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Always in our hearts

Dal 29 marzo 2014, il giardino del Labter, ex Sieci, accoglie, assieme a piante ed arbusti tipici della macchia mediterranea, due simboli in più…..Una targa in granito ed un alberello di ulivo. Vi sono stati posti in occasione del Convegno “La Storia di Miss Frances Fleetwood”, organizzato a Scauri dal Comitato Dragut, per onorare la memoria della scrittrice inglese (1902-1994), per mettersi alla scuola di quanto il messaggio che ha ci voluto lasciare abbia ancora da dire, da insegnare, da raccontare. Molti scauresi ricordano la straordinaria figura di questa esile donna, anglosassone, che adorava la nostra terra, il suo paesaggio, il suo mare, tanto da definirli come un Paradiso. Dalle parole, stralciate dai suoi scritti e proposti al Convegno dalla prof. Anna Carrubbo, traspariva l’incanto di chi scopre per la prima volta la clemenza e la ricchezza, la varietà, di una natura generosa. A Scauri Miss Frances apprese il tepore del clima, vide per la prima volta le lucciole spegnersi ed accendersi in maggio, ascoltò lo scorrere di ruscelli e conobbe personaggi miti e tipici…Molti sono stati testimoni delle sue nuotate, anche in pieno inverno, delle passeggiate laboriose e discrete sul lungomare, dove non esitava a chinarsi ed a raccogliere le cartacce gettate da passanti più distratti e meno innamorati del nostro tratto di costa. Molti ricordano finanche il suo odore di lavanda, di zucchero e tea….Alcuni, i più intimi, hanno avuto il privilegio di incontrarsi con la sua sottile scrittura….Dalle finestre della dépendance che occupò per lunghi anni, nei pressi delle proprietà appartenute al Generale Nobile, del quale fu traduttrice dei suoi scritti ed ammiratrice fervente delle sue gesta, i passanti potevano udire infatti il ticchettio alacre e sommesso della sua macchina da scrivere, sulla quale annotava pensieri, bibliografie, alberi genealogici di antiche famiglie, racconti, storie di un passato glorioso….Fu scrittrice di molti romanzi di ampia divulgazione editoriale, la Fleetwood, oltre che giornalista e bibliografa, come ha ricordato al Convegno il prof. Pasquale Maffeo. Viveva dei suoi libri, amava dar vita a personaggi della storia, immaginare il loro vissuto…Il più singolare, senz’altro, Gianciotto Malatesta, marito della sfortunata Francesca da Rimini, al quale la Fleetwood provò a dare un’immagine meno crudele di quella che gli assegnò Dante; la più intrigante, Lady Hamilton, che seppe cambiare finanche il corso della storia, intrecciando il suo nome a quello del più famoso Horatio Nelson. Sulla targa posta nel giardino del Labter si può leggere questa scritta:”Always in our hearts”….”Per sempre nei nostri cuori”. Come per sempre, le radici di un albero di ulivo potranno attecchire e produrre nuovi frutti. Queste parole sono state suggerite dal prof. Franco Valerio, suo amico ed esecutore testamentario, che ne ha accolto i resti mortali nella cappella di famiglia. Sono la sintesi, il contenuto essenziale della sua permanenza, always, sempre, nel Golfo di Gaeta e più ampiamente, in Italia.. Miss Frances dunque volle, scelse di venire a vivere a Scauri. La elesse sua dimora, always. Antonio Lepone, il giornalista scaurese che raccolse l’ultima intervista alla “signorina inglese” (così molti la chiamavano), ha testimoniato al Convegno che, traducendo le gesta del generale Nobile, Miss Frances aveva avuto praticamente in sorte di viverle, accanto a lui, attraverso le sue parole, di respirarne il coraggio prima, la disillusione, ed anche l’incomprensione da parte di molti, poi….Il Generale aveva raccontato e lei, di rimando, si era sentita investita del compito di raccontare a sua volta. Come se raccontare fosse vivere. Fu la narrazione, dunque, la vera vocazione di Miss Frances. Come chi ha avuto in dono un’eredità meravigliosa e decide di metterne a parte quante più persone possibili. Frances Fleetwood raccontò avventure, intrecci, immagini ardimentose….Come se il suo compito fosse quello di far rivivere ciò che già aveva avuto la possibilità di esistere e che meritava di essere perpetuato nella memoria. Alwais.

…Nella sua guida su Caserta Vecchia, si lasciò ispirare da un gruppo di giovani volontari che stava lavorando per ridare alla città il suo antico e glorioso aspetto. Fu osservando quelle braccia alacri e disinteressate a nessun altra ricompensa se non a quella di rendere giustizia al passato, che decise di scrivere, aiutando quei ragazzi a rimuovere i calcinacci e la polvere dell’oblio dalla storia della civiltà. Come fuori programma del Convegno, il moderatore, Marcello Caliman, ha invitato a prendere la parola la prof.ssa Monica Colabove…Allieva del Liceo Scientifico Alberti, ebbe con Miss Frances un rapporto così speciale ed intimo, che ne seguì le orme, studiando le lingue e leggendo i suoi scritti….Monica, con una luce negli occhi, sapiente e consapevole, con viva commozione, ha restituito queste parole di Miss Frances a tutti i convenuti:”Aspetta….Aspetta che la ruota abbia completato il suo corso”…Sembrano le parole di una filosofia di vita fatalista. Invece la prof. ssa Monica, dal profondo della sua conoscenza, ci ha testimoniato che in realtà sono le parole di una saggezza vissuta. Tutto ciò che deve accadere, in un’esistenza, in una storia, in un’esperienza, accade. Come se fosse la vita stessa a lanciarci un vero e proprio richiamo, attraverso luoghi, affinità, immagini, che arrivano a colpire le sensibilità personali fino a mutarne i percorsi con i loro urgenti richiami. Così, spesso, si sperimenta nella propria piccola vicenda vissuta. Così è successo al Presidente del Comitato Dragut, dott. Pino De Renzi, che ritrovò a distanza di molti anni, nella sua biblioteca, il libro che Miss Frances gli aveva donato perché, liceale, apprendesse bene l’inglese….Un libro, come una ruota che gira, attende soltanto di essere guardato al suo interno…di essere letto…Di essere riletto ancora, affinchè tornino a vivere parole ed a pulsare sentimenti. “Aspetta che la ruota abbia completato il suo giro”. Always.

Patrizia Cervone

Minturno, Libri: Venerdì 12 Ottobre “L’ultimo naufragio del Generale”

Venerdì 12 Ottobre  alle ore 18 presso la Cattedrale di San Pietro Apostolo – Congrega del SS. Rosario di Minturno, ci sarà la lettura condivisa de “”L’ultimo naufragio del Generale”” di Pino de Renzi con gli interventi musicali:  Duo Instabile Sottovento (V. Zenobio-A. Colaruotolo).

E’ un racconto storico a quattro voci  di Giuseppe De Renzi, medico laboratorista nato a Scauri di Minturno, è stato già presentato varie volte, anche a Scauri stessa, ma ognuno dei quattro piani narrativi che lo compongono continua a riservare delle sorprese – anche per lo stesso autore!

Al centro del libro c’è un “giallo” drammatico, il mistero cioè di cosa sia accaduto al dirigibile Italia, ideato, costruito e comandato dal Generale Umberto Nobile per poter sorvolare il Polo Nord nel 1928. L’Aeronave però cadde sul ghiaccio, lasciando a terra il Generale stesso e altri membri dell’equipaggio. Rifugiatisi sotto la famosa “tenda rossa”, furono tutti tratti in salvo, tranne il povero motorista Pomella, che rimase ucciso sul colpo durante l’impatto.

Ma che ne fu degli altri uomini a bordo del dirigibile che, sebbene squarciato, si risollevò in aria come una aquila ferita? Quegli uomini e il dirigibile stesso non furono mai più ritrovati. E’ questo “l’angoscioso dilemma” che assillò il Generale Nobile finché egli fu in vita.

Questo racconto cerca di dare una risposta un po’ azzardata al mistero, ma al contempo ne svela un altro: chi era miss Frances Fleetwood, la signora scozzese che visse all’ombra della vita di Nobile nella sua villa estiva a Scauri? Davvero era solo la sua “segretaria”, o era – umanamente – una figura molto più importante?

E cosa c’entra, infine, in tutto questo Giovanni Caboto, che con il suo vascello scoprì il Canada nel 1500? E’ vero che Giovanni fosse originario di Gaeta? E’ vero che “vide” l’America prima di Cristoforo Colombo? E perché suo figlio Sebastiano non volle mai parlare molto di lui?

Può riuscire un uomo solo a scoprire così tante “verità”?

L’Ultimo Naufragio del Generale è costato all’autore più di dieci anni di ricerche, e ha dovuto aspettarne altri quattro prima di essere pubblicato, ma per fortuna non tutte le cose si perdono in cielo tra le nuvole grigie senza che di esse si sappia più nulla.

Pino de Renzi

Un medico, il generale e il navigatore. Al Polo Nord e a Scauri con Nobile e da Scauri in giro per il mondo con Giovanni Caboto… Tutto in un e-book di Giuseppe De Renzi: “L’ultimo naufragio del Generale”

Il  medico microbiologo dottor Giuseppe De Renzi, con la fantasia e la sua capacità narrativa, sa dilatare gli spazi del laboratorio analisi dell’Ospedale di Chieri fino  a raggiungere qualsiasi angolo del mondo e qualsiasi epoca del passato.

Nel libro che presentiamo c’è prima di tutto  il ritorno alle origini dell’autore, nel Basso Lazio; qui si muove, in un intreccio narrativo ardito ma stimolante, il fantasma di un grande personaggio storico, il Generale Nobile e della sua tragedia del dirigibile Italia, e quello di Giovanni Caboto, padre di Sebastiano.

Il libro è edito sia come e-book che come testo stampato: una possibilità molto praticata dai nuovi autori.

La netta separazione tra attività medica letteraria, persino nei temi e nei soggetti, rende originale questo autore nel panorama librario dove i medici-scrittori sono sempre più numerosi

 

Fonte: Videomedica.org