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Minturno è Traetto, presentazione al Liceo Scientifico Alberti

Sarà presentato al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno, dalle ore 17 di venerdì 16 maggio, il corposo volume “Minturno è Traetto”, di Dino e Alfonso Artone, edito da Armando Caramanica. L’evento, dopo i saluti del “padrone di casa” Prof. Amato Polidoro, Dirigente dell’Istituto scolastico di Via Santa Reparata, dotato di grande ed encomiabile sensibilità alla promozione della cultura, vedrà gli interventi del Sindaco del Comune di Minturno, Dott. Paolo Graziano, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Vincenzo Fedele, del Prof. Enrico Bruno, Delegato alla Cultura, del Presidente della Pro Loco di Minturno,Valter Creo, del noto giornalista Gianni Ciufo ed infine dello stesso Editore, Armando Caramanica. Oltre, ovviamente, ai due Autori. A moderare l’incontro sarà il Dott. Giuseppe Mallozzi, giornalista e scrittore locale. La manifestazione, va doverosamente detto, è preceduta dal grande successo che il testo ha avuto fin dalla sua prima presentazione, avvenuta il 22 marzo scorso al Castello Baronale di Minturno. Un successo che, se pure in parte preventivato, ha sorpreso gli stessi Autori, e che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, non solo la naturale e fisiologica curiosità che esso ha suscitato, ma anche una sorta di rinnovato orgoglio di “appartenenza” dei nostri concittadini alla loro terra, un sentimento che sembrava scomparso e che invece era forse solo sopito o deluso. A dimostrazione che valori ed espressioni che apparivano desuete e ammuffite, quali il culto e il rispetto delle tradizioni, il vanto per la propria storia millenaria,  l’amore per il proprio luogo natìo, la fierezza di essere cittadini di uno dei luoghi più belli e miti al mondo, possono essere non solo espressioni effimere e occasionali, ma suscitare stimoli ed opportunità soprattutto in chi, preposto alla Cosa pubblica, voglia farne motivo ed impulso di rinnovato spirito propositivo ed operativo, per il superiore bene comune.

La Ricostruzione urbanistica nella Gaeta Medievale

E’ possibile provare ad immaginare come era strutturata Gaeta, in epoca Medievale? Dove erano collocate le case, le botteghe e i principali punti di ritrovo dei suoi abitanti, ma anche come si svolgeva la vita quotidiana in un’epoca così remota? A queste e ad altre domande, è stata data una risposta lunedì 7 Aprile nella splendida cornice del grande albergo Miramare di Formia, dove si è svolto il convegno “Le Tipologie Edilizie e la ricostruzione urbanistica nella Gaeta Medievale”, organizzato dalla Fidapa di Gaeta – Formia – Minturno, la cui Presidente è Maria Giulia Monforte. L’evento,tenuto dalla brillante archeologa e storica dell’arte, Maria Teresa Scarpellino, è stato curato dalla referente della Commissione arte Beatrice D’Angelo.

Punto di partenza dello studio della Scarpellino, è stato la minuziosa lettura dei documenti del Codex Diplomaticus Cajetanus, scovando ogni possibile menzione (chiese, case, botteghe..) della Gaeta medievale. Tale ricerca, coadiuvata dall’analisi della bibliografia locale e di settore, ha portato alla collocazione “in pianta” dei risultati e ha costituito lo strumento per ricostruire l’articolazione delle abitazioni e, in qualche caso, anche la vita del tempo. Dopo una ulteriore attività di ricognizione, l’archeologa ha quindi formulato una propria proposta di ricostruzione urbanistica della città tra il IX e il XIV secolo.

Maria Teresa Scarpellino, laurea specialistica con lode in archeologia, ha già partecipato a numerosi convegni a riguardo, ad esempio durante l’incontro di studi di Lazio e Sabina del 2010. Dal 2005, è impegnata nel territorio di Roma nell’ambito dell’archeologia preventiva, ed è guida turistica abilitata per la provincia di Latina.

Davvero un convegno interessante, che ha dimostrato come grazie ad una attenta e competente lettura della documentazione storica in nostro possesso, sia possibile scavare a fondo fino alle nostre radici, scoprendo il nostro passato, che ci aiuta a comprendere meglio il nostro presente.

 

Articolo Comparso sul quotidiano “L’Avvenire” il 14/04/2014

Always in our hearts

Dal 29 marzo 2014, il giardino del Labter, ex Sieci, accoglie, assieme a piante ed arbusti tipici della macchia mediterranea, due simboli in più…..Una targa in granito ed un alberello di ulivo. Vi sono stati posti in occasione del Convegno “La Storia di Miss Frances Fleetwood”, organizzato a Scauri dal Comitato Dragut, per onorare la memoria della scrittrice inglese (1902-1994), per mettersi alla scuola di quanto il messaggio che ha ci voluto lasciare abbia ancora da dire, da insegnare, da raccontare. Molti scauresi ricordano la straordinaria figura di questa esile donna, anglosassone, che adorava la nostra terra, il suo paesaggio, il suo mare, tanto da definirli come un Paradiso. Dalle parole, stralciate dai suoi scritti e proposti al Convegno dalla prof. Anna Carrubbo, traspariva l’incanto di chi scopre per la prima volta la clemenza e la ricchezza, la varietà, di una natura generosa. A Scauri Miss Frances apprese il tepore del clima, vide per la prima volta le lucciole spegnersi ed accendersi in maggio, ascoltò lo scorrere di ruscelli e conobbe personaggi miti e tipici…Molti sono stati testimoni delle sue nuotate, anche in pieno inverno, delle passeggiate laboriose e discrete sul lungomare, dove non esitava a chinarsi ed a raccogliere le cartacce gettate da passanti più distratti e meno innamorati del nostro tratto di costa. Molti ricordano finanche il suo odore di lavanda, di zucchero e tea….Alcuni, i più intimi, hanno avuto il privilegio di incontrarsi con la sua sottile scrittura….Dalle finestre della dépendance che occupò per lunghi anni, nei pressi delle proprietà appartenute al Generale Nobile, del quale fu traduttrice dei suoi scritti ed ammiratrice fervente delle sue gesta, i passanti potevano udire infatti il ticchettio alacre e sommesso della sua macchina da scrivere, sulla quale annotava pensieri, bibliografie, alberi genealogici di antiche famiglie, racconti, storie di un passato glorioso….Fu scrittrice di molti romanzi di ampia divulgazione editoriale, la Fleetwood, oltre che giornalista e bibliografa, come ha ricordato al Convegno il prof. Pasquale Maffeo. Viveva dei suoi libri, amava dar vita a personaggi della storia, immaginare il loro vissuto…Il più singolare, senz’altro, Gianciotto Malatesta, marito della sfortunata Francesca da Rimini, al quale la Fleetwood provò a dare un’immagine meno crudele di quella che gli assegnò Dante; la più intrigante, Lady Hamilton, che seppe cambiare finanche il corso della storia, intrecciando il suo nome a quello del più famoso Horatio Nelson. Sulla targa posta nel giardino del Labter si può leggere questa scritta:”Always in our hearts”….”Per sempre nei nostri cuori”. Come per sempre, le radici di un albero di ulivo potranno attecchire e produrre nuovi frutti. Queste parole sono state suggerite dal prof. Franco Valerio, suo amico ed esecutore testamentario, che ne ha accolto i resti mortali nella cappella di famiglia. Sono la sintesi, il contenuto essenziale della sua permanenza, always, sempre, nel Golfo di Gaeta e più ampiamente, in Italia.. Miss Frances dunque volle, scelse di venire a vivere a Scauri. La elesse sua dimora, always. Antonio Lepone, il giornalista scaurese che raccolse l’ultima intervista alla “signorina inglese” (così molti la chiamavano), ha testimoniato al Convegno che, traducendo le gesta del generale Nobile, Miss Frances aveva avuto praticamente in sorte di viverle, accanto a lui, attraverso le sue parole, di respirarne il coraggio prima, la disillusione, ed anche l’incomprensione da parte di molti, poi….Il Generale aveva raccontato e lei, di rimando, si era sentita investita del compito di raccontare a sua volta. Come se raccontare fosse vivere. Fu la narrazione, dunque, la vera vocazione di Miss Frances. Come chi ha avuto in dono un’eredità meravigliosa e decide di metterne a parte quante più persone possibili. Frances Fleetwood raccontò avventure, intrecci, immagini ardimentose….Come se il suo compito fosse quello di far rivivere ciò che già aveva avuto la possibilità di esistere e che meritava di essere perpetuato nella memoria. Alwais.

…Nella sua guida su Caserta Vecchia, si lasciò ispirare da un gruppo di giovani volontari che stava lavorando per ridare alla città il suo antico e glorioso aspetto. Fu osservando quelle braccia alacri e disinteressate a nessun altra ricompensa se non a quella di rendere giustizia al passato, che decise di scrivere, aiutando quei ragazzi a rimuovere i calcinacci e la polvere dell’oblio dalla storia della civiltà. Come fuori programma del Convegno, il moderatore, Marcello Caliman, ha invitato a prendere la parola la prof.ssa Monica Colabove…Allieva del Liceo Scientifico Alberti, ebbe con Miss Frances un rapporto così speciale ed intimo, che ne seguì le orme, studiando le lingue e leggendo i suoi scritti….Monica, con una luce negli occhi, sapiente e consapevole, con viva commozione, ha restituito queste parole di Miss Frances a tutti i convenuti:”Aspetta….Aspetta che la ruota abbia completato il suo corso”…Sembrano le parole di una filosofia di vita fatalista. Invece la prof. ssa Monica, dal profondo della sua conoscenza, ci ha testimoniato che in realtà sono le parole di una saggezza vissuta. Tutto ciò che deve accadere, in un’esistenza, in una storia, in un’esperienza, accade. Come se fosse la vita stessa a lanciarci un vero e proprio richiamo, attraverso luoghi, affinità, immagini, che arrivano a colpire le sensibilità personali fino a mutarne i percorsi con i loro urgenti richiami. Così, spesso, si sperimenta nella propria piccola vicenda vissuta. Così è successo al Presidente del Comitato Dragut, dott. Pino De Renzi, che ritrovò a distanza di molti anni, nella sua biblioteca, il libro che Miss Frances gli aveva donato perché, liceale, apprendesse bene l’inglese….Un libro, come una ruota che gira, attende soltanto di essere guardato al suo interno…di essere letto…Di essere riletto ancora, affinchè tornino a vivere parole ed a pulsare sentimenti. “Aspetta che la ruota abbia completato il suo giro”. Always.

Patrizia Cervone

Minturno è Traetto: Luoghi, Storia, Arte e Folclore

Sarà presentato oggi, sabato 22 marzo 2014, alle ore 17, presso il Castello Baronale di Minturno il libro “Minturno è Traetto” di Dino e Alfonso Artone. Il volume, edito da Armando Caramanica Editore, al quale Minturnet ha  dedicato un ampio servizio, è costituito da ben 820 pagine dedicate alla storia di Minturno, l’arte, le tradizioni e il suo folklore.

Il programma prevede, dopo i saluti del sindaco Paolo Graziano e di Don Elio Persechino, parroco della Chiesa di San Pietro Apostolo, gli interventi di: Dott. Pier Giacomo Sottoriva (Storico), che ha curato la presentazione dell’opera, i due autori del volume Dott. Alfonso e Dino Artone; Lara Artone (Illustratrice grafica – Pittrice), autrice della copertina; Dott. Bruno Ripoli (Presidente Federazione Nazionale Tradizioni Popolari); Dott. Plinio Conte (Dirigente ISMEF); Prof. Enrico Bruno (Delegato alla Cultura); Armando Caramanica (Editore); Walter Creo (Presidente Pro Loco Minturno). A moderare l’incontro sarà il Dott. Antonio Lepone, Addetto alle Relazioni Esterne del Comune di Minturno.
LA PRESENTAZIONE. Dalla presentazione di Pier Giacomo Sottoriva: “Questo libro è cosa diversa. È una dichiarazione di amore per tutto ciò che odora di Minturno, di aurunco, di personaggi, di lingua parlata e in procinto di diventare roba da archivio, di feste, di cicli della vita, di cronaca spicciola o persino di attualità nella sua forma più effimera: cose che tavolta durano nel privato, ma che si stravolgono negli anni cambiando continuamente volto in una rincorsa contro il tempo, che trasformerà l’attualità in memoria… Io chiamerei questo sforzo di Dino e Alfonso Artone, ricerca del genius loci, quello spirito che unisce in repubblica federata Minturno e le sue frazioni; afflato che rievoca ancora oggi le antiche lotte per la sopravvivenza degliAurunci rispetto ai Romani invasori, trasformandosi in nostalgia di confine… se un libro è ciò che esso riesce a suscitare nel lettore, questo libro è anche l’inconscio raffronto tra ieri e oggi, distonia tra tempi diversi, specchio di un tempo andato nel quale si riflette, deformandosi, l’odierna vita. Perché la vita non è solo quella dell’individuo, che si esaurisce in uno spazio temporale più o meno lungo, ma è la sintesi delle varie vite che il genius loci crea attraverso le società che si susseguono”.

 

Visita al Centro Storico di Minturno con Dragut

Possiamo tranquillamente affermare che la visita guidata nel centro storico di Minturno di ieri, 27 dicembre 2013, sia stata, tra le tre organizzate quest’anno dal Comitato Dragut, la più intrigante e sorprendente. Le altre due, che si sono svolte la scorsa estate, una nell’area archeologica e l’altra nella cattedrale di San Pietro, sono state molto belle e interessanti. Questi siti, come è noto, sono già di per sé eccezionali, notevoli per interesse artistico e storico… ma avere come guida la studiosa di Storia dell’Arte Stefania De Vita, nostra compagna d’avventura assieme all’associazione Italia Nostra, è stato un valore aggiunto! Tutti però, visitatori ed organizzatori, sapevamo, nelle visite precedenti, più o meno cosa aspettarci. Ieri invece, resi curiosi ed appassionati dalle sapienti parole della nostra guida, siamo andati alla ricerca del reperto nascosto, non alla nostra vista bensì trascurato dalla nostra abitudine distratta… Lo spunto di questa passeggiata ci è venuto dalla bellissima tesi di laurea della studiosa Tiziana Falso, la quale è andata a catalogare e fotografare, in giro per le vie di Minturno, appunto, quei pezzi marmorei ripresi chissà da chi e con quali mezzi dalla città romana di Minurnae e traghettati appunto a Traetto, in epoca medioevale. Tutti giorni passiamo accanto a veri e propri pezzi di storia parlanti, nelle nostre strade, tra i nostri vicoli, senza vederli…Colonne scanalate, capitelli ionici dalle volute a spirale, iscrizioni, epigrafi, scudi araldici, teste di leone scolpite nella pietra, affreschi oramai scoloriti e di difficile interpretazione: siamo talmente abituati ad averli sotto gli occhi, incastonati tra cemento, pietre, panni stesi al sole, edere rampicanti, che non li vediamo più o forse non li abbiamo mai visti. O semplicemente non siamo in grado di apprezzarne l’enorme valore e l’indiscutibile bellezza. Lo scopo di questa visita guidata è stato proprio questo, imparare a vedere, ad osservare l’ambiente che ci circonda, ad apprezzare e a custodire tutto ciò che di bello il nostro paese, il suo cuore pulsante, il suo centro storico, ha da offrire. Diventiamo noi stessi promotori del nostro territorio, impariamo ad amarlo con consapevolezza. E’ stato questo, dunque, lo scopo di questa terza visita. Restituire alla nostra vista come alla nostra consapevolezza, l’appartenenza alle nostre radici che vengono da un tempo lontano ed ancora hanno così tanto da raccontareda raccontare!

Patrizia Cervone Almerinda Rossillo Per il Comitato Dragut

il Ponte delle Parole

di Pino De Renzi

Quando, come e dove un uomo, anzi un ragazzo sempre sorridente come lo è Alfonso Artone, DIVIENE scrittore?
Quando pubblica il suo primo racconto? O il suo primo libro? Quando è pubblicato da un GRANDE editore?? Quando ha finalmente successo? O quando viene ‘riconosciuto’ come tale dalla ‘società’ ?
Quando, precisamente, Alfonso ha potuto fregiarsi del titolo degli dèi? Degli dèi, certo, perché l’uso della parola non è per tutti.
C’è chi per esempio le parole le spreca.
C’è per esempio chi, non sapendo che sentimenti esprimere oltre alla facile detrazione e alla discussione razzolante delle galline che beccano l’aia, usa le parole non per esprimere meraviglia davanti ad un libro che nasce ma solamente – sola mente – distacco e sufficienza.
Se la sono davvero mai posta costoro, vostro Onore, la domanda fondamentale di questo processo alle intenzioni?
Quando, un uomo si ‘sente’ Scrittore?
Io lo conosco, quel momento. Lo conosco benissimo.
Ci si sente scrittori quando in un momento preciso della vita si comprende che ciò che scriveremo noi non lo scriverà mai nessuno. O lo scriviamo noi, quel racconto, quel libro, quel verso, o non lo farà mai più nessuno.
Uno scrittore è un ponte sull’eternità, direbbe Richard Bach: è un ‘qualcuno’ che si prende l’onere di costruire e raccontare le storie di altri e per gli altri.
Il primo romanzo che ho letto di Alfonso era un ponte sulla morale, sull’amore e sulla coscienza. Il suo secondo libro di fantascienza è un ponte sul tempo e so, ma non rivelo ancora nulla, che Alfonso sta scrivendo e costruendo un altro ponte tra padri e figli, tra nonni e nipoti, tra genti diverse eppure simili.
Per poter costruire un ponte, però, bisogna avere ben chiaro le sponde che si vuole unire. Bisogna avere un’idea, un progetto, un sogno.
Ecco: è questo il momento in cui uno comincia a sentirsi scrittore. Quando capisce che le sue parole non sono più solo proprie ma di tutti.
Poco importa se le scrivi nel sottosuolo come Dostojevski o se le pubblichi in e-book a 50 centesimi. Poco importa se le pubblicizzi da te o se le affidi alla corrente di un fiume.
A me interessa che le parole non siano sprecate e che si sia avuto il (bi)sogno di scriverle. Non importa quanto sia venduto un libro. Non importa quanto sia ‘riuscito’. Importa che tu abbia avuto il coraggio di pensarle e di donarle agli altri. Anzi, di restituirle, visto che le parole, come la vita, non sono del tutto nostre.
Io credo che Alfonso quelle parole le abbia sentite dettate dentro di sé. Ed è da quel preciso momento che Alfonso può dirsi scrittore.

i Libri di Alfonso Artone

PREMIO DRAGUT: SERATE DI PREMIAZIONE E VINCITORI

Il 4 e 5 Ottobre 2013 si è conclusa nella splendida cornice del Castello Baronale di Minturno la seconda edizione del Premio Dragut, che ha registrato un insperato ma meritato successo di pubblico e di partecipazione, al di là delle più rosee aspettative degli organizzatori.

Il consenso popolare delle due serate di Premiazione è dovuto anche alla grande risonanza che il Premio sta avendo sui social network, grazie ai quali si sta diffondendo sempre più il suo motto: “Non più per depredare ma per restituire”, che ha fatto breccia soprattutto su molti giovani talenti.

“Un grande grazie va alle numerose associazioni partecipanti e patrocinanti” ha dichiarato il Presidente del Premio, Pino De Renzi “per le quali il Premio Dragut può essere un ponte e un punto di incontro con la popolazione e le loro iniziative.  Il Premio sta riuscendo nel suo intento di mettere in rete tra loro persone colte e disponibili con i giovani, la nuova generazione che avanza.”

Lo scopo del Comitato per il Premio Dragut, infatti, è innanzitutto quello di offrire uno spazio di espressione a tutte le migliori energie culturali e sociali presenti nel territorio, nel tentativo di creare tra le diverse generazioni una più profonda conoscenza delle bellezze ambientali, artistiche e storiche di tutto il Golfo di Gaeta.

La prima serata della premiazione, coordinata dalla storica dell’arte Stefania De Vita, si è svolta con l’evento “Ricordi in bianco e nero” in cui il collezionista Amedeo Russo, assieme alla collaborazione di Mario Lepore (anch’egli appassionato collezionista di immagini d’epoca) e agli interventi dell’architetto Cesare Crova e allo storico Salvatore Cardillo, ha illustrato una serie di cartoline d’epoca, raccontando e ricostruendo vari pezzi della storia locale.

Durante la serata finale di Premiazione del concorso, invece, condotta dall’attrice Marina Casaburi, sono stati presentati al pubblico alcuni brani tratti dai componimenti vincenti, selezionati e letti da Patrizia Cervone, Simona Di Meo e Irene Sparagna.

Gran parte delle opere presentate al Premio sono state inoltre pubblicate nell’Antologia del Premio Dragut 2013, richiedibile scrivendo alla mail del premio: premiodragut@libero.it.

 

 

 

Questi i nomi dei vincitori:

Sezione Racconti

Enrico Lanzara:        “L’accompagna la luna”

Piero Ianniello:         “Il mercato”

Katia Zamprotta:     “Ritorno”

Sonia Vento:             “Anna”

Sezione Poesie

Maria Passariello:   “Corbezzolo”

Maurizio Russo:       “Ombre sulla spiaggia”

Romolo Caldieri:      “Spiaggia dei sassolini”

Sezione Musica

Elio e Caterina:        “Dragut”

Romolo Amici e Beatrice Burchiari:  “Con l’aria di chi sa’”

Mario Simeone:       “Dreaming”

Sezione Foto

Tyler Nardone:         “Look”

Michele Chiomenti: “Scogliere davanti le ex Sieci”

Carlo Magnatti         “Alla faccia di Dragut”

Graziano Di Benedetto: “Scauri di corsa”

Sezione Arte

Lorenzo Pellegrino:  “Custodi del tempo”

Aurora Braga:          “What do you sea”

Cristina Giammaria:            “Golfo di Gaeta”

Premio speciale per il più giovane partecipante al Premio

Luisa Vignoli, con la poesia “Il Mare d’Inverno”.

 

Durante la serata è stata resa inoltre nota la composizione della Giuria del Premio.

Per la poesia: Rossella Tempesta, Giuseppina Mallozzi, Michela Zanarella;

Per i racconti: Franca Di Nitto, Lorenzo Ciufo, Monica Granata;

Per le foto: Luigi Grieco, Mauro Abate, Ida Tortoriello;

Per i lavori artistici: Ugo Bortolin, Virginia Bartoli, Anna Molisso;

Per la musica: Vincenzo Zenobio,  Antonella Sessa, Mara Recalina;

Durante la serata di Premiazione, si sono esibiti magistralmente al pianoforte gli allievi  del M° Antonella Sessa:

Mariano Herta Dorinel  che ha eseguito “Studio” di Kaciaturian e il Valzer “Opera 69 n°2” di Chopin;

Michele Alberto Monti che ha eseguito “Tarantella in re minore” di Prokovieff e “Valzer opera 69 n°1” di Chopin;

Gaspare Saltarelli con “Il Notturno in do diesis minore” opera postuma di Chopin

Paolo Catenaccio “Dalle Suites Inglesi : Bourreè I e II in la minore” di Johann Sebastian Bach e “Arabesque” di Schumann

Ed infine ha concluso Il M° Salvatore Saltarelli con “Torre Bermeja” di Isac Albeniz.

 

A tutti coloro che hanno donato la loro disponibilità per la riuscita dell’evento il Comitato per il Premio Dragut esprime il più profondo e sincero ringraziamento.

 

Jazzflirt Festival 2013 – IX edizione

L’associazione di promozione sociale Jazzflirt – Musica & altri Amori nasce a Formia nel maggio del 2004 con l’obiettivo principale di promuovere e diffondere la cultura musicale in generale, ed in particolare quella originale improvvisata di stampo jazzistico.

Dalla sua nascita ad oggi, l’associazione ha mirato anche a contribuire alla formazione del pubblico, soprattutto giovanile, attraverso diversi canali espressivi quali concerti, seminari, rassegne cinematografiche, mostre fotografiche.

Le attività concertistiche, presentate nell’arco di tutto l’anno, hanno sempre avuto come naturale conclusione stagionale le edizioni del Jazzflirt Festival, presentando in ogni occasione musicisti di alta qualità e riscuotendo un successo di pubblico crescente negli anni.

Quella del 2013 è la nona edizione del Jazzflirt Festival, ad un passo dall’importante traguardo delle dieci edizioni, e rappresenta anche il terzo anno consecutivo di collaborazione con il Comune di Itri, particolarmente attento al sostegno di attività culturali di valore nella propria programmazione estiva e non.

 

 

venerdì 23 agosto

Itri – Castello Medievale

 

LUZ Trio

 

Giacomo Ancillotto – chitarra,

Igor Legari – contrabbasso,

Federico Leo – batteria, percussioni

 

 

“…ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco. Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finché l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona.”

(D.Grossman – Che tu sia per me il coltello)

 

 

 

 

Ma luz vuol dire anche luce, ovviamente. Luz è quel nocciolo duro e luminoso che nessuno può rubarci, l’hardcore delle nostre esistenze, la forza più grande e più duratura. Luz nasce come trio nell’autunno del 2011 a Roma, dalla collaborazione tra Giacomo Ancillotto (chitarra), Igor Legari (contrabbasso) e Federico Leo (batteria). A marzo 2013 registrano il loro primo album insieme alla violoncellista Tomeka Reid, una delle voci più apprezzate dell’avanguardia di Chicago. LUZ genera un suono di incredibile intensità e imprevedibile direzione, come una creatura lirica e mutante con i piedi saldi nella tradizione afroamericana e i mille tentacoli nelle culture musicali europee e mediterranee. Il risultato è una musica difficilmente definibile, come la colonna sonora di un film immaginario, o la musica tradizionale di una terra sconosciuta.

 

Inizio concerto ore 21.30

 

Info e prenotazioni: 333-9576098 /  392-8229224 / 338-6924358
sito web: www.jazzflirt.net

e-mail: info@jazzflirt.net

 

Alfonso Artone entra tra i Best Seller su Amazon

Alfonso Artone

Gli Angeli di Rock Castle dell’autore pontino Alfonso Artone entra tra i Best Seller di Amazon piazzandosi stabilmente tra gli e-book più venduti nel genere avventura (al momento in cui scriviamo è secondo) mentre il suo secondo romanzo, “Mondo Senza Tempo – il segreto del Prescelto” (GDS, Giugno 2013)scala le classifiche nel difficilissimo settore fantascienza e fantasy, piazzandosi stabilmente tra le prime venti posizioni (al momento in cui scriviamo è decimo).

“Gli Angeli di Rock Castle”è  alla sua seconda edizione poiché nel 2013 la GDS ha acquisito i diritti in precedenza della Albatros. Aveva già sorpreso vincendo il Premio Belgioioso Giallo 2010 e il Creatività e Scienza nel 2009, come miglior copertina, e vendendo oltre mille copie cartacee, che per un autore esordiente sono una enormità.

Nel Giugno 2013 esce la seconda opera di Artone, “Mondo Senza Tempo – Il Segreto del Prescelto” : un avvincente romanzo fantascientifico con diversi risvolti storici e scientifici, che nel Golfo di Gaeta diventa subito un best seller in libreria (fonte: “La Libreria di Margherita” – Formia), e ora si appresta a farlo in tutta Italia.

La caratteristica di entrambi i libri di Artone e la tecnica di scrittura “Anglosassone”, ovvero molto scorrevole e diretta, priva di fronzoli, ma forse anche per questo estremamente efficace.

La Seconda edizione de “Gli Angeli di Rock Castle”

<<Mi sono ispirato agli autori Anglosassoni>> – ha infatti dichiarato Artone – <<Da Follett, alla Rowling, perché adoro il modo di scrivere diretto, che dia maggior risalto alla trama, e poco alla forma. Un libro è efficace quando viene “divorato” dai lettori, e per far sì che ciò accada, bisogna fare a meno dei “fronzoli” , dei periodi contorti e di tutte le parole non necessarie. Il lettore deve essere libero di immaginare e di sognare, e il compito di noi autori è di prenderlo per mano ed accompagnarlo nel suo viaggio all’intero del libro, senza farci notare.>>

Augurando ad Artone di avere lo stesso successo planetario di Follett e della Rowling, vi intanto vi invitiamo ad acquistare i suoi bellissimi e-book (o, per chi preferisce, le versioni cartacee) che ad Agosto sono in promozione a 0,99€ su Amazon, i-Tunes e tutti gli Stores digitali.

Buona Lettura!

 

Per info www.alfonsoartone.it

 

 

Mondo Senza Tempo il Segreto del Prescelto

Presentami l’autore: Rafaela Acampora e Paolo Fiore

Bellissima serata lunedì 5 agosto  a “Presentami l’autore” con una eccezionale Rafaela Acampora presentata da un Paolo Fiore in forma smagliante. “Just like a woman” è un romanzo intrigante scritto con ammirevole tecnica quasi giornalistica che racconta appunto, vite di donne. Donne comuni in contesti comuni analizzati con occhio analitico e spesso ironico dall’autrice. Davvero un romanzo da non perdere. Stupenda come sempre la cornice paesaggistica,.e numeroso il pubblico, tra cui era presente anche il sindaco Bartolomeo.
“Just like a woman” è un viaggio affascinante dell’Autrice attraverso continenti lontani, razze e culture, che racconta storie di vita vissuta da donne necessariamente e indissolubilmente legate ai loro uomini e ai loro contesti. Un cammino all’insegna della curiosità e alla ricerca si similarità con altre vite di donne appartenenti a culture spesso assai diverse dalla propria.
Prossimo appuntamento lunedì 12 agosto dove sarà proprio la Acampora a presentare Valentina Ferrari con il suo “Racconto di un amore”