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Premio Dragut Edizione 2014

Il 24 maggio 2014 si è tenuta presso l’Hotel Villa Eleonora in Scauri la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Premio Dragut, organizzato dall’omonimo comitato. In una sala piena, erano presenti i rappresentanti di numerose associazioni del territorio, oltre che della società civile.  L’intervento d’apertura è stato affidato ad Alfonso Artone, responsabile comunicazione del Premio, il quale ha spiegato le motivazioni  che hanno spinto un gruppo di persone a fondare un premio intitolato ad un terribile Corsaro. “L’epoca in cui Dragut sbarcò per depredare Scauri, Traetto e Castellonorato” – ha dichiarato Artone – “è stata una delle più buie nella storia del nostro territorio. I Gonzaga trascuravano il nostro Ducato e, come accade spesso nei momenti di crisi, erano forti le spinte restauratrici. Molti sognavano il ritorno dei Francesi, i quali arrivarono, ma portandosi dietro il feroce Dragut. Il nostro popolo però con il tempo seppe rialzarsi e recuperare la dignità che meritava. Proprio per questo, ci è parso significativo e ben augurante dedicare il premio proprio a Dragut, con la speranza che il nostro territorio sappia nuovamente risollevarsi”.

La parola è poi passata al Presidente Giuseppe De Renzi, il quale ha mostrato le numerose iniziative che il Comitato ha in cantiere anche quest’anno, oltre al Premio stesso, il cui bando è già disponibile on-line. Per il programma estivo si parte con una grande novità, data dall’emulazione dello sbarco del Corsaro Dragut presso le nostre coste. Lo “Sbarco di Dragut” sarà inserito nell’ambito della Sagra delle Regne ed è organizzato grazie alla collaborazione di diverse associazioni e comitati che hanno messo insieme la loro esperienza ed il loro entusiasmo. Oltre al Comitato Sagra delle Regne e al Comitato Dragut, infatti, la rievocazione storica dello sbarco di Dragut sarà possibile grazie anche alla fattiva collaborazione dell’Associazione Padre Mario Siniscalchi, dei Gruppi Folcloristici di Minturno, del Centro Velico della Lega Navale di Scauri, dell’Associazione “Le Ciaole” di Castellonorato, dell’Associazione Castrum Onorati, delle Autolinee Riccitelli , della Associazione Commercianti Arim e del pub Lo Scoglio. Coordinerà la parte artistica dell’evento l’attrice Marina Casaburi. Nella seconda parte di luglio, invece, dopo il successo dell’anno scorso, si replica “Musicangiando”, evento musicale e gastronomico coordinato dall’associazione Morpheus.

Il Presidente del Comitato ha però ricordato anche le altre numerose iniziative intraprese durante questo inizio del 2014 dal Premio Dragut, sempre in collaborazione con Enti e le altre Associazioni patrocinanti, quali ad esempio Labter (convegno su Miss Frances Fleetwood) e Atargatis (escursioni naturalistiche), senza dimenticare le molte e variegate iniziative proposte nel 2013 assieme ad altre realtà del territorio, non ultime il Premio Gennaro Sparagna e Italia Nostra.

Durante la Conferenza Stampa, inoltre, è stato presentato da Valentina Cestaro anche il progetto del Portale del Gruppo Eventi del Golfo, che sarà inaugurato agli inizi di giugno e che aspira a divenire un punto di riferimento di tutti gli eventi culturali, sociali ed economici del nostro territorio.

Le serate di Premiazione, come ormai di consueto, saranno due. La prima vedrà la celebrazione del 70° anniversario della battaglia di Santa Maria Infante, mentre nella seconda vi sarà la premiazione vera e propria delle opere pervenute. Come sempre, la Premiazione sarà anche l’occasione di incontrare tutte le associazioni patrocinanti il Premio.

Ricordiamo infine che per informazioni sul Premio, le modalità di partecipazione, e ricevere notizie sugli eventi potete recarvi nel gruppo face book “premio dragut”, sul sito internet: “http://www.premiodragut.altervista.org “, o scrivere a premiodragut@libero.it oppure a premiodragut@hotmail.com

 

Si ringrazia l’Hotel Villa Eleonora per la gentile concessione della sala.

Minturno è Traetto, presentazione al Liceo Scientifico Alberti

Sarà presentato al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno, dalle ore 17 di venerdì 16 maggio, il corposo volume “Minturno è Traetto”, di Dino e Alfonso Artone, edito da Armando Caramanica. L’evento, dopo i saluti del “padrone di casa” Prof. Amato Polidoro, Dirigente dell’Istituto scolastico di Via Santa Reparata, dotato di grande ed encomiabile sensibilità alla promozione della cultura, vedrà gli interventi del Sindaco del Comune di Minturno, Dott. Paolo Graziano, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Vincenzo Fedele, del Prof. Enrico Bruno, Delegato alla Cultura, del Presidente della Pro Loco di Minturno,Valter Creo, del noto giornalista Gianni Ciufo ed infine dello stesso Editore, Armando Caramanica. Oltre, ovviamente, ai due Autori. A moderare l’incontro sarà il Dott. Giuseppe Mallozzi, giornalista e scrittore locale. La manifestazione, va doverosamente detto, è preceduta dal grande successo che il testo ha avuto fin dalla sua prima presentazione, avvenuta il 22 marzo scorso al Castello Baronale di Minturno. Un successo che, se pure in parte preventivato, ha sorpreso gli stessi Autori, e che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, non solo la naturale e fisiologica curiosità che esso ha suscitato, ma anche una sorta di rinnovato orgoglio di “appartenenza” dei nostri concittadini alla loro terra, un sentimento che sembrava scomparso e che invece era forse solo sopito o deluso. A dimostrazione che valori ed espressioni che apparivano desuete e ammuffite, quali il culto e il rispetto delle tradizioni, il vanto per la propria storia millenaria,  l’amore per il proprio luogo natìo, la fierezza di essere cittadini di uno dei luoghi più belli e miti al mondo, possono essere non solo espressioni effimere e occasionali, ma suscitare stimoli ed opportunità soprattutto in chi, preposto alla Cosa pubblica, voglia farne motivo ed impulso di rinnovato spirito propositivo ed operativo, per il superiore bene comune.

La Ricostruzione urbanistica nella Gaeta Medievale

E’ possibile provare ad immaginare come era strutturata Gaeta, in epoca Medievale? Dove erano collocate le case, le botteghe e i principali punti di ritrovo dei suoi abitanti, ma anche come si svolgeva la vita quotidiana in un’epoca così remota? A queste e ad altre domande, è stata data una risposta lunedì 7 Aprile nella splendida cornice del grande albergo Miramare di Formia, dove si è svolto il convegno “Le Tipologie Edilizie e la ricostruzione urbanistica nella Gaeta Medievale”, organizzato dalla Fidapa di Gaeta – Formia – Minturno, la cui Presidente è Maria Giulia Monforte. L’evento,tenuto dalla brillante archeologa e storica dell’arte, Maria Teresa Scarpellino, è stato curato dalla referente della Commissione arte Beatrice D’Angelo.

Punto di partenza dello studio della Scarpellino, è stato la minuziosa lettura dei documenti del Codex Diplomaticus Cajetanus, scovando ogni possibile menzione (chiese, case, botteghe..) della Gaeta medievale. Tale ricerca, coadiuvata dall’analisi della bibliografia locale e di settore, ha portato alla collocazione “in pianta” dei risultati e ha costituito lo strumento per ricostruire l’articolazione delle abitazioni e, in qualche caso, anche la vita del tempo. Dopo una ulteriore attività di ricognizione, l’archeologa ha quindi formulato una propria proposta di ricostruzione urbanistica della città tra il IX e il XIV secolo.

Maria Teresa Scarpellino, laurea specialistica con lode in archeologia, ha già partecipato a numerosi convegni a riguardo, ad esempio durante l’incontro di studi di Lazio e Sabina del 2010. Dal 2005, è impegnata nel territorio di Roma nell’ambito dell’archeologia preventiva, ed è guida turistica abilitata per la provincia di Latina.

Davvero un convegno interessante, che ha dimostrato come grazie ad una attenta e competente lettura della documentazione storica in nostro possesso, sia possibile scavare a fondo fino alle nostre radici, scoprendo il nostro passato, che ci aiuta a comprendere meglio il nostro presente.

 

Articolo Comparso sul quotidiano “L’Avvenire” il 14/04/2014

Minturno è Traetto: Luoghi, Storia, Arte e Folclore

Sarà presentato oggi, sabato 22 marzo 2014, alle ore 17, presso il Castello Baronale di Minturno il libro “Minturno è Traetto” di Dino e Alfonso Artone. Il volume, edito da Armando Caramanica Editore, al quale Minturnet ha  dedicato un ampio servizio, è costituito da ben 820 pagine dedicate alla storia di Minturno, l’arte, le tradizioni e il suo folklore.

Il programma prevede, dopo i saluti del sindaco Paolo Graziano e di Don Elio Persechino, parroco della Chiesa di San Pietro Apostolo, gli interventi di: Dott. Pier Giacomo Sottoriva (Storico), che ha curato la presentazione dell’opera, i due autori del volume Dott. Alfonso e Dino Artone; Lara Artone (Illustratrice grafica – Pittrice), autrice della copertina; Dott. Bruno Ripoli (Presidente Federazione Nazionale Tradizioni Popolari); Dott. Plinio Conte (Dirigente ISMEF); Prof. Enrico Bruno (Delegato alla Cultura); Armando Caramanica (Editore); Walter Creo (Presidente Pro Loco Minturno). A moderare l’incontro sarà il Dott. Antonio Lepone, Addetto alle Relazioni Esterne del Comune di Minturno.
LA PRESENTAZIONE. Dalla presentazione di Pier Giacomo Sottoriva: “Questo libro è cosa diversa. È una dichiarazione di amore per tutto ciò che odora di Minturno, di aurunco, di personaggi, di lingua parlata e in procinto di diventare roba da archivio, di feste, di cicli della vita, di cronaca spicciola o persino di attualità nella sua forma più effimera: cose che tavolta durano nel privato, ma che si stravolgono negli anni cambiando continuamente volto in una rincorsa contro il tempo, che trasformerà l’attualità in memoria… Io chiamerei questo sforzo di Dino e Alfonso Artone, ricerca del genius loci, quello spirito che unisce in repubblica federata Minturno e le sue frazioni; afflato che rievoca ancora oggi le antiche lotte per la sopravvivenza degliAurunci rispetto ai Romani invasori, trasformandosi in nostalgia di confine… se un libro è ciò che esso riesce a suscitare nel lettore, questo libro è anche l’inconscio raffronto tra ieri e oggi, distonia tra tempi diversi, specchio di un tempo andato nel quale si riflette, deformandosi, l’odierna vita. Perché la vita non è solo quella dell’individuo, che si esaurisce in uno spazio temporale più o meno lungo, ma è la sintesi delle varie vite che il genius loci crea attraverso le società che si susseguono”.

 

Visita al Centro Storico di Minturno con Dragut

Possiamo tranquillamente affermare che la visita guidata nel centro storico di Minturno di ieri, 27 dicembre 2013, sia stata, tra le tre organizzate quest’anno dal Comitato Dragut, la più intrigante e sorprendente. Le altre due, che si sono svolte la scorsa estate, una nell’area archeologica e l’altra nella cattedrale di San Pietro, sono state molto belle e interessanti. Questi siti, come è noto, sono già di per sé eccezionali, notevoli per interesse artistico e storico… ma avere come guida la studiosa di Storia dell’Arte Stefania De Vita, nostra compagna d’avventura assieme all’associazione Italia Nostra, è stato un valore aggiunto! Tutti però, visitatori ed organizzatori, sapevamo, nelle visite precedenti, più o meno cosa aspettarci. Ieri invece, resi curiosi ed appassionati dalle sapienti parole della nostra guida, siamo andati alla ricerca del reperto nascosto, non alla nostra vista bensì trascurato dalla nostra abitudine distratta… Lo spunto di questa passeggiata ci è venuto dalla bellissima tesi di laurea della studiosa Tiziana Falso, la quale è andata a catalogare e fotografare, in giro per le vie di Minturno, appunto, quei pezzi marmorei ripresi chissà da chi e con quali mezzi dalla città romana di Minurnae e traghettati appunto a Traetto, in epoca medioevale. Tutti giorni passiamo accanto a veri e propri pezzi di storia parlanti, nelle nostre strade, tra i nostri vicoli, senza vederli…Colonne scanalate, capitelli ionici dalle volute a spirale, iscrizioni, epigrafi, scudi araldici, teste di leone scolpite nella pietra, affreschi oramai scoloriti e di difficile interpretazione: siamo talmente abituati ad averli sotto gli occhi, incastonati tra cemento, pietre, panni stesi al sole, edere rampicanti, che non li vediamo più o forse non li abbiamo mai visti. O semplicemente non siamo in grado di apprezzarne l’enorme valore e l’indiscutibile bellezza. Lo scopo di questa visita guidata è stato proprio questo, imparare a vedere, ad osservare l’ambiente che ci circonda, ad apprezzare e a custodire tutto ciò che di bello il nostro paese, il suo cuore pulsante, il suo centro storico, ha da offrire. Diventiamo noi stessi promotori del nostro territorio, impariamo ad amarlo con consapevolezza. E’ stato questo, dunque, lo scopo di questa terza visita. Restituire alla nostra vista come alla nostra consapevolezza, l’appartenenza alle nostre radici che vengono da un tempo lontano ed ancora hanno così tanto da raccontareda raccontare!

Patrizia Cervone Almerinda Rossillo Per il Comitato Dragut

Tour Archeologico a Minturno e Minturnae con Italia Nostra e Dragut

Il Comitato Dragut
vi invita al Tour Archeologico sul territorio di Minturno.
20 Luglio, ore 17, Minturnae Romana e Ponte Borbonico sul Garigliano;
24 Luglio, ore 18, Minturno Medievale, Duomo e Castello Baronale.
Per offrire la possibilità di visitare luoghi simbolo del nostro territorio con una guida esperta e in grado di soddisfare le nostre curiosità, è questo che Italia Nostra e il Comitato Dragut, hanno pensato organizzando questo tour. Un’occasione da non perdere, per guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, per imparare ad amare con consapevolezza il nostro paese.
Vi aspettiamo.

Premio Dragut 2013: pronti per il bando

Sabato 25 Maggio alle ore 18 presso un gremito Salone dell’Albergo “Villa Eleonora” in Scauri si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del “premio Dragut”.

Il Presidente del Comitato Giuseppe De Renzi e l’addetto stampa Alfonso Artone hanno illustrato le principali novità della seconda Edizione. Innanzitutto, le sezioni del premio sono cinque (5) distinte in: Racconti; Poesie; Fotografie; Musica; Arti grafiche, pittoriche e scultoree. Le diverse sezioni si dividono anche per età. Entro il giorno quindici (15) del mese di Giugno sarà pubblicato il bando per la partecipazione al premio, con tutti i dettagli. Per l’evento finale della premiazione, prevista per il 5 Ottobre, quest’anno è stato scelto il prestigioso Castello Baronale di Minturno.

La seconda edizione del premio è arricchita da una serie di eventi “satellite” che prevedono sotto lo stesso patrocinio del Premio momenti ludici e culturali diversi. Qui di seguito le date: 27 Aprile, Escursione nel Parco di Gianola con Atargatis; 22 giugno, Musicangiando Evento di musica con gastronomia e mercatino vintage e arte; 20 luglio, Serata Scavi Teatro Romano Minturnae;  Settembre, evento sportivo “ h24 non-stop”; Settembre, seconda escursione con Atargatis; 4 Ottobre, Serata “i Ricordi” presso il Castello Baronale di Minturno.

Le Associazioni, vero “cuore pulsante” del Premio Dragut, quest’anno sono coinvolte maggiormente poiché, oltre ad essere presenti nella serata finale e nell’organizzazione del Premio, ad alcune di esse è richiesto di indicare un loro socio competente da inserire nella Giuria del Premio, costituita da tre persone per ognuna delle 5 sezioni. Riguardo l’Antologia del Premio, che nella precedente edizione ha riscosso un notevole successo, oltre ad essere aperta alle opere concorrenti al premio, è aperta anche ad opere non in concorso (a discrezione della giuria).

Il premio da quest’anno si è strutturato come Comitato e non come associazione. Tale decisione è stata presa per far sì che sia ancora più evidente il suo ruolo di “unione” e non di “competizione” tra le varie realtà territoriali. Il Consiglio direttivo del Premio è costituito da: Giuseppe De Renzi (Presidente), Mauro Iannotta (Vice Presidente, referente per la musica, coordinatore generale logistica e organizzazione), Nella D’Urso (Segretario e coordinatrice generale logistica e organizzazione), Irene Sparagna (Tesoriere e Responsabile dell’antologia del premio), Tommasina Mallozzi (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Almerinda Rossillo (coordinatrice visita agli scavi archeologici), Roberto Tartaglia (coordinatore associazioni e relazioni istituzioni, info web e facebook), Patrizia Cervone (coordinatrice giuria) e Alfonso Artone (addetto stampa, coordinamento e organizzazione sportiva). Nel Comitato sono presenti anche Filippo Fresilli (coordinamento e organizzazione sportiva, foto e video ufficiali), Luca Rosati (foto e video ufficiali), Maria Tuccinardi, Vanda Anselmi, Salvatore Cardillo (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Simona Di Meo (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Marco Tarantino (coordinatore escursioni, foto e video ufficiali).

Il Presidente De Renzi ha voluto poi sottolineare come il premio, nato da un’idea condivisa nel gruppo “Scauresi Scauresi” su Facebook, da quest’anno sarà definitivamente slegato da tale gruppo e procederà su canali diversi anche sulla rete, dove è stato creato un gruppo facebook per il premio Dragut ed il sito internet www.premiodragut.altervista.org. Il premio Dragut, infatti, da quest’anno avrà un logo proprio, elaborato da Filippo Fresilli in collaborazione con tutto il comitato del Premio Dragut, che ne costituirà il carattere distintivo.

 

 

L’addetto Stampa

Alfonso Artone

 

 

Premio Dragut: alla (ri)scoperta del Monte di Scauri

Sabato 04 Maggio, il Comitato del Premio Dragut, nell’ambito degli eventi  satellite della seconda edizione del Premio, con il patrocinio del Comune di Minturno e dell’ente Parco Riviera di Ulisse organizza l’escursione “Alla (ri)scoperta del Monte di Scauri”.

L’escursione procederà sul Sentiero del Crinale, dal Monte di Scauri fino a Porto Cofeniello, e permetterà di scoprire un angolo del nostro territorio molto vicino a noi fisicamente, ma semi-dimenticato: attraverso la macchia mediterranea e il bosco, il sentiero si snoda infatti tra aree umide e sentieri pietrosi fino alla scogliera, perennemente battuta dalle onde del Tirreno, dove il ruggito del mare sembra far respirare le rocce.

Si prenderà dunque contatto con i vari e numerosi ecosistemi del Parco, vero e proprio tesoro di biodiversità a pochi chilometri dalle nostre case: un’escursione per imparare quanto il nostro territorio ci può offrire, se noi impariamo a restituirgli un pochino di ascolto. E di amore.

Si raccomandano calzature da Trekking o in mancanza, scarpe da ginnastica e abbigliamento traspirante adeguato alle condizioni atmosteriche. I minorenni devono essere accompagnati dai genitori o da almeno un adulto loro diretto responsabile.

L’escursione è lunga 3,9 km e occorrono 2 ore per percorrerla. Il dislivello è di circa 80 m.

Per chi fosse interessato, le escursioni doveranno pervenire entro l 24 aprile a:

marco@atargatis.ingo, 347-5352285

L’appuntamento è alle ore 15.00 presso il parcheggio dell’infopoint del parco, in via del porticciolo romano.

L’escursione, è organizzata dal comitato del Premio Dragut in collaborazione con le associazioni Atargatis e Fuori la Voce.

L’addetto stampa del Premio Dragut

Alfonso Artone

La villa di Marco Emilio Scauro a Scauri… verità o finzione storica?

Sabato 9 Marzo 2013, alle ore 17.45, presso la Sala Conferenze dell’ Ente Parco Regionale Riviera d’Ulisse,
LABTER – Via Appia, 296 – Ex Area Sieci – Scauri (LT), con il patrocinio anche dell’Associazione Culturale Aquadro, verrà presentato il volume: “Scauri, Li Scauli e l’invenzione della villa di Marco Emilio Scauro”.
Il saggio storico propone una nuova tesi riguardo il toponimo Scauri e ipotizza che derivi da una forma lessicale d’origine bizantina, vista la presenza greco-romana del vicino Ducato di Gaeta.
Coordinerà l’incontro il Dott. Marcello Rosario Caliman.
Interverranno gli autori, Salvatore Cardillo e Massimo Miranda.
ABSTRACT DEL LIBRO
La Storia è piena di falsi. Si pensi al “Protocollo dei savi di Sion” oppure alla falsa tradizione medievale dei kilt scozzesi. Questo saggio dimostra come anche la tradizione che il nome di Scauri sia da far risalire a Marco Emilio Scauro, console e senatore romano, sia probabilmente una pura invenzione.
Invenzione nata nella metà del 1700, con Francesco Maria Pratilli, noto falsario, e poi perpretata nei secoli successivi, sino a divenire “mito” acquisito.
Le ipotesi che si succedono nei secoli a favore della derivazione del toponimo dal console e senatore romano, mancano puntualmente di riscontri documentali. Fallaci ed inattendibili richiami a Cicerone, attestazioni non dimostrate, autori inventati (esemplare il caso di Francescantonio Riccardelli , canonico minturnese, che anagramma il proprio cognome pur di crearsi un falso riferimento archivistico-bibliografico).
Attraverso una documentazione ricca e rigorosa, il libro smontando le ipotesi a favore del toponimo di origine romana, crea una nuova ipotesi.
Il nome Scauri avrebbe un’origine Alto-Medievale, derivante dal suo stesso essere porto naturale sul Tirreno. Da “scaula”, barca, forma lessicale di origine bizantina, si svilupperebbe poi la forma maschile “Scauli”, barcaioli, marinai.
Il saggio evidenzia come toponimi simili siano presenti anche in altri luoghi della penisola italiana, dal Riminese alla Sardegna, da Pantelleria all’ Amalfitano, tutte regioni dove costante e secolare è stata la presenza greco-romana nell’ alto medioevo.
Il volume, inoltre, traccia un lungo profilo storico dei luoghi scauresi, che va dal Medioevo sino al XIX secolo. Molti avvenimenti storici sono assolute novità, riportate in luce dal lavoro certosino dei due autori.
Nella Carta Pisana , la più antica e famosa carta nautica medievale, datata intorno alla metà del 1200, Scaulli è citato come il più importante porto commerciale tra Terracina, Gaeta e Mondragone.
Ladislao d’Angio comincia proprio con la conquista del castrum scaurese il suo tentativo di assoggettamento del regno di Napoli, nel 1400, e Alfonso V d’Aragona sbarca nel piccolo golfo di Scauli per cingere poi d’assedio Gaeta nella lotta contro gli Angioini, nell’ episodio militare che precede la battaglia navale di Ponza.
Non mancano le curiosità. Assolutamente nuova quella che, ancora intorno al XVI secolo, esistesse una tradizione, andata poi perduta, che tramandava la consuetudine che Ponzio Pilato fosse nato proprio a Scauri. La tradizione, che gli autori riscoprono, ci è tramessa da Tommaso Elisio, teologo domenicano, famoso per essere stato uno dei precettori del filosofo Giordano Bruno.
Gustosa anche la “riscoperta” di un ritratto di Alessandro D’Anna, di fine XVIII sec., che raffigura una donna del luogo : la “Donna di Scavoli”, figura che è conservata presso Palazzo Pitti a Firenze.
 
Piccole biografie degli Autori :
Salvatore CARDILLO è nato a Minturno (LT) il 27/11/196.
Ha vissuto a Scauri sino agli studi universitari ed ora vive e lavora tra Scauri e Roma.Si è laureato alla Sapienza di Roma in Storia Moderna e Contemporanea,con una biografia parlamentare su Guido Baccelli, deputato più volte Ministro del Regno d’Italia.Ha poi frequentato la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari di Roma.Come bibliotecario ha lavorato presso la Biblioteca Angelica di Roma,presso l’ Ateneo Pontificio Regina Apostolorum  di Roma,presso il Dipartimento di Linguistica e Letterature Comparate dell’Università degli Studidi Cassino.
Dal 2003 lavora alla Sapienza di Roma, ed attualmente è il Responsabile della Biblioteca “Paolo Piga”,Dipartimento di Ingegneria Chimica Materiali Ambiente.
Massimo MIRANDA è nato a Roma il  08/02/1969.
Attualmente vive con la famiglia ad Anzio.Si è laureato alla Sapienza di Roma in Storia Antica, con una Tesi in Storia Greca.(“L’ Etolia arcaica e il centro di Thermos”).
Successivamente ha frequentato la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Roma, diplomandosi in Archivistica e Paleografia.
Ha insegnato Latino e Greco nei Licei, ha poi lavorato in qualità di Bibliotecario presso la Provincia di Roma e presso il Ministero di Grazia e Giustizia.
Attualmente è Dirigente presso l’ ENIT –  Agenzia Nazionale del Turismo, Sede di Roma. Oltre allo studio sul toponimo di Scauri, ha pubblicato un volume dal titolo:
“Kratos e Bia. L’uso politico della violenza”, sulla lotta politica ad Atene tra il 415 e il 404 a. C.

Sperlonga, tracce dell’uomo di Neanderthal nella grotta di Tiberio

La sensazionale scoperta della direttrice del Museo Archeologico Marisa de’ Spagnolis sarà presentata al pubblico, alla presenza della Soprintendente per i Beni del Lazio, l’8 dicembre insieme a un libro sulle sculture omeriche. Il materiale rinvenuto risale a più di 35.000 anni fa e sarà esposto per due settimane.

La Direttrice del Museo (al centro) conduce gli scavi nella villa di Tiberio

«Avevo iniziato con il solo personale del Museo una serie di piccoli saggi all’interno della grotta nei punti più distanti dall’ingresso. Sono rimasta colpita dal fatto che la piscina circolare della grotta era stata costruita realizzando un muro contro terra. Questo voleva dire solo una cosa: il terreno era ancora quello originario. Mi sono meravigliata del fatto che un dato così evidente per un archeologo non fosse mai stato notato». Racconta così la direttrice del Museo Archeologico Nazionale, dott.ssa Marisa de’ Spagolis, l’avventura di una delle scoperte più entusiasmanti degli ultimi 50 anni per la Riviera d’Ulisse.

L’8 dicembre a Sperlonga, per la prima volta alla presenza della nuova Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio dott.ssa Elena Calandra, verranno esposti i primi materiali relativi all’importante scoperta avvenuta  nella grotta di Tiberio, dove saggi archeologici hanno permesso di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto dagli architetti dell’imperatore Tiberio per la realizzazione della piscina circolare, magna pars dell’allestimento della scenografica grotta-ninfeo. Proprio gli sbancamenti operati all’epoca di Tiberio avevano escluso da parte di studiosi  la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Invece resti del giacimento originale sono rimasti miracolosamente conservati in situ.

«Si tratta di un momento storico – aggiunge Leone La Rocca, Presidente del Consorzio “Sperlonga Turismo” che sta gestendo l’organizzazione della giornata – a cui siamo orgogliosi di partecipare da protagonisti. Il Museo per noi imprenditori rappresenta, inoltre, la vera sfida alla destagionalizzazione del turismo: qui arrivano visitatori da tutta Europa in ogni stagione». Si unisce al coro delle congratulazioni anche il Vicesindaco del comune di Sperlonga Francesco Faiola: «Innanzitutto complimenti alla dott.ssa de’ Spagnolis che porge questo ennesimo e inestimabile regalo alla nostra comunità Noi le siamo grati e posso dire, in virtù della delega al Turismo conferitami dal Sindaco Cav. Rocco Scalingi, che ci impegneremo nella realizzazione di un’edizione dedicata e nella diffusione del nuovo volume della direttrice del Museo nell’ambito delle nostre attività istituzionali, ma soprattutto per la promozione dell’immenso patrimonio storico della città ai nostri visitatori». L’occasione dell’8 Dicembre, infatti, sarà propizia anche per presentare nel Museo di Sperlonga, a partire dalle ore 16.30, il nuovo libro scritto dalla direttrice dal titolo “La grotta di Tiberio a Sperlonga e le sculture di soggetto omerico”.

«Per questa incredibile scoperta – conclude la de’ Spagnolis – devo ringraziare il personale del Museo che ha collaborato agli scavi: i sigg.ri Germani, Favero, Pestillo, Caposecco; ma anche altri che mi hanno aiutato nei rinvenimenti tra cui Giovanni Vastano, Maria Napolitano, Italo Biddittu, Annalisa Zarattini, Gabriele Manarini e Mariannina Rita Di Bianca».

 

In mostra i reperti dell’uomo di Neanderthal.


Utensili dell’homo neandrthalensis risalenti a un periodo compreso tra 75.000 e 35.000 anni fa.

I primi materiali portati alla luce saranno esposti eccezionalmente per due settimane. Essi sono relativi al  Paleolitico Medio che ha come terminus finale 35000 anni da oggi e sono caratteristici dell’industria litica di un tipo documentato nel Lazio Meridionale, detto “Pontiniana”,  produzione del Paleolitico Medio che si differenzia per l’uso, come materia prima, di piccoli ciottoli marini silicei, lavorati per l’ottenimento di schegge e di spicchi da rifinire con percussione diretta. I materiali trovano confronti con quelli provenienti dalle Grotte del Fossellone e Guattari  al Circeo. Essi consistono in chopping tools, punte e raschiatoi, oltre a ciottoli su cui si vedono i distacchi per l’ottenimento di schegge e scarti di lavorazione. Sono presenti  strumenti in selce attribuibili più genericamente alla sfera Musteriana, sempre del Paleolitico Medio. Si tratta di punte, raschiatoi, lame-raschiatoi, denticolati e bulini. Numerose le ossa di animali, in parte combuste, relative a diversi animali quali il cervo ed il cavallo, che permettono di documentare l’uso della grotta come abitazione dell’uomo di Neanderthal e di conoscere  il tipo di vita della comunità. L’arco cronologico di frequentazione  del sito sarà  meglio definibile dopo ulteriori approfondimenti nello studio dei materiali.

«Nel Paleolitico Medio – precisa la dott.ssa de’ Spagnolisi  frequentatori della grotta erano gli uomini  di Neanderthal ed i reperti offrono uno spaccato eccezionale della vita e della tecnica dell’Homo neanderthalensis. Le genti neanderthaliane si dedicavano alla caccia durante la buona stagione vivendo in accampamenti all’aperto e durante il periodo invernale in grotte alcune delle quali in prossimità del mare. Nelle grotte potevano essere anche i loro luoghi di culto. La scoperta della parte terminale del  giacimento preistorico che doveva essere molto più consistente conferma che la grotta di Tiberio era frequentata in epoche antichissime dall’uomo di Neanderthal che  viveva nella fascia di costa allora molto più avanzata rispetto all’attuale. Dopo questa scoperta l’esame dei reperti e la prosecuzione dello scavo permetteranno ad altri archeologi di approfondire la ricerca e di riuscire a sottrarre altri elementi di conoscenza delle tecniche e della vita di popolazioni così lontane nel tempo. Sperlonga si arricchisce di un’altra eccellenza archeologica. Era già stata scelta dall’uomo di Neanderthal  per vivervi».

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Anticipazione: la premessa della Direttrice de’ Spanolis al libro.

“Nell’agosto del 2012 saggi condotti dalla scrivente come direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga hanno permesso di portare alla luce testimonianze preistoriche (Paleolitico medio – Musteriano Pontiniano) all’interno della grotta di Tiberio, stratigrafia distrutta in gran parte dalla realizzazione da parte degli architetti dell’imperatore Tiberio della monumentale piscina circolare del ninfeo imperiale. Forse questa nuova scoperta offrirà, a breve, dati archeologici del più grande interesse e permetterà di scrivere una nuova pagina di storia dopo che la scoperta delle sculture di soggetto omerico,in frammenti, all’interno della grotta detta di Tiberio a Sperlonga nel 1957 aveva costituito per il borgo l’inizio di una meravigliosa avventura archeologica. Quella scoperta aveva dato il via ad un percorso di studi e ricerche da parte di studiosi di tutto il mondo affascinati dalle sculture che narravano le imprese di Ulisse, che costituivano l’arredo di una vera e propria galleria d’arte voluta da Tiberio.

Le sculture che oggi sappiamo essere state realizzate in età augusteo-tiberiana con marmi frigi di Docimium ripetevano iconografie della media età ellenistica e sono stati parzialmente ricomposti ed esposti in un Museo appositamente allestito nella stessa area della villa nel 1963. In questa sede si tratterà dei gruppi omerici che arredavano la grotta perché essi rispondevano ad una precisa scelta dell’imperatore Tiberio sia per l’iconografia, sia perché opera dei più grandi artisti della fine del I secolo a.C.

Mi è gradito ringraziare il Soprintendente per i Beni archeologici del Lazio dott.ssa Marina Sapelli Ragni per la fiducia accordatami nell’avermi affidato nel 2010 la direzione del Museo archeologico di Sperlonga. Dal settembre 2012 il nuovo soprintendente del Lazio è la dott.ssa Elena Calandra. Ringrazio il presidente della Cooperativa Phoenix Edoardo Schina, autore di parte delle foto che qui si presentano, la dott.ssa Annalisa Zarattini e gli amici fotografi: Damiano Macone, Enrico Duratorre e Franco De Luca.

Desidero inoltre ringraziare l’Associazione A.M.A.N.S nella persona della Presidentessa prof. Maria Colussi, la casa editrice Edizioni Phoenix, la Tipografia Fabrizio e tutto il personale del Museo Archeologico di Sperlonga”.

Fonte: SPERLONGA TURISMO