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PREMIO DRAGUT: SERATE DI PREMIAZIONE E VINCITORI

Il 4 e 5 Ottobre 2013 si è conclusa nella splendida cornice del Castello Baronale di Minturno la seconda edizione del Premio Dragut, che ha registrato un insperato ma meritato successo di pubblico e di partecipazione, al di là delle più rosee aspettative degli organizzatori.

Il consenso popolare delle due serate di Premiazione è dovuto anche alla grande risonanza che il Premio sta avendo sui social network, grazie ai quali si sta diffondendo sempre più il suo motto: “Non più per depredare ma per restituire”, che ha fatto breccia soprattutto su molti giovani talenti.

“Un grande grazie va alle numerose associazioni partecipanti e patrocinanti” ha dichiarato il Presidente del Premio, Pino De Renzi “per le quali il Premio Dragut può essere un ponte e un punto di incontro con la popolazione e le loro iniziative.  Il Premio sta riuscendo nel suo intento di mettere in rete tra loro persone colte e disponibili con i giovani, la nuova generazione che avanza.”

Lo scopo del Comitato per il Premio Dragut, infatti, è innanzitutto quello di offrire uno spazio di espressione a tutte le migliori energie culturali e sociali presenti nel territorio, nel tentativo di creare tra le diverse generazioni una più profonda conoscenza delle bellezze ambientali, artistiche e storiche di tutto il Golfo di Gaeta.

La prima serata della premiazione, coordinata dalla storica dell’arte Stefania De Vita, si è svolta con l’evento “Ricordi in bianco e nero” in cui il collezionista Amedeo Russo, assieme alla collaborazione di Mario Lepore (anch’egli appassionato collezionista di immagini d’epoca) e agli interventi dell’architetto Cesare Crova e allo storico Salvatore Cardillo, ha illustrato una serie di cartoline d’epoca, raccontando e ricostruendo vari pezzi della storia locale.

Durante la serata finale di Premiazione del concorso, invece, condotta dall’attrice Marina Casaburi, sono stati presentati al pubblico alcuni brani tratti dai componimenti vincenti, selezionati e letti da Patrizia Cervone, Simona Di Meo e Irene Sparagna.

Gran parte delle opere presentate al Premio sono state inoltre pubblicate nell’Antologia del Premio Dragut 2013, richiedibile scrivendo alla mail del premio: premiodragut@libero.it.

 

 

 

Questi i nomi dei vincitori:

Sezione Racconti

Enrico Lanzara:        “L’accompagna la luna”

Piero Ianniello:         “Il mercato”

Katia Zamprotta:     “Ritorno”

Sonia Vento:             “Anna”

Sezione Poesie

Maria Passariello:   “Corbezzolo”

Maurizio Russo:       “Ombre sulla spiaggia”

Romolo Caldieri:      “Spiaggia dei sassolini”

Sezione Musica

Elio e Caterina:        “Dragut”

Romolo Amici e Beatrice Burchiari:  “Con l’aria di chi sa’”

Mario Simeone:       “Dreaming”

Sezione Foto

Tyler Nardone:         “Look”

Michele Chiomenti: “Scogliere davanti le ex Sieci”

Carlo Magnatti         “Alla faccia di Dragut”

Graziano Di Benedetto: “Scauri di corsa”

Sezione Arte

Lorenzo Pellegrino:  “Custodi del tempo”

Aurora Braga:          “What do you sea”

Cristina Giammaria:            “Golfo di Gaeta”

Premio speciale per il più giovane partecipante al Premio

Luisa Vignoli, con la poesia “Il Mare d’Inverno”.

 

Durante la serata è stata resa inoltre nota la composizione della Giuria del Premio.

Per la poesia: Rossella Tempesta, Giuseppina Mallozzi, Michela Zanarella;

Per i racconti: Franca Di Nitto, Lorenzo Ciufo, Monica Granata;

Per le foto: Luigi Grieco, Mauro Abate, Ida Tortoriello;

Per i lavori artistici: Ugo Bortolin, Virginia Bartoli, Anna Molisso;

Per la musica: Vincenzo Zenobio,  Antonella Sessa, Mara Recalina;

Durante la serata di Premiazione, si sono esibiti magistralmente al pianoforte gli allievi  del M° Antonella Sessa:

Mariano Herta Dorinel  che ha eseguito “Studio” di Kaciaturian e il Valzer “Opera 69 n°2” di Chopin;

Michele Alberto Monti che ha eseguito “Tarantella in re minore” di Prokovieff e “Valzer opera 69 n°1” di Chopin;

Gaspare Saltarelli con “Il Notturno in do diesis minore” opera postuma di Chopin

Paolo Catenaccio “Dalle Suites Inglesi : Bourreè I e II in la minore” di Johann Sebastian Bach e “Arabesque” di Schumann

Ed infine ha concluso Il M° Salvatore Saltarelli con “Torre Bermeja” di Isac Albeniz.

 

A tutti coloro che hanno donato la loro disponibilità per la riuscita dell’evento il Comitato per il Premio Dragut esprime il più profondo e sincero ringraziamento.

 

Siamo entrati nel vivo

“Siamo entrati nel vivo…”

Intervista a Pino De Renzi

di Patrizia Cervone

 

Siamo entrati nel vivo dell’estate. Moltissimi dei nostri conterranei, che per motivi di lavoro o di studio si trovano sparsi un po’ dappertutto, in Italia e nel mondo,  in questo periodo dell’anno rispondono all’appuntamento silenzioso del mare. Un “ritrovarsi”, appunto, fedelmente, a contatto con la propria origine, col proprio legame di sangue, col proprio “sentire” legato a questa linfa vitale…. Si risponde, sempre, al richiamo di  questo lembo di terra frammentata in diverse realtà, di questa costa protetta alle spalle dai nostri monti, che abbraccia però un unico specchio d’acqua..

Incontriamo in questi giorni qui, nel Golfo, lo scrittore Pino De Renzi. Nativo di Scauri, ha studiato a Napoli ed è ora medico microbiologo a Torino, dove svolge il suo lavoro, attualmente presso l’aeroporto di Caselle.

Pino De Renzi ha pubblicato diversi libri, di narrativa e di poesia, sia in formato e-book, editi da Mnamon, sia in formato cartaceo. “Il Voto”, “All’Ombra della Grazia”, “L’Ultimo Naufragio del Generale”, “La Bellezza macchiata del Rosso”, “Il Venditore di Fiori”, sono i titoli di alcune delle sue opere…

La prima domanda, la più spontanea che mi viene da porgere a Pino De Renzi, è:

 

Quanto è forte il richiamo del mare, quello che prima chiamavo l’irrinunciabile appuntamento silenzioso, per uno scaurese che vive fuori… ma soprattutto, quanto entra il mare nei tuoi scritti?

 

“L’orizzonte! Il mare è per me innanzitutto orizzonte. Sempre, nella mia vita, sia che stia contemplando lo scorrere dei giorni, sia che stia per prendere qualche decisione, io dentro di me mi rivedo a Scauri, davanti al mare, e guardo davanti a me. Quello che devo fare dipende dalla luce che vedo. Credo che quella luce sia indissolubile per qualsiasi scaurese”…

 

Siamo in estate, è vero, e sentiamo forte l’esigenza della spensieratezza e della “leggerezza” per entrare nello spirito delle vacanze. Eppure, chi è stato fuori per un po’, tornando, si troverà ad osservare, sempre più preoccupato,  il proprio mare, al quale è intensamente appartenuto… In questi ultimi tempi tutto appare sicuramente trasformato, assieme al paesaggio, assieme alle generazioni che si susseguono….E’ così?”

 

“E’ così. Chi è stato “fuori” per un po’, tornando si accorge subito che le cose, anche se apparentemente immutate, sono in realtà già cambiate. La vita è mutamento, però, e accanto alla nostalgia delle cose vissute e perdute, esiste in noi anche il sentimento – fortissimo – di qualcosa che non può morire mai. Le cose, spesso, diventano peggiori, si lasciano cadere, ma chi ritorna sa che tutto può sempre tornare a vivere più di prima. Chi ritorna è meno arrendevole davanti alla disfatta del tempo. Egli sa che basta poco, perché la bellezza non tramonta mai”.

 

C’è una scena molto bella del “Voto”, dove di racconta di una tempesta in mare a bordo di una barchetta a vela….Sicuramente un ricordo autobiografico ma credo, anche, una metafora, perché Mare e Vita sono strettamente connessi. Cosa ha da insegnare il Mare alla nostra esperienza di Uomini, oltre che di cittadini?

 

“Quella scena è autobiografica, sì. E’ accaduta davvero, realmente, al largo di Formia, ma anche metaforicamente, più volte, nella mia vita. Basta una manovra errata, e ci si trova capovolti, rischiando di finire fuori bordo. Il mare però restituisce sempre tutto. Il mare è come il tempo. Tutto quello che si vive al largo non ci abbandonerà mai più, e prima o poi ci verrà restituito. Il mare fortifica. Ti fa capire di essere in balìa del tempo e della vita, e che non tutto dipende esattamente solo da te”.

 

Come molti già sanno, da un anno a questa parte, Pino De Renzi si è fatto promotore del Premio Dragut… Sono già iniziati i lavori di questa seconda edizione del Premio, sull’onda del significativo successo e della grande partecipazione della prima edizione. Si stanno svolgendo una serie di eventi “satellite” per promuovere non solo il Premio, ma per “restituire” a tutto il nostro territorio una sua identità, che sembra a volte voler dimenticare o addirittura non conoscere. Ma… qual è la vera vocazione del nostro Golfo? Su cosa bisognerà puntare per non “depredare” ulteriormente il suo patrimonio?     

 

 “Il Golfo di Gaeta è intagliato tra il mare e i monti Aurunci alle sue spalle. E’ al confine tra due regioni, è stato sulla linea di demarcazione tra lo Stato Pontificio e quello Borbonico. E’ una gemma incastonata tra confini e orizzonti diversi. Ecco. Il futuro del Golfo è quello di aprirsi, di accogliere entità e culture diverse. Il suo futuro è l’interscambio generoso e nobile delle coscienze. Il Golfo di Gaeta io lo vedo come un sistema “HUB”. Il sistema HUB è un sistema studiato per le rotte aeree, ma che sta prendendo piede anche per altri campi. In pratica si tratta di concepire le cose come la ruota di una bicicletta. C’è un asse centrale dove i raggi convergono. Dunque il nostro territorio è come una porta girevole, turisticamente parlando – dato che è al centro di tanti tragitti, sia  naturali e paesaggistici  che culturali. Il Golfo di Gaeta deve essere un cuore pulsante: non deve trattenere il sangue, ma pomparlo verso ogni direzione”.

 

Ancora una domanda, conseguente alla precedente… Quanto è necessario l’impegno “culturale” per risvegliare il nostro territorio e “restituire” al nostro mare il ruolo privilegiato di via di comunicazione?

 

“Malala, alle Nazioni Unite, ha espresso un concetto che secondo me è universale: “Un bambino, un insegnante, un libro, una penna e un quaderno possono cambiare il mondo”. La cultura vuol dire coscienza, e la coscienza è la leva su cui si reggono le sorti del mondo e di ognuno di noi”.

 

Ci piace salutare così Pino De Renzi, in questa estate che comincia, con le sue stesse parole. E’ tempo di frutti, è tempo di vele spiegate. E’ tempo di riconoscere al mare un intento comune di “abbraccio” e non di “divisione”, non di frammentazione di identità o di appartenenze. Ci piace citare queste parole, che Pino immagina pronunciate da Sebastiano Caboto, un simbolo del nostro andare e del nostro appartenere:

 

“(…) Ho navigato per tutti i porti del Mediterraneo e ho visto il mondo ma la mia patria non è ora né Gaeta né Venezia né Bristol….La dimora in cui mi rifugio è unicamente la luce del cielo che si riflette sulle acque” (L’Ultimo Naufragio del Generale).

 

Buon viaggio, Pino.

 

 

Patrizia Cervone

“Premio Dragut”: dopo il successo dell’anno scorso, al via la seconda edizione!

“Non più per depredare, ma per restituire”: anche quest’anno sarà questo il motto della seconda edizione del Premio Dragut, ancora più ricco di proposte per il territorio grazie ad una serie di eventi satellite che lo completano ed arricchiscono e con diverse altre novità. Si è pensato infatti di arricchire le sezioni della competizione da tre a cinque, e di modificare la composizione della giuria, per renderla più rispondente alle finalità del premio stesso.

Il Premio Dragut è nato nel 2012 da un gruppo di persone incontratesi virtualmente in rete, le quali hanno deciso di mettere gratuitamente al servizio del Territorio di Minturno-Scauri le loro energie per poter contribuire, su base volontaria, a migliorare la conoscenza delle bellezze e delle problematiche che riguardano il nostro golfo tutto. Il Premio Dragut nel 2012 ha avuto un sorprendente avvio, raccogliendo l’adesione di un gran numero di associazioni del territorio nonché di una copiosa partecipazione della cittadinanza alla serata finale.

Il Premio vuole essere soprattutto un’occasione per valorizzare al massimo le risorse ambientali, storiche e culturali che caratterizzano il territorio del golfo di Gaeta, con una sinergia virtuosa di persone ed Associazioni tramite  una serie di iniziative volte alla rinascita sociale, economica, culturale e ambientale del territorio.

Per sua natura, il Premio Dragut non ha fini di lucro, è apartitico e “trasversale” rispetto alle Associazioni del territorio ed in particolare rispetto alle Associazioni patrocinati il premio Dragut, le quali  operano all’interno del Premio ciascuna nel proprio ambito, rispettando le proprie peculiarità, ed in piena autonomia.

Proprio per promuovere la cooperazione tra le associazioni, gli organizzatori del Premio hanno scelto quest’anno di costituirsi in Comitato onlus. Il Consiglio direttivo del Premio è costituito da: Giuseppe De Renzi (Presidente), Mauro Iannotta (Vicepresidente), Nella D’Urso (Segretario), Irene Sparagna (Tesoriere), Tommasina Mallozzi, Almerinda Rossillo, Roberto Tartaglia e Alfonso Artone. Il Comitato in totale è formato da 16 persone, che saranno presentate durante la conferenza stampa.

Per l’anno 2013, il Premio Dragut prevederà cinque (5) sezioni, distinte in: Racconti, Poesie, Fotografie, Musica, Arti grafiche e scultoree. Maggiori dettagli saranno comunicati durante la conferenza stampa e nel bando del premio. Altra importante novità di quest’anno sono gli eventi “satellite” che prevedono sotto lo stesso patrocinio del Premio momenti ludici e culturali diversi, tali da attrarre, speriamo, un grande interesse di pubblico. Qui di seguito le date di tali eventi:

 

  • 27 Aprile Escursione nel Parco di Gianola;
  • 25 Maggio: Conferenza Stampa;
  • 13/14 Giugno: “24 ore di sport”;
  • 22 Giugno: Musicangiando, evento musica con eno-gastronomia e mercatino vintage o arte.
  • 20 Luglio: Serata Scavi Teatro Romano Minturnae;
  • 5 Ottobre: Serata Premiazione finale Premio Dragut, presso il Castello Baronale di Minturno

 

 

Alle Associazioni intenzionate a patrocinare l’evento non saranno richiesti esborsi obbligatori di denaro. Esse saranno coinvolte maggiormente nell’organizzazione e in particolare nella Giuria del Premio costituita da tre persone per ognuna delle 5 sezioni del Premio.

Per maggiori dettagli ed altre novità invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa organizzata per il 25 Maggio 2013 e alle associazioni interessate al patrocinio ad inviarci un assenso all’indirizzo mail del Premio: premiodragut@libero.it.

 

L’Addetto Stampa

Alfonso Artone

Cultura, Minturno: Serata Conclusiva del Premio Dragut Sabato 13 Ottobre

Sono ben 18 le Associazioni Culturali patrocinanti la prima edizione del Premio Dragut, che verrà consegnato il 13 ottobre in una serata tutta incentrata sulla cultura che si svolgerà al salone del Lido Aurora (a causa delle avverse condizioni meteo è questa la nuova sede)  a Scauri, dalle 20 alle 23. Una partenza bruciante per questo premio che rappresenta la vera novità di quest’anno nel settore culturale; e non solo a Minturno.

Un premio dunque, ma anche un’occasione per coinvolgere tutte le associazioni in un progetto comune: “Non più per depredare ma per restituire!“, come recita il titolo della serata, per ricordare la ribellione dei cittadini Minturnesi al pirata Dragut nel lontano 1552, ma anche per provare a restituire al nostro territorio le risorse culturali, ambientali e storiche che sono state “depredate” dall’ignoranza, dalla noncuranza, e dalla disaffezione alle propria terra.

Le associazioni patrocinanti , che collaboreranno alla riuscita del progetto e presenteranno al pubblico le loro attività durante la premiazione saranno: AGESPO, AICC-UNESCO,AMICI DEL LIBRO, ANSI, AQUADRO, CON NOI DONNE, DIVERSAMENTE, FLV (FUORI LA VOCE), GAM (GRUPPO ASTROFILI MINTURNO), HOUSE HOSPITAL SUD PONTINO, IL SOGNO DI ULISSE, ITALIA NOSTRA, ITER, JAZZFLIRT, MINERVAE, MORPHEUS, SLOW THINK, UNIVERSITA’ VERDE DEL MEDITERRANEO.

All’interno della manifestazione vi sarà la Mostra: “ERA COSI'” dove sarà possibile vedere cartoline ed immagini d’epoca del nostro comune, mostra allestita e curata da MARIO LEPORE con momenti musicali unplugged di TESSA WROBLEWSKY, e del complesso: “LE METAMORFOSI”

In tale occasione verranno consegnati i premi al miglior racconto, alla migliore fotografia e alla miglior poesia, e verrà presentata l’antologia del premio Dragut, che conterrà i racconti, le poesie, e le fotografie degli oltre 50 partecipanti, tutte incentrate rigorosamente sul nostro territorio.

Un primo piccolo grande passo, a cui ci auguriamo ne seguiranno tanti altri.

 

Alfonso Artone