La imprescindibile funzione sociale ed etica delle parrocchie

di Alfonso Artone

Propongo alcune considerazioni che ritengo importanti ma anche doverose per la comunità del nostro territorio e per le persone a me vicine, ora che ho deciso di partecipare in prima persona alla competizione elettorale per le amministrative nel Comune di Minturno per cercare di portare avanti quei valori e quei principi che da sempre hanno guidato le mie azioni.

Nel mio curriculum vitae infatti, una parte preponderante mi ha visto impegnato nel sociale, dapprima in alcune associazioni giovanili e società sportive dove ho sempre e con convinzione puntato sul ruolo educativo dello sport, oltre che sul “fair play”, come vera anima della crescita sportiva, sociale ed umana dei giovani; e da una diecina d’anni soprattutto nell’Azione Cattolica, come educatore, animatore e responsabile del settore Ragazzi (ACR) e Famiglie.

È  stato in questo percorso che mi sono reso conto della straordinaria importanza, sociale ed etica, che la Parrocchia svolge nell’ambito territoriale e pastorale di competenza; una funzione che i nostri nonni conoscevano bene, ma mi sono purtroppo reso conto che oggi sfugge alla gran parte dei nostri concittadini, soprattutto a causa di una serie di luoghi comuni che stanno prendendo piede per mezzo dei media e dei social network.

Ritengo dunque doveroso approntare un breve  résumé,  per chi non ne avesse sufficiente cognizione, sul ruolo sociale delle parrocchie.

La parrocchia, come la definisce il Codice di Diritto Canonico (CDC), al canone 515, è una comunità di fedeli costituita nell’ambito di una Chiesa affidata – sotto l’autorità del Vescovo della Diocesi – ad un parroco quale suo pastore. La parrocchia, quindi, gode di personalità giuridica ecclesiastica pubblica: è dunque un soggetto di diritti e di doveri. Ogni parrocchia è affidata alle cure pastorali di un parroco, la cui nomina è condizionata da alcuni princìpi regolati dal suddetto Diritto Canonico. l CDC, al canone 536, prevede che in ogni parrocchia il parroco sia coadiuvato e assistito da un Consiglio pastorale parrocchiale, con valore consultivo, i cui membri sono nominati dal parroco stesso, o sono scelti dalla comunità parrocchiale. Quest’organo ha la funzione di aiutare il parroco nello sviluppare le grandi linee della “pastorale” (cioè della funzione/missione) parrocchiale. In genere è composto da 5 fino a 20 membri.

Tra le funzioni e attività della parrocchia (riporto solo le principali) ci sono quelle di conservare i documenti della “anagrafe ecclesiastica”, la catechesi (cioè l’insegnamento) in preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e la pastorale (cioè: la funzione o attività di tipo religioso)  dei bambini e dei ragazzi, ad esempio con attività organizzate dall’Azione Cattolica Ragazzi o con lo scautismo.

Poi v’è tutta la straordinaria attività, non solo ludica, dell’Oratorio, che viene a volte chiamato Centro Giovanile.  Esso consiste in un edificio, oppure in un vasto cortile o anche in uno o più ambienti, dove si svolgono le “pastorali” giovanili: in pratica i diversi giochi dei ragazzi con finalità ludiche ed al contempo educative, ma anche riunioni organizzative o religiose. Il nome di oratorio discende infatti dal verbo latino “orare”, cioè pregare, perché inizialmente, quando venne ideato da San Filippo Neri nel 1550, esso era finalizzato al culto e alla preghiera. Poi però, nel corso del tempo, arricchì e diversificò la propria funzione, specialmente con San Giovanni Bosco, a metà dell’800, che ne fece un luogo di aggregazione e di formazione dei giovani non solo religiosa, ma anche sportiva e culturale, e con attività che più tardi, nel tempo, si sono differenziate in altri campi come nella musica, nel teatro ed anche delle sagre giovanili, con una sempre più intensa partecipazione del volontariato.

Oggi, come accade nel nostro comune, molte parrocchie e relativi Oratori hanno aderito ad Associazioni diverse, come l’Azione Cattolica di cui faccio parte, l’ANSPI, il CSI, eccetera, procedendo anche a gemellaggi e a forme di benchmarking  (cioè di scambi di visite e di idee) con Oratori ed Associazioni vicini o anche lontani. Molti Centri Giovanili, oratori, ed Associazioni organizzano Campi-scuola, Gruppi Ricreativi, Centri Estivi, e sperimentano addirittura Web-radio o Web-TV; o scambi di informazione e di cultura attraverso Internet.

Personalmente ho partecipato e organizzato numerosissimi di questi incontri ed in particolare i campi scuola estivi, occasione unica ed irripetibile di aggregazione, amicizia, formazione umana e cristiana per le ragazze ed i ragazzi. Ogni campo scuola ha una “mission” che viene condivisa con  i genitori ed i ragazzi al momento dell’iscrizione, e tutte le attività ed i giochi sono finalizzati al raggiungimento di quella “mission”, tarata sul cammino intrapreso nei gruppi, ma anche dalla loro particolare età o situazione. Alcuni temi dei campi a cui ho partecipato o che ho organizzato ad esempio sono stati l’amicizia, il rapporto con famiglia, il rispetto dell’ambiente, la scuola.

La crescita e l’importanza di queste iniziative parrocchiali è stata tale che il legislatore “italiano” (cioè non solo quello del Vaticano), sia a livello nazionale che regionale ha riconosciuto la sua funzione educativa e sociale svolta nella comunità locale, rispettivamente con la L.R. n.22 del 23.11.2001; e con la L. n.206  del 01.08.2003, stipulando con gli Enti ecclesiastici della Chiesa cattolica una intesa ai sensi dell’art.8, 3° comma della Costituzione.

Nel nostro comune, fortunatamente, fervono le attività oratoriali, dell’ACG (Azione Cattolica Giovani) e dell’ACR (Azione Cattolica Ragazzi), che mi ha visto nel ruolo di educatore per diversi anni. Nonostante ciò devo constatare con rammarico che  alle amministrazioni Comunali che si sono avvicendate alla guida del nostro Comune è spesso mancata la lungimiranza di considerarne il forte ruolo sociale che esse invece meritano. Da quando sono educatore ACR, ma anche nelle associazioni sportive giovanili con le quali ho collaborato, ho sempre sentito i genitori lamentarsi dei pochi spazi sicuri che il Comune mette a disposizione dei ragazzi. Eppure di spazi nel Comune non ne mancano, ma sono spesso in degrado. Così come, partecipando agli incontri culturali, sento spesso lamentarsi della mancanza di adeguati spazi finalizzati alla crescita ed approfondimento culturale. Perché allora non collaborare con le parrocchie e le associazioni, che già operano in questo settore? Perché sprecare soldi in progetti ambiziosi quanto inutili, quando c’è chi già volontariamente dedica il proprio tempo alla crescita culturale, fisica e morale dei nostri figli?

Certamente la Parrocchia, e l’eventuale Centro Giovanile ad essa associato, non può essere considerata né disciplinata come servizio pubblico affidato al Comune, tuttavia ritengo che l’Amministrazione comunale  debba prendere  atto della grande valenza educativa e sociale della Parrocchia: sostengo dunque con forza e convinzione che – nel programma politico da proporre ai cittadini per le prossime elezioni amministrative – si debbano prevedere forme di collaborazione e  di complementari iniziative, con le Parrocchie del nostro territorio (così come in altri settori con le associazioni sportive, culturali e ricreative), favorendo, in un quotidiano partecipato, non solo il recupero di valori etici e di sana aggregazione di bambini e di giovani, ma anche di diversificazione del tempo libero e di formazione culturale.

Quanto sopra, in un contesto in cui la famiglia – nucleo centrale fondamentale non solo del nostro credo cristiano, ma della nostra società – possa  riconoscersi, rinsaldarsi e crescere, nel contesto di un Comune che possa riappropriarsi di iniziative e di valori, che il degrado del nostro tempo minaccia di mortificare e soffocare inesorabilmente.

Alfonso Artone


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Giovani e adulti in dialogo con il Direttore di Avvenire e con un ex alunno di don Milani: una “festaInsieme” dell’AC tutta speciale.

“ La capra che crepa – La capra che campa: giovani e lavoro, denaro e cultura “: questo il titolo della FestaInsieme 2012, organizzata dall’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Gaeta, in collaborazione con l’Associazione culturale “Vittorio Bachelet” ed il Servizio di Pastorale Giovanile. Il terzo ed ultimo incontro del percorso socio-politico organizzato dalle associazioni stesse a cavallo tra il 2011 e il 2012.  Nello splendido scenario del Palazzetto dello Sport di Marina di Minturno, gremito di giovani ed adulti di tutta la diocesi, il dott. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano “ Avvenire “, e Francesco Gesualdi, ex-allievo di don Milani e fondatore del “Centro Nuovo Modello di Sviluppo”, intervistati da Marco Iasevoli, giornalista di “Avvenire” e già vice presidente nazionale di Azione Cattolica, si sono confrontati sulla tematica. Sull’ importante rapporto tra i giovani ed il lavoro, abbiamo chiesto un parere a Marco Tarquinio: “In un periodo difficile, in particolare per i giovani, bisogna avere la forza di spezzare la catena del precariato.” Soprattutto in questo periodo però, bisogna prestare particolare attenzione al binomio meglio-bene, perché, come ci ha ricordato il Direttore, “sono molte le sirene del meglio che ci inviano dei segnali, però, quello di bene, è un concetto differente e più ampio”. L’allievo Gesualdi ha sottolineato soprattutto come la scuola resta il cantiere della formazione e della cultura, nonostante in questo periodo si stiano investendo sempre meno fondi per l’istruzione e di come la solidarietà resta l’unico stimolo per affrontare e superare i periodi di crisi.

A questo punto non ci resta che domandarci: noi… siamo la capra che crepa o la capra che campa?

Il Centro Diocesano di AC – Settore Giovani e Adulti

 


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Minturno: La capra che crepa – La capra che campa: giovani e lavoro, denaro e cultura questa sera al Palazzetto dello Sport

Giovani, Lavoro, Denaro e Cultura: è questo il tema della “Festainsieme” che si terrà venerdì 23 marzo al palazzetto dello sport a Scauri a partire dalle ore 19.00. La festa, rivolta a tutti i giovani della Diocesi di Gaeta, è organizzata dal settore giovani diocesano dell’Azione Cattolica.

Sarà festa dunque ma anche un importante momento di formazione che rientra nel percorso socio politico intrapreso dall’Azione Cattolica diocesana insieme all’Associazione “Vittorio Bachelet” ed iniziato ad ottobre.

Il titolo scelto per la festa è molto simpatico: “La capra che crepa – La capra che campa: giovani e lavoro, denaro e cultura”. L’obiettivo dell’incontro è focalizzare l’attenzione proprio su questi tre aspetti evidenziando le difficoltà che oggi incontrano i giovani in questi tre ambiti sociali.

Saranno presenti il dott. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano “Avvenire” e Francesco Gesualdi, allievo di Don Milani e fondatore del “Centro Nuovo Modello di Sviluppo”, che verranno  intervistati dal giornalista Marco Iasevoli.

Al termine di questo incontro – confronto ci sarà un momento di festa animato dal gruppo musicale “Prisma”.E’ importante sottolineare che alla preparazione dell’incontro hanno partecipato tutti i gruppi giovani delle parrocchie della diocesi.

Un momento di festa dunque, ma anche un momento importante di condivisione a cui sono invitati a partecipare tutti i giovani, e meno giovani.

 

Alfonso Artone


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