a 6 paesi esteri. Ed è così straordinariamente bello trovarsi davanti una tale mole di inediti sulla bici – tante storie ed emozioni, da e per ogni età – che non si può che volerne di più, sempre di più. La certezza è che innumerevoli situazioni sono ancora da raccontare: semplicemente, ne nascono ogni giorno. Perché allora non scriverle e partecipare?

Il giro d’Italia cicloletterario – con tappe anche fuori dei confini nazionali – ha inizio, di nuovo, accompagnato da importanti novità.

 

A chi si avvicinasse soltanto ora a questa iniziativa, diciamo che essa coniuga l’ecosostenibilità di un mezzo di trasporto nato “perfettamente perfetto” – come ci ricorda una giovanissima partecipante alla prima edizione – e la voglia di scrivere, e di leggere; il desiderio e l’esigenza di focalizzare l’attenzione sulla possibilità di un mondo a misura d’uomo utilizzando un mezzo d’espressione artistica che, forse più di ogni altro, evoca il viaggio. Attraverso l’espressione letteraria, si vuole parlare di bicicletta, delle sue molteplici declinazioni, dei sentimenti che suscita, dei ricordi che evoca, del futuro che può aiutarci a costruire; con le parole in bicicletta si intende premiare bambini, ragazzi e adulti (siano essi scrittori acclamati o poeti e narratori in erba) che abbiano qualcosa da dire in proposito. La partecipazione è quindi aperta a tutti, e assolutamente gratuita.
Anche quest’anno, Madrina del Premio sarà Rossella Tempesta, poeta pluripremiata e molto apprezzata, autrice di versi pieni di vita, luoghi, odori e sapori, entusiasta sostenitrice de Il Bicicletterario.

Emilio Rigatti, scrittore, cicloviaggiatore e insegnante, si conferma come Presidente Onorario della prestigiosa giuria che qui vi presentiamo, come sempre con una punta di orgoglio.

Saranno in squadra per l’edizione 2017 (in ordine alfabetico):

 

Alfonso Artone (scrittore, Ass. AQuadro)

Alessio Berti (educatore, autore e attore di teatro, L’Eroica)

Isabella Borghese (giornalista, scrittrice, blogger per Il Fatto Quotidiano)

Gisella Calabrese (linguista, editor, direttore artistico Visioni Corte Film Festival)

Massimo Gerardo Carrese (fantasiologo)

Pasquale Di Costanzo (medico, giornalista pubblicista, Cycling Magna Grecia)

Barbara Fiorio (scrittrice, docente di scrittura creativa)

Manuel Massimo (giornalista professionista, direttore Bikeitalia.it)

Marco Pastonesi (ex giocatore di Rugby, già giornalista per La Gazzetta dello Sport, Libri nel Giro)

Fernanda Pessolano (educatrice, Biblioteca della Bicicletta ‘Lucos Cozza’, Libri nel Giro)

Guido Rubino (giornalista e scrittore di ciclismo e biciclette, Ciclynside.it)

Luca Simeone (attivista per la ciclabilità urbana, direttore Napoli Bike Festival)

Vincenzo Scognamiglio (docente in storia e filosofia, curatore editoriale)

Vincenzo Sparagna (giornalista, direttore di Frigidaire)

Elena Stramentinoli (giornalista, reporter Presa Diretta RAI 3)

Il sostegno di importanti realtà, quali – tra le altre – il Napoli Bike Festival, la Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza e l’iniziativa Libri nel Giro, L’Eroica (la celeberrima ciclostorica nata nelle zone del Chianti), Visioni Corte Film Festival, oltre ad onorarci, accresce l’entusiasmo con cui proseguiamo in questa avventura sui generis.

Personaggi illustri hanno deciso di sostenerci con il loro saluto di incoraggiamento, primo fra tutti, Vincenzo Nibali, il grande campione di ciclismo, e poi Roberto Piumini, noto e apprezzato poeta e scrittore, Giulio Cavalli, impegnato uomo di teatro, scrittore e giornalista, che si vanno ad aggiungere alla strepitosa recordwoman Paola Gianotti, alla scrittrice Manuela Salvi e a tanti altri ancora.

Ci sarà tempo fino al 20 gennaio 2017 per far pervenire il proprio scritto a pedali alla segreteria del Premio (bicicletterario@gmail.com): le modalità e le regole di partecipazione sono contenute nel nuovo bando, liberamente scaricabile e stampabile.
La raccomandazione è di leggerlo attentamente in tutte le sue parti prima di mettersi al lavoro sulla propria opera, naturalmente inedita, che dovrà essere una soltanto e per una sola sezione.

Per chi si stesse chiedendo perché partecipare?, abbiamo previsto una sorta di risposta/invito per punti, che troverete in una apposita pagina del sito.
Qui ci basta dire che partecipare è bello: è diventare parte di una pedalata collettiva che si snoda lungo versi e racconti, è disegnarne il percorso insieme a tante altre persone, di ogni età e provenienza, incrociando direzioni e itinerari, storie ed esperienze diverse, forse lontane, ma unite dal magico incantesimo del movimento giroscopico, che tutte armonicamente le genera e muove.

Per alcuni – è vero – ci saranno gli onori del podio, ma senza i colori del ‘gruppo’ non ci sarebbe traguardo. Ogni storia, ogni verso è importante. Ognuno lo è, sulla propria sella, con le proprie parole in bicicletta.

Vi aspettiamo, dunque, pedalando, scrivendo: non vediamo l’ora di incontrarvi, tutti.


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La Democrazie è morta?

 

 

Nell’ambito dell’Arrivederci a Scauri venerdì 19 Agosto con inizio alle ore 20.45 a ingresso libero a Scauri presso Villa Stella Maris (g. c.) delle Suore Orsoline – Traversa del Lungomare Nazario Sauro all’altezza del Lido Sirene – è in programma “Prosa sotto le stelle, incontro con gli scrittori: Pasquale Maffeo “Memoriale di un Papa” Armando Caramanica Editore; Giuseppe Napolitano “Seminari di lettura” Armando Caramanica Editore Minturno. Conclude l’incontro Alfonso Artone coautore “la democrazia è morta ed è colpa sua” Mnamon Editore. Al termine fagiolata (pasta e fagioli) a cura del direttore artistico Maestro Antonietta Ascione grazie alla disponibilità delle Suore Orsoline, che mettono a disposizione le loro cucine. Cerimoniere della serata il Maestro Gino Serra. Introducono gli autori e conducono i dirigenti di Italia Nostra, che firma l’evento nell’ambito della XX Edizione dello Scauritanum, lo scrittore Gianluigi Zeppetella e lo storico Marcello Caliman. Saluto iniziale del Comune di Minturno a cura del presidente della Commissione Consiliare Cultura e Pubblica Istruzione Matteo Marcaccio. Doveroso evidenziare che Pasquale Maffeo e Giuseppe Napolitano sono due scrittori e intellettuali di fama internazionale, tradotti anche in varie lingue estere. Alfonso Artone si avvarrà della collaborazione dei coautori Marco Tarantino e Massimo Penitenti. Artone è vice Presidente Provinciale del CSI – Centro Sportivo Italiano, e Presidente da dell’Oratorio Stella Maris, che nel 2016 ha tesserato ben 175 ragazzi, da Settembre avvierà a Via Marconi il Centro Studi Aquadro, un Centro studi che ha l’ambizione di divenire una eccellenza nel territorio nella diffusione della cultura e nel supporto ai ragazzi in età scolare, e nella formazione per tutte le età. Come scrittore, è stato primo in classifica Amazon – Fantascienza con “Mondo Senza Tempo” un romanzo storico fantascientifico ambientato proprio a Scauri, in cui si immagina un sottile filo che lega il corsaro Dragut, il Monte d’Oro e misteriosi eventi locali e globali in un futuro ecologico. Con il giallo “”gli Angeli di Rock Castle”, un giallo scientifico sul tema della bioetica, ha vinto il premio “Belgioioso Giallo”. Insieme al padre Dino Artone ha scritto “Minturno è Traetto – luoghi storie arte e folklore”, un volume enciclopedico su Minturno, che raccoglie quasi tutto ciò che si vuol sapere sul nostro territorio, incluso un dizionario italiano – minturnese.


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Si può vivere di turismo?

Si può vivere di turismo? Possono davvero tre mesi estivi dare lustro ad un luogo? La risposta è semplice, ovvero sì.

Anche Scauri, fino a qualche anno faceva parte di questi paesi, pullulando della tranquillità dei suoi 7.000 abitanti durante i mesi invernali e che poi era capace di diventare un porto d’accoglienza per le invasioni dei mesi estivi. Altri tempi, dove addirittura si potevano arrivare a toccare le soglie dei 50.000 abitanti, un numero elevatissimo per un semplice paese che affaccia sul Golfo. In fin dei conti Scauri ha sempre rappresentato il luogo prediletto per molte famiglie per trascorrere un’estate dedita completamente al mare. Ma come molti luoghi anche più rinominati, anche la Scauri attuale sta riscontrando dei problemi dal punto dal punto di vista numerico in estate: infatti facendo un semplice giro durante un qualsiasi giorno della settimana, è molto semplice notare la differenza con le estati passate, con la gente che è diminuita in maniera sostanziale e con il caos abituale che oramai è quasi svanito. Una fortuna? Forse per chi ama la tranquillità sì, ma non per chi possiede uno stabilimento balneare oppure un negozio e che può trarre un grande profitto dalla stagione estiva. Ma quali sono le cause di un allontanamento da parte di molti villeggianti nei confronti del nostro paese? Dare la colpa alla crisi economica che sta colpendo molte famiglie può sembrare riduttivo, anche perché le cause sono anche altre. Scauri, soprattutto negli ultimi anni, non ha mai avuto un’amministrazione locale forte che potesse finalmente varare un piano per migliorare il paese, soprattutto nei mesi estivi, anzi le lacune che spesso non erano state messe in evidenza, con il passare degli anni sono diventate abbastanza vedibili. Scauri ha sofferto di uno staticità di fondo, incapace di cambiare e di offrire qualcosa di nuovo ai propri villeggianti, dando l’impressione di non saper sfruttare il meraviglioso lungomare che ha disposizione, uno dei più lunghi di tutto il Lazio. Un altro fattore è sicuramente dato dai prezzi richiesti per affittare delle case: ogni anno, il prezzo tende ad aumentare. Certo, i proprietari vogliono guadagnare quanto più possibile: ma è davvero giusto chiedere prezzi esorbitanti per delle case, spesso in cattive condizioni e che sono più vicine al concetto di tugurio? Non sarebbe meglio mettere dei prezzi più ragionevoli, dal momento che il prodotto messo in vendita non è dei più pregiati? Non è un caso che oramai molte case tendono a rimanere vuote anche durante l’estate, perché giustamente ai villeggianti non conviene pagare così tanto per un paese che non può o non riesce ad offrire più di tanto: Scauri non è Rimini, quindi non potrà mai essere giustificata la richiesta di queste cifre elevate. Inoltre vi è anche un sistema poco efficiente dal punto di vista alberghiero: infatti si potrebbe anche costruire oppure migliorare i pochi alberghi già presenti nel paese, pensando anche la possibilità che alcune famiglie vengano per una settimana e non ragionare sempre sulla logica dei due o tre mesi. Un altro posto che è poco sfruttato è rappresentato dal piazzale Sieci, che potrebbe essere sfruttato benissimo ma che viene invece conservato in uno stato di abbandono, con campeggiatori abusivi che fanno da padroni. Davvero questa grande area non può essere sfruttata in un modo migliore? Ovviamente i problemi non sono solo questi ed il nostro auguri è ovviamente che tutto possa essere migliorato, perché in fin dei conti Scauri sono gli Scauresi, quindi ogni miglioria fatta per invogliare le persone a tornare nel nostro paese, rimarrà anche a noi. Purtroppo sono lontani le estati che ci raccontano i nostri padri oppure che potevamo vedere con i nostri occhi fino a qualche anno fa, la verità è che Scauri deve muoversi da questa lenta paralisi che se non curata in fretta, può davvero provocare danni irreversibili.

Davide Mirante


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PREMIO AQUADRO PRESTIGE AD ALESSANDRO CANTARO

 

 

Nel contesto del Concorso “il Il Bicicletterario – Parole in Bicicletta“, l’Associazione Culturale Aquadro, ha assegnato il Premio Speciale “Aquadro Prestige” allo scrittore Alessandro Cantaro, con la seguente motivazione:
“In linea con la natura e le finalità del Premio, che intende sottolineare valori e messaggi positivi emersi dalla narrazione, l’Autore ha espresso con ironia, leggerezza e bella padronanza stilistica sentimenti ed emozioni giovanili, pur nel contesto di un tema formalmente tecnico, riuscendo ad esprimere con tocchi delicati e coinvolgenti memorCantaroie nostalgiche di un tempo passato”


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A Sally Fougerousse il Premio Aquadro Prestige 2015

La Associazione AQuadro conferisce a Sally Fougerousse il

PREMIO SPECIALE “PRESTIGE”

con la seguente motivazione: “In linea con la natura e le finalità del Premio, l’Autrice ha prodotto un’opera di originale ed elevato impegno bilingue che suggerisce possibili e diverse letture di eventi storici o leggendari. Inoltre, nel solco di una profonda fede cristiana, propone un appassionato messaggio di incontro e di pace fra le tre religioni monoteiste”.


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A Dino Artone il prestigioso premio “Marchesato di Ceva” di Cuneo.

Il Dottor Artone Bernardino  (alias Dino Artone come scrittore, poeta e saggista), di Scauri (LT) si è aggiudicato il Premio Internazionale “Marchesato di Ceva” in quel di Cuneo, nella Sezione “Racconto in giallo”. Questa affermazione arricchisce il notevolissimo e differenziato “palmarès” di Dino Artone il quale ha conseguito una gran quantità di riconoscimenti, eccezionali recensioni ed autorevoli affermazioni, in Italia, di cui non meno di venti come primi premi nazionali.

Non a caso, nella motivazione del prestigioso Premio Firenze di poesia, nel dicembre 2012, avvenuta nel famoso Salone dei Cinquecento alla presenza dell’allora sindaco Matteo Renzi, era riportato che egli è ritenuto uno dei più versatili, colti e premiati scrittori pontini del Novecento. Ma certamente egli ne è anche uno dei più fecondi se è vero, come è vero,  che ad oggi  egli ha pubblicato ben ventidue libri tra romanzi e racconti, ventuno testi di poesie, undici commedie e ventotto testi di saggistica, che è solito regalare ad amici e conoscenti, spesso senza pubblicizzarli o presentarli. A parte, naturalmente, le numerose pubblicazioni scientifiche (circa una cinquantina), essendo egli medico chirurgo con più specializzazioni.

Molti ignorano, peraltro, che il Professor Bernardino Artone è stato anche – per circa diciotto anni – Docente in Tecniche della Comunicazione nella Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, equivalente, per legge, a docenza universitaria. Ma la sua ben nota riservatezza in merito non gli ha mai consentito di vantarsene o di pubblicizzare anche questo aspetto delle sue attribuzioni intellettuali. Lo facciamo dunque noi, qui in piccolo e in parte, in assenza d’altri.  Auguri dunque, a Dino Artone!

 


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Arriva a 100 anni nonna Annina d’Alena!

E’ stata una vigilia di Natale molto particolare in casa Simeone – d’Alena: ha infatti compiuto 100 anni “nonna Annina”, che dopo la Messa mattutina,  con un seguito di 45 persone – tra figli, nipoti nuora generi pronipoti fidanzate e fidanzati – ha festeggiato da Chinappi il secolo con un conviviale semplice e sereno.

Il primo cittadino Sandro Bartolomeo le ha portato gli auguri della città donandole una targa. Annina d’Alena che ha dedicato la sua vita alla famiglia composta dal marito Giovanni Simeone e 4 figli: Franco Simeone, Elisa Simeone,Ada Simeone, Maria Simeone è stata vigile e presente, rifiutando anche la proposta del figlio Franco di andare a casa a riposare, verso le 16, poiché voleva continuare i festeggiamenti, che sono proseguiti fino alle 18:30, a cui ha partecipato sempre sorridente e accarezzando tutti quelli che le si avvicinavano.


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