Musica, Formia. “CHET LIVES!”: L’omaggio a Chet Baker

 

Prestigioso ed esclusivo appuntamento quello che annualmente l’Associazione Culturale “Agorà” propone, nell’ambito della serata di beneficenza a favore di “Medici Senza Frontiere” in ricordo alla pianista formiana Simona D’Onorio De Meo.

 

 Mercoledì 15 maggio a Formia alle ore 21.00 nella splendida cornice del Castello Miramare, si esibiranno il cantante e chitarrista Joe Barbieri, il trombettista Luca Aquino e il pianista Antonio Fresa, in un omaggio al grande trombettista Chet Baker che, esattamente 25 anni fa ci ha lasciati.

 

 Per celebrare la sublime arte del musicista di Yale, Joe Barbieri ha invitato Luca Aquino e Antonio Fresa a reinterpretare il suo più affascinante repertorio, rileggendolo anche alla luce del corposo segno che ha lasciato durante i suoi lunghi anni trascorsi in Italia.

 

Il progetto” – racconta Barbieri – “prende senza dubbio il largo a partire dagli straordinari brani cantati di Chet, che hanno certificato il suo linguaggio rivoluzionario e inimitabile; «The best of Chet Baker sings», per esempio, rimane uno dei dischi di maggior riferimento per me, ed intorno ad alcune delle sue canzoni più note abbiamo voluto costruire per questo show un piccolo corollario, composto da alcuni dei pezzi più belli che Chet ha interpretato negli anni di prolifica frequentazione con il nostro Paese. Il tutto è stato poi ulteriormente filtrato attraverso la musica che amiamo: la bossa, certi inserti di musica classica direi, ed un minimalismo che è tutto europeo”.

 

“Chet lives!”, è lo show perfetto dove poter incontrare nuovamente la musica di Chet, accompagnati dalla chitarra e dalla voce di Joe Barbieri, dalla tromba eclettica di Luca Aquino e dal piano virtuosistico di Antonio Fresa.

 

 

Inizio concerto ore 21.00 – Ingresso ad invito.

 

 Per info e contatti:

 

 

Associazione culturale Agorà – 0771/723153 – 328/1366540 – 3386924358 – 3299331495

 

La Libreria di Margherita – Via Rubino, 42, 04023 Formia (Lt) – 0771 268681

 

www.lalibreriadimargherita.com

 

 

BREVI NOTE BIOGRAFICHE SUGLI ARTISTI:

 

JOE BARBIERI Cantautore, produttore e chitarrista. Ha all’attivo quattro album: “In Parole Povere”, “Maison Maravilha”, “Maison Maravilha Viva” (live) e “Respiro”. Suoi brani sono stati interpretati – tra gli altri – da o con Omara Portuondo, Musica Nuda, Jorge Drexler, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso e Gianmaria Testa.

 

LUCA AQUINO Trombettista. Il primo album solista di Luca (“Sopra le nuvole”) ha visto la luce nel 2008, prodotto da Universal Music. Nel 2009 ha registrato “Lunaria”, e dopo aver ricevuto “Top Jazz Award” come miglior musicista jazz, ha dato alle stampe “Amam”, registrato in un’antico bagno turco di Skopje. Nel 2010 e nel 2011 ha rispettivamente registrato, con il suo trio norvegese, “Icaro solo” e “Chiaro”, entrambi pubblicati dalla Tùk Music di Paolo Fresu.

 

ANTONIO FRESA Pianista, produttore e compositore di colonne sonore. È co-fondatore dell’ensamble Kantango e ha lavorato al fianco di Richard Galliano, Joe Barbieri, Peter Erskine, Palle Daniellson, Lura, Susana Baca, Terence

 

tracklist:

 

 

Time after time

 

Chet lives

 

Everytime we say goodbye

 

I fall in love too easily

 

Look for the silver lining

 

Estate

 


But not for me
Almost blue

 

 

So che ti perderò

 

Bel successo per il Laboratorio Cinematografico Sperimentale al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno

Si è concluso ieri il primo Laboratorio Cinematografico Sperimentale presso il Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno. Il corso è stato tenuto dall’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, organizzatrice di “Visioni Corte – Rassegna Internazionale del Cortometraggio Indipendente”.

 

Il Laboratorio Cinematografico Sperimentale, che quest’anno si è svolto in 26 ore complessive, è stato tenuto dai docenti Gisella Calabrese e Giuseppe Mallozzi e si è posto come obiettivo la conoscenza e la “grammatica del cinema”, ovvero la capacità di lettura, interpretazione e confezionamento di un prodotto cinematografico. Un modo per vivere la settima arte dall’interno e diventare spettatori più consapevoli, che non subiscono le immagini, ma le comprendono. I contenuti e le tecniche apprese saranno al servizio della creatività degli allievi, in questo modo il “mezzo cinema” diventerà uno strumento nuovo e divertente con il quale i ragazzi potranno raccontare se stessi, esprimendo il loro punto di vista sul mondo che li circonda.

 

Quindici gli alunni partecipanti, che hanno dimostrato vivo interesse ed entusiasmo alla materia cinematografica: Conte Marco Antonio 5F, Enache Alexandru 5G, Fusco Flavio 4E, Ionta Matilde 5B, Landi Alessio 4C, Macari Domenico 4F, Minervino Roberta 4A, Pain Anaïs 5B, Penna Daniela 2C, Preziosi Silvia 4G, Santaniello Antonietta 4C, Sciarretta Rosagaia 4F, Scognamiglio Pasquale 5G, Treglia Federica 4F, Tsvyetkova Karyna 2C.

 

Il laboratorio, che si è svolto come attività extra scolastica, dopo il consueto orario di scuola, è stato suddiviso essenzialmente in due fasi: preparatorio-teorica e realizzativa. La prima fase ha previsto un modulo didattico di base, in cui sono stati affrontati gli elementi costitutivi del linguaggio cinematografico e audiovisivo, come l’inquadratura, i movimenti di macchina, la funzione espressiva di campi e piani, il montaggio. Al fine di evidenziare le varie tecniche e le scelte stilistiche funzionali a un racconto audiovisivo, durante le lezioni gli alunni hanno inoltre analizzato una scelta di cortometraggi finalisti al Festival di Visioni Corte, che sono stati accolti con grande entusiasmo. La seconda fase, invece, si è focalizzata sulla concretizzazione del progetto in un vero e proprio cortometraggio, che può avere le caratteristiche di un documentario o di una fiction: dalla stesura del soggetto e della sceneggiatura in cui i ragazzi – sulla base dei contenuti definiti nella prima parte del modulo – hanno studiato una trama per un film, caratterizzando i vari personaggi e suddividendo la storia in scene, creando i dialoghi e le azioni dei protagonisti. Nella realizzazione del cortometraggio ogni studente avrà un ruolo preciso: dalla regia alla ripresa, dal trucco al montaggio, dal suono alla fotografia e alle luci fino all’interpretazione degli attori.

Era un requisito fondamentale, infatti, che tutti gli alunni formassero un gruppo coeso per la realizzazione del loro cotrometraggio.

Il cortometraggio sarà girato questa estate e presentato alla seconda edizione di “Visioni Corte”, in programma il prossimo ottobre.

Scauri: coppa Italia di Kitesurf Sabato 11 e domenica 12 Maggio

Il Circolo Funboard Delfini, in collaborazione con il Comitato Velico Scauri, la Lega Navale Italiana, la Darsena Flying, e la scuola di Kitesurf Action Bay organizza il più grande evento kitesurf della stagione a Scauri. Sabato 11 e domenica 12 maggio, alle ore 11 presso il Lido I Delfini, i kiters si sfideranno ad alta velocità nelle acque del golfo di Scauri.

La gara è valevole per la Coppa Italia 2013-Classe Kitebording Italia ed assegnerà 50 punti di ranking. I kiters utilizzeranno delle attrezzature specifiche con tavole larghe e molto voluminose per raggiungere velocità elevate anche con venti leggeri, con la possibilità anche di superare i 60kmh. Inoltre i kiters locali si sfideranno in una gara amichevole di freestyle con salti ed evoluzioni spettacolari che saranno uno spettacolo da non perdere.

fonte: minturnet.it; h24notizie.com

Alla (ri)scoperta di Montedoro: un viaggio tra il bosco e il mare

L’escursione sul Monte di Scauri (che segue questo itinerario) all’interno dell’Area Protetta di Gianola, tenutasi sabato 4 maggio, ha aperto l’Edizione 2013 del Premio Dragut: nato l’anno precedente come premio letterario (con sezioni racconti, poesia, foto), oltre ad aggiungere quest’anno le sezioni musica ed arti figurative, prevede anche l’organizzazione sul territorio di eventi satellite, il primo dei quali è, per l’appunto, questa escursione. L’organizzazione dell’escursione è stata a cura dell’Associazione Atargatis e del Comitato “Fuori La Voce”, che hanno inteso così dare il proprio apporto al Premio.

La (ri)scoperta di questo angolo del Parco vuole essere infatti un contributo per (ri)tornare a guardare, ascoltare, sentire, annusare letteralmente l’angolo di pianeta che ci ospita e che tanto abbiamo maltrattato negli ultimi decenni: “non più per depredare ma per restituire!”

Partendo dalla strada in cemento, passando per i margini dell’area umida presente all’interno del Parco, si è saliti fino alla sughereta e da là, attraverso la macchia mediterranea, si è giunti sul mare, sugli scogli di Porto Cofenello e alle antiche mura del “Porticciolo Romano”. Circa due ore di cammino, per scoprire il cuore grande di questa minuscola oasi situata nel mezzo del Golfo di Gaeta.

Una prima tappa è stata effettuata in corrispondenza delle pozze: asciutte ora che la bella stagione è iniziata, le pozze, apparentemente prive di significato per l’osservatore superficiale, sono in realtà un piccolo giacimento di biodiversità all’interno dell’Area Protetta. In quest’area lievemente depressionaria, sul sostrato roccioso – permeabile, facilmente penetrabile dall’acqua che discioglie il carbonato di calcio di cui la roccia è costituita – si depositano materiali invece impermeabili come l’arenaria e la torba, capaci di trattenere l’acqua piovosa per periodi di tempo relativamente lunghi durante l’anno. L’impermeabilità, unita alla conformazione depressionaria del terreno, determina il formarsi di accumuli di fango, rivoli d’acqua e pozze. Queste ultime ospitano specie di anfibi come le comuni rane, o come i meno comuni tritoni italiani, che depongono le uova nell’acqua per poi andare in “estivazione” durante la stagione più calda, apparentemente sparendo.

Quindi, è stata la volta della sosta nella sughereta, una delle zone più selvagge e isolate del Parco, ma che in realtà si trova solo a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni al di fuori della foresta: è qui che, forse, si capisce appieno quanto sia importante e miracolosa la presenza di questa Area Protetta, baluardo contro la cementificazione e l’inquinamento, e capace di riportarci al passato, anche remoto, quando i pastori locali “addomesticavano” il bosco con incendi regolamentati, traendo i frutti che la natura donava loro: il sughero, le ghiande, il pascolo per il bestiame. La lettura del terreno ci suggerisce infatti come il paesaggio di oggi sia forse simile a quello dei secoli scorsi, con un graduale adattamento della quercia da sughero anche alle mutate condizioni climatiche.

La presenza, poco distante, dei ruderi dell’enorme villa romana del prefetto Mamurra, edificata intorno al cosiddetto Tempio di Giano/Diana, fa davvero volare l’immaginazione, richiamando alla nostra memoria ancestrale il “genius loci” di Gianola/Janula, ossia della terra consacrata a Giano e alla sua dimensione divina femminile, Diana/Jana.

L’ultima tappa è stata a Porto Cofenello: già Oasi Blu del WWF, è oggi un tratto di costa il cui mare antistante, per una superficie di 17 ettari, è area protetta marina. Un ambiente pure di elevata biodiversità, con esperimenti anche arditi di adattabilità da parte della flora locale, la cui tempra viene sottoposta a dura prova dalla forte salinità. Un’insenatura meravigliosa, seminascosta, che pure in passato è stata oggetto delle devastanti depredazioni dei pescatori di frodo, a caccia dei preziosi e delicatissimi datteri di mare. Oggi questa meraviglia risente della forte pressione antropica che si irradia dalle coste del Golfo, e che spesso assume le preoccupanti sembianze di immondizia portata dalla corrente o di scie di liquami.

Il gruppo ha quindi chiuso l’escursione passando per l’altro gioiello del “Porticciolo Romano”, e rientrando al parcheggio presso l’Infopoint.

Una splendida giornata di primavera: la possibilità di (ri)scoprire che ciò che ci circonda è anche la possibilità di (ri)conquistare ciò che, forse, abbiamo dentro.

Marco Tarantino