Marzo 2013 sui cieli di Minturno Arriva la cometa Panstarrs
Ci siamo! La prima delle due grandi comete a dare spettacolo in questo 2013 è la C/2011 L4 Panstarrs. Dal 6 marzo e fino ad Aprile sarà visibile nei nostri cieli, regalando per alcuni giorni lo spettacolo di vederla ad occhio nudo. Questa cometa è stata scoperta nel 2011 grazie al grande telescopio Pan-STARRS da cui appunto ne deriva il nome.
Il 10 marzo 2013 si troverà al suo perielio, momento in cui sarà alla distanza minima con il Sole. La sua coda (come previsto) risulta abbastanza estesa da essere vista addirittura ad occhio nudo nei giorni 12 e 13 marzo 2013. Per osservarla è necessario però trovarsi con il SUD-OVEST completamente sgombro da ostacoli terrestri, perchè, la cometa sarà visibile dalle 18.00 (ora locale italiana) in direzione del tramonto, non più alta sull’orizzonte di una quindicina di gradi.
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La villa di Marco Emilio Scauro a Scauri… verità o finzione storica?
Sabato 9 Marzo 2013, alle ore 17.45, presso la Sala Conferenze dell’ Ente Parco Regionale Riviera d’Ulisse,Invenzione nata nella metà del 1700, con Francesco Maria Pratilli, noto falsario, e poi perpretata nei secoli successivi, sino a divenire “mito” acquisito.
Le ipotesi che si succedono nei secoli a favore della derivazione del toponimo dal console e senatore romano, mancano puntualmente di riscontri documentali. Fallaci ed inattendibili richiami a Cicerone, attestazioni non dimostrate, autori inventati (esemplare il caso di Francescantonio Riccardelli , canonico minturnese, che anagramma il proprio cognome pur di crearsi un falso riferimento archivistico-bibliografico).
Attraverso una documentazione ricca e rigorosa, il libro smontando le ipotesi a favore del toponimo di origine romana, crea una nuova ipotesi.
Il nome Scauri avrebbe un’origine Alto-Medievale, derivante dal suo stesso essere porto naturale sul Tirreno. Da “scaula”, barca, forma lessicale di origine bizantina, si svilupperebbe poi la forma maschile “Scauli”, barcaioli, marinai.
Il saggio evidenzia come toponimi simili siano presenti anche in altri luoghi della penisola italiana, dal Riminese alla Sardegna, da Pantelleria all’ Amalfitano, tutte regioni dove costante e secolare è stata la presenza greco-romana nell’ alto medioevo.
Il volume, inoltre, traccia un lungo profilo storico dei luoghi scauresi, che va dal Medioevo sino al XIX secolo. Molti avvenimenti storici sono assolute novità, riportate in luce dal lavoro certosino dei due autori.
Nella Carta Pisana , la più antica e famosa carta nautica medievale, datata intorno alla metà del 1200, Scaulli è citato come il più importante porto commerciale tra Terracina, Gaeta e Mondragone.
Ladislao d’Angio comincia proprio con la conquista del castrum scaurese il suo tentativo di assoggettamento del regno di Napoli, nel 1400, e Alfonso V d’Aragona sbarca nel piccolo golfo di Scauli per cingere poi d’assedio Gaeta nella lotta contro gli Angioini, nell’ episodio militare che precede la battaglia navale di Ponza.
Non mancano le curiosità. Assolutamente nuova quella che, ancora intorno al XVI secolo, esistesse una tradizione, andata poi perduta, che tramandava la consuetudine che Ponzio Pilato fosse nato proprio a Scauri. La tradizione, che gli autori riscoprono, ci è tramessa da Tommaso Elisio, teologo domenicano, famoso per essere stato uno dei precettori del filosofo Giordano Bruno.
Gustosa anche la “riscoperta” di un ritratto di Alessandro D’Anna, di fine XVIII sec., che raffigura una donna del luogo : la “Donna di Scavoli”, figura che è conservata presso Palazzo Pitti a Firenze.
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Social Media: come cambia la comunicazione aziendale nell’era del web 2.0
Si terrà a Frosinone l’evento patrocinato dall’Associazione Culturale Aquadro di Minturno-Scauri, insieme al Rotaract Club Frosinone in ITC con il Rotaract Club Pomezia Lavinium denominato “Social Media: come cambia la comunicazione aziendale nell’era del web 2.0”.
Interverrà il dott. Alfonso Artone, Presidente e fondatore dell’Associazione Culturale Aquadro, associazione dedita alla diffusione della cultura, al social reading e al social writing e la dott.ssa Rossella Pimpinella di Telecomitalia, nonchè vicepresidente di Aquadro, esperta di customer care e statistica.
Si parlerà di:
1) come utilizzare i social media in modo appropriato per promuovere se stessi e l’immagine aziendale;
2) quali sono le strategie e le azioni da compiere per sfruttare al meglio le opportunità che offrono e
costruire così un progetto di successo che assicuri il raggiungimento degli obiettivi di business (e.g.
lancio di un prodotto, migliori relazioni con clienti/fornitori);
3) quali sono gli errori da evitare;
4) come deve avvenire la “profilazione” degli utenti, per le problematiche e le opportunità del trattamento
dei dati personali;
5) come risolvere il digital divide;
6) quali piattaforme seguire a seconda della tipologia di business.
Costo: 15 euro comprensivi di aperitivo e raccolta fondi per i progetti di Club.
L’attività è promossa dalla Commissione azione professionale del Rac Frosinone ed è in collaborazione con la Commissione Distrettuale di azione professionale.
Prenotazioni entro il 16 Gennaio 2013 agli indirizzi:
Segretaria: rebeccadifazio@libero.it
Presidente: chiaradanto@hotmail.it
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“Letteratura dell’impero e romanzi coloniali (1922-1935)” di Massimo Boddi
Presentazione saggio “Letteratura dell’impero e romanzi coloniali (1922-1935)” di Massimo Boddi – Giovedì 20 Dicembre 2012
Giovedì 20 Dicembre p.v. alle ore 18.00 nella Sala del Castello Caetani avrà luogo la presentazione del saggio di Massimo Boddi “Letteratura dell’impero e romanzi coloniali (1922-1935)” (Caramanica Editore, 2012) alla presenza dell’autore.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Fondi e dal Sistema Bibliotecario Sud Pontino, è inserita nell’ambito delle manifestazioni natalizie promosse dall’Amministrazione comunale di Fondi.
Prenderanno parte all’iniziativa il Presidente del Consiglio Comunale Maria Luigia Marino, l’Assessore alla Cultura e Politiche della Scuola Lucio Biasillo, il critico letterario, poeta e narratore Pasquale Maffeo. Alle conclusioni seguiranno i saluti del Sindaco di Fondi Salvatore De Meo.
Il saggio si basa sullo studio di un corpus di romanzi coloniali pubblicati tra il 1922 e il 1935 e si articola in ricognizioni e approfondimenti testuali in prevalenza inediti nel panorama della critica nostrana.
La politica coloniale italiana, come fatto ideologico, si afferma a più riprese anche nell’orizzonte letterario. L’Africa coloniale, per il lettore, era tradotta come mondo irreale, affascinante: carico di mistero, di peccato, di istinti primordiali.
«Strano che paia – si legge nel saggio -, nei romanzi coloniali scarseggiano i miti politici assunti a edificare la missione storica del fascismo nella sua pretesa all’universalità. Qua e là non mancano, ma sono fiacchi e frammentati. In realtà, una scelta più o meno intenzionale scarta o elude il tema politico per dare spazio a un rapporto di complicità sessuale tra colonizzatore e colonizzata. Ciò contraddistingue in maniera inequivocabile il romanzo coloniale come sottogenere di una letteratura carica di erotismo, misoginia e razzismo».
Nel volume si esaminano il ruolo del corpo femminile colonizzato e la politica delle rappresentazioni, puntando a dimostrare quanto il peso coloniale abbia influito sulla vita delle donne «perché proprio il tema sessuale, in letteratura, agisce fortemente in procedure discriminatorie, funzionali alla retorica coloniale e imperiale».
Massimo Boddi, 29enne toscano nativo di Piombino, è laureato in Scienze storiche e in Editoria e scrittura ed ha frequentato un master in Giornalismo radiotelevisivo. Ha al suo attivo numerose collaborazioni a vario titolo con diverse emittenti e riviste. Attualmente è redattore, telereporter e anchorman per “Canale7”, emittente televisiva di Fondi. Per la rivista nazionale «Il Punto» cura la rubrica dedicata alla green economy “Green Pride”.
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Sperlonga, tracce dell’uomo di Neanderthal nella grotta di Tiberio
La sensazionale scoperta della direttrice del Museo Archeologico Marisa de’ Spagnolis sarà presentata al pubblico, alla presenza della Soprintendente per i Beni del Lazio, l’8 dicembre insieme a un libro sulle sculture omeriche. Il materiale rinvenuto risale a più di 35.000 anni fa e sarà esposto per due settimane.
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La Direttrice del Museo (al centro) conduce gli scavi nella villa di Tiberio |
«Avevo iniziato con il solo personale del Museo una serie di piccoli saggi all’interno della grotta nei punti più distanti dall’ingresso. Sono rimasta colpita dal fatto che la piscina circolare della grotta era stata costruita realizzando un muro contro terra. Questo voleva dire solo una cosa: il terreno era ancora quello originario. Mi sono meravigliata del fatto che un dato così evidente per un archeologo non fosse mai stato notato». Racconta così la direttrice del Museo Archeologico Nazionale, dott.ssa Marisa de’ Spagolis, l’avventura di una delle scoperte più entusiasmanti degli ultimi 50 anni per la Riviera d’Ulisse.
L’8 dicembre a Sperlonga, per la prima volta alla presenza della nuova Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio dott.ssa Elena Calandra, verranno esposti i primi materiali relativi all’importante scoperta avvenuta nella grotta di Tiberio, dove saggi archeologici hanno permesso di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto dagli architetti dell’imperatore Tiberio per la realizzazione della piscina circolare, magna pars dell’allestimento della scenografica grotta-ninfeo. Proprio gli sbancamenti operati all’epoca di Tiberio avevano escluso da parte di studiosi la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Invece resti del giacimento originale sono rimasti miracolosamente conservati in situ.
«Si tratta di un momento storico – aggiunge Leone La Rocca, Presidente del Consorzio “Sperlonga Turismo” che sta gestendo l’organizzazione della giornata – a cui siamo orgogliosi di partecipare da protagonisti. Il Museo per noi imprenditori rappresenta, inoltre, la vera sfida alla destagionalizzazione del turismo: qui arrivano visitatori da tutta Europa in ogni stagione». Si unisce al coro delle congratulazioni anche il Vicesindaco del comune di Sperlonga Francesco Faiola: «Innanzitutto complimenti alla dott.ssa de’ Spagnolis che porge questo ennesimo e inestimabile regalo alla nostra comunità Noi le siamo grati e posso dire, in virtù della delega al Turismo conferitami dal Sindaco Cav. Rocco Scalingi, che ci impegneremo nella realizzazione di un’edizione dedicata e nella diffusione del nuovo volume della direttrice del Museo nell’ambito delle nostre attività istituzionali, ma soprattutto per la promozione dell’immenso patrimonio storico della città ai nostri visitatori». L’occasione dell’8 Dicembre, infatti, sarà propizia anche per presentare nel Museo di Sperlonga, a partire dalle ore 16.30, il nuovo libro scritto dalla direttrice dal titolo “La grotta di Tiberio a Sperlonga e le sculture di soggetto omerico”.
«Per questa incredibile scoperta – conclude la de’ Spagnolis – devo ringraziare il personale del Museo che ha collaborato agli scavi: i sigg.ri Germani, Favero, Pestillo, Caposecco; ma anche altri che mi hanno aiutato nei rinvenimenti tra cui Giovanni Vastano, Maria Napolitano, Italo Biddittu, Annalisa Zarattini, Gabriele Manarini e Mariannina Rita Di Bianca».
In mostra i reperti dell’uomo di Neanderthal.

| Utensili dell’homo neandrthalensis risalenti a un periodo compreso tra 75.000 e 35.000 anni fa. |
I primi materiali portati alla luce saranno esposti eccezionalmente per due settimane. Essi sono relativi al Paleolitico Medio che ha come terminus finale 35000 anni da oggi e sono caratteristici dell’industria litica di un tipo documentato nel Lazio Meridionale, detto “Pontiniana”, produzione del Paleolitico Medio che si differenzia per l’uso, come materia prima, di piccoli ciottoli marini silicei, lavorati per l’ottenimento di schegge e di spicchi da rifinire con percussione diretta. I materiali trovano confronti con quelli provenienti dalle Grotte del Fossellone e Guattari al Circeo. Essi consistono in chopping tools, punte e raschiatoi, oltre a ciottoli su cui si vedono i distacchi per l’ottenimento di schegge e scarti di lavorazione. Sono presenti strumenti in selce attribuibili più genericamente alla sfera Musteriana, sempre del Paleolitico Medio. Si tratta di punte, raschiatoi, lame-raschiatoi, denticolati e bulini. Numerose le ossa di animali, in parte combuste, relative a diversi animali quali il cervo ed il cavallo, che permettono di documentare l’uso della grotta come abitazione dell’uomo di Neanderthal e di conoscere il tipo di vita della comunità. L’arco cronologico di frequentazione del sito sarà meglio definibile dopo ulteriori approfondimenti nello studio dei materiali.
«Nel Paleolitico Medio – precisa la dott.ssa de’ Spagnolis – i frequentatori della grotta erano gli uomini di Neanderthal ed i reperti offrono uno spaccato eccezionale della vita e della tecnica dell’Homo neanderthalensis. Le genti neanderthaliane si dedicavano alla caccia durante la buona stagione vivendo in accampamenti all’aperto e durante il periodo invernale in grotte alcune delle quali in prossimità del mare. Nelle grotte potevano essere anche i loro luoghi di culto. La scoperta della parte terminale del giacimento preistorico che doveva essere molto più consistente conferma che la grotta di Tiberio era frequentata in epoche antichissime dall’uomo di Neanderthal che viveva nella fascia di costa allora molto più avanzata rispetto all’attuale. Dopo questa scoperta l’esame dei reperti e la prosecuzione dello scavo permetteranno ad altri archeologi di approfondire la ricerca e di riuscire a sottrarre altri elementi di conoscenza delle tecniche e della vita di popolazioni così lontane nel tempo. Sperlonga si arricchisce di un’altra eccellenza archeologica. Era già stata scelta dall’uomo di Neanderthal per vivervi».
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Anticipazione: la premessa della Direttrice de’ Spanolis al libro.
“Nell’agosto del 2012 saggi condotti dalla scrivente come direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga hanno permesso di portare alla luce testimonianze preistoriche (Paleolitico medio – Musteriano Pontiniano) all’interno della grotta di Tiberio, stratigrafia distrutta in gran parte dalla realizzazione da parte degli architetti dell’imperatore Tiberio della monumentale piscina circolare del ninfeo imperiale. Forse questa nuova scoperta offrirà, a breve, dati archeologici del più grande interesse e permetterà di scrivere una nuova pagina di storia dopo che la scoperta delle sculture di soggetto omerico,in frammenti, all’interno della grotta detta di Tiberio a Sperlonga nel 1957 aveva costituito per il borgo l’inizio di una meravigliosa avventura archeologica. Quella scoperta aveva dato il via ad un percorso di studi e ricerche da parte di studiosi di tutto il mondo affascinati dalle sculture che narravano le imprese di Ulisse, che costituivano l’arredo di una vera e propria galleria d’arte voluta da Tiberio.
Le sculture che oggi sappiamo essere state realizzate in età augusteo-tiberiana con marmi frigi di Docimium ripetevano iconografie della media età ellenistica e sono stati parzialmente ricomposti ed esposti in un Museo appositamente allestito nella stessa area della villa nel 1963. In questa sede si tratterà dei gruppi omerici che arredavano la grotta perché essi rispondevano ad una precisa scelta dell’imperatore Tiberio sia per l’iconografia, sia perché opera dei più grandi artisti della fine del I secolo a.C.
Mi è gradito ringraziare il Soprintendente per i Beni archeologici del Lazio dott.ssa Marina Sapelli Ragni per la fiducia accordatami nell’avermi affidato nel 2010 la direzione del Museo archeologico di Sperlonga. Dal settembre 2012 il nuovo soprintendente del Lazio è la dott.ssa Elena Calandra. Ringrazio il presidente della Cooperativa Phoenix Edoardo Schina, autore di parte delle foto che qui si presentano, la dott.ssa Annalisa Zarattini e gli amici fotografi: Damiano Macone, Enrico Duratorre e Franco De Luca.
Desidero inoltre ringraziare l’Associazione A.M.A.N.S nella persona della Presidentessa prof. Maria Colussi, la casa editrice Edizioni Phoenix, la Tipografia Fabrizio e tutto il personale del Museo Archeologico di Sperlonga”.
Fonte: SPERLONGA TURISMO
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Cultura, Gaeta: Al palazzo de Vio la battaglia di Lepanto
Venerdì 30 Novembre 2012, al Palazzo Cardinale DeVio – Sala Convegni Papa Pio IX -a Gaeta, si terrà il convegno internazionale di Studi: “La Battaglia di Lepanto nella Storia del Mediterraneo”, organizzato dalla Provincia di Latina, dal Comune di Gaeta, dall’Arcidiocesi di di Gaeta e dall’Associazione “Amici di Gaeta, città d’Arte”
Questo il programma dell’evento
Visita Museale – Ore 18.00
Prima del Convegno visita guidata al Museo Diocesano dove sarà possibile ammirare il Vessillo di Lepanto
Apertura dei lavori – Ore 18.45
Dott. Cosmo Mitrano Sindaco del Comune di Gaeta
Dott. Armando Cusani Presidente della Provincia di Latina
Ospite d’Onore
Don Prospero Colonna Principe di Stigliano, di Aliano e di Galatro, Grande di Spagna, Duca, Marchese di Castelnuovo
Relazioni
Don Marcantonio Il Colonna e la Battaglia di Lepanto tra i pontificati di Papa Pio V e di Papa Gregorio XIII
Dott. Marcello Caliman Cultore Facoltà di lettere e Filosofia Università di Cassino e del Lazio Meridionale e della Facoltà di Scienze Umanistiche Università Telematica Pegaso di Napoli
Gaeta nel sedicesimo secolo
Prof. Sabina Mitrano Docente e Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche del Welfare, Pari Opportunità, Sport, Cooperazione decentrata – Associazionismo, Gemellaggi, Sanità.
La Battaglia di Lepanto nell’Arte
Dott. Stefania De Vita Storico dell’Arte e Capo Redattore del periodico online “Amici di Gaeta”
Intervengono
Dott. Nike Koutrakou Ministro Consigliere dell’Ambasciata – Repubblica di Grecia
Dott. Sergio Rodriguez lopes- Ros Direttore in Roma Istituto Cervantes fondato dal Regno di Spagna
Dott. M. Erkan Aytun Consigliere dell’Ambasciata – Repubblica di Turchia
S.E. il Venerando Balì Fra’ Carlo d’lppolito di Sant’lppolito Gran Commendatore
del Sovrano Militare Ordine di Malta in rappresentanza di Sua Alteua Eminentissima il Principe e Gran Maestro
S.E. il Venerando Balì Fra’ John Critien, Conservatore delle Raccolte d’Arte del Sovrano Militare Ordine di Malta in rappresentanza del Gran Magistero
Conclusioni – Ore 20.30
S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio Arcivescovo di Gaeta
Ringraziamenti per l’accesso consentito alla documentazione storico-artistica: Mons. Aldo Armani Rettore della Chiesa dei Cavalieri e l’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano Pisa Dott. Patrizia Piergiovanni Direzione Galleria Colonna Roma
Dott. Nadia Cersosimo Direttore Casa di Reclusione Paliano
Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta
Staff Tecnico
Raffaele Caso Temico di Rea – Dotl Simona Gionta Radio Timno Centrale – Damiano lannitti Hospitality Museo Diocesano – Emilio Maggiacomo Operatore Radio Ci ta
Guido Romano Acco ienza – Lino Sorabella Elaborazione audiovisiva . Paola Tagliamonte Segreteria. Dottllaria Tortoriello Servizio fotografico
INGRESSO LIBERO
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Teatro, Formia: “Reato d’opinione” al Remigio Paone
L’Associazione Culturale Il Berretto a Sonagli e la Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità
presentano il nuovo spettacolo
“Reato d’opinione”
Teatro Remigio Paone, Formia Sabato 10 novembre ore 21.00 e Domenica 11 novembre ore 18.00
Dal 19 al 22 luglio 2001 i capi di stato degli otto paesi più industrializzati al mondo si riunirono a Genova.
Dal 19 al 22 luglio 2001 migliaia di manifestanti si diedero appuntamento a Genova per mostrare, gridare, cantare che “un mondo diverso è possibile”
Dal 19 al 22 luglio 2001 i concetti di libertà, democrazia, uguaglianza furono messi a dura prova in Italia.
Lo spettacolo “Reato d’opinione” è una denuncia sincera, a forti tinte di ciò che accadde a Genova dal 19 al 22 luglio 2001.
In scena 6 attori, col solo uso di voce e corpo, e l’ausilio di immagini di repertorio, rievocano le manifestazioni no-global e la loro violenta repressione ad opera delle forze dell’ordine, non tanto per andare alla ricerca di un colpevole, ma per dare vita al noto aforisma di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”.
La messa in scena punta tutto sulla dirompente forza delle parole, su un uso minimo degli oggetti di scena, e su un supporto necessario ma non invadente di immagini di repertorio. Queste ultime ci hanno mostrato il G8 di Genova da tantissime angolazioni, ora noi vogliamo dare voce a quella tragedia per svelarla sia a chi se la ricorda fin troppo bene sia a chi se ne sente emotivamente distaccato. Ecco, la verità che ci spinge a debuttare con uno spettacolo di così forte impegno civile è che non c’è vera possibilità di sentirsene emotivamente distaccati, e “Reato d’opinione” cerca di portare alla luce l’elemento di umanesimo che sottende agli eventi di Genova, alla libertà di tutti noi di essere chi siamo e di scegliere un presente e un futuro diversi da quelli che ci vengono imposti dalla politica o dall’economia globale. Per questo Amnesty International ha sposato il progetto e ogni replica dello spettacolo è accompagnata dalla presenza degli attivisti del gruppo per sensibilizzare il pubblico sulle attività che Amnesty svolge a favore della democrazia e della libertà nel mondo.
“Hanno temuto un pensiero perchè critico, hanno distrutto una idea perchè libera , hanno condizionato sicuramente una generazione. Hanno, essi: ossia il potere costituito e garantito. Come sarebbe stata la società oggi e l’economia oggi se quel massacro non fosse avvenuto? “ (la libraia)
Con il patrocinio di Amnesty International
Regia e drammaturgia: Raffaele Furno
Consulenza musicale: Isabella Sandrini
Elaborazione video: Benedetto Supino
Foto locandina: Valentina Fantasia
Elaborazione grafica: Soledad Agresti
Tecnici luci, suono, video: Ettore Ruggieri, Mauro Sandomenico
In scena (in ordine alfabetico):
Soledad Agresti
Janos Agresti
Valentina Fantasia
Raffaele Furno
Isabella Sandrini
Benedetto Supino
http://www.
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Musica, Formia: ultimo appuntamento per il Jazzflirt
Ultimo appuntamento con il Jazzflirt festival, evento organizzato dall’Associazione di promozione
sociale Jazzflirt – Musica & altri Amori, che per la conclusione della sua ottava edizione, propone un
inedito ed originale duo frutto di un progetto appositamente commissionato per il festival.
A salire sul palco del teatro “R.Paone” di Formia, saranno, lunedì 12 novembre, per la prima volta
insieme, il chitarrista PAOLO ANGELI e il vibrafonista PASQUALE MIRRA.
Prodigio della chitarra sarda preparata con cui si esibisce abitualmente dal vivo e visionario creativo
dell’avantgarde-jazz, Paolo Angeli ha raggiunto una maturità ormai indiscutibile sviluppando uno stile
così personale da costituire quasi un genere musicale a sé stante che coniuga tradizione sarda, canto in
Re, pratiche improvvisative, la passione per Fred Frith e Bjork con uno spirito libero davvero unico. La
sua creatività va oltre questo stile musicale personalissimo. Per tradurre in musica le sue idee originali,
Angeli ha sviluppato un modello di chitarra che gli consente di andare oltre i limiti impostigli dai
tradizionali strumenti a sei corde.
Dimenticatevi la chitarra come fino ad ora l’avete vista e sentita suonare: perché quello di Paolo
Angeli è uno spettacolare strumento a 18 corde, 6 normali, 8 posizionate di traverso e 4 sospese,
corredato da una serie di martelletti, pedaliere, eliche e pick up. Un mix tra una chitarra, un violoncello
e una batteria , costruito dallo stesso Angeli: con un suono così unico che Pat Metheny (era il 2003) se
ne fece costruire una uguale dallo stesso Angeli dopo aver assistito ad una sua performance. Così oggi
esistono due esemplari di chitarra sarda preparata, come la chiama con orgoglio isolano Angeli, o Paolo
Angeli’s guitar, come l’ha ribattezzata Metheny.
Pasquale Mirra ha una storia che parte da pentole, tegami e tamburi di latta, prende forma nei corridoi
del conservatorio, incomincia a concretizzarsi nelle serate estive di Ravello, e spicca il volo grazie
all’ascolto di alcuni dischi. Ma è una storia che è solo agli inizi perché il vibrafono è uno strumento
relativamente giovane e c’è ancora molto da sperimentare e da inventare. Non ha ancora inciso da
leader ma vanta numerose collaborazioni con musicisti nazionali ed internazionali da far letteralmente
tremare i polsi: in duo con Butch Morris, un mostro sacro dell’improvvisazione; con Fred Frith
ha esplorato i territori dell’elettronica applicata ad uno strumento acustico per eccellenza come il
vibrafono; con il grande batterista e percussionista Hamid Drake, ha iniziato quattro anni fa l’avventura
più longeva e significativa del suo percorso artistico, che lo ha portato ad esibirsi anche per il Jazzflirt
festival nel 2010 con il gruppo ZENEI quartet.
Ha preso parte alle musiche dell’ultimo film del regista americano Woody Allen To Rome with love, ed
è appena reduce da un’entusiasmante performance in quintetto con Hamid Drake, Jeff Parker, Jeb
Bishop, Joshua Abrams al Vision Festival di New York (giugno 2012).
La sua collaborazione con la flautista di fama mondiale NICOLE MITCHELL , lo porterà ad esibirsi il
mese prossimo a Milano, con la nuova formazione del BLACK EARTH ENSEMBLE.
Questo il programma:
Lunedi 12 novembre 20120
PAOLO ANGELI : chitarra sarda preparata
PASQUALE MIRRA: vibrafono
Teatro “Remigio Paone” – Via Sarinola – Formia
Inizio concerto ore 20.45
Ingresso: 10.00 euro
Info: 333-9576098 / 392-8229224 / 338-6924358 / 339-2374053
sito web: www.jazzflirt.net
e-mail: info@jazzflirt.net
http://www.paoloangeli.it
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La poesia di Claudio Damiani “esposta” al Museo di Sperlonga
Uno dei più grandi poeti italiani contemporanei sarà ospite sabato nell’area museale della Grotta di Tiberio per un reading di versi tratti dall’ultimo libro “Il fico sulla
fortezza”. La lettura sarà affiancata dal magico sax del M° Raffaele Cherubino
Bisogna avere un cuore di ferro
Come Ulisse, per vivere.
Penelope è davanti a noi e piange
E noi dobbiamo tacere, non possiamo dire niente,
non possiamo commuoverci.
È tutto così chiaro
Eppure non possiamo rivelarci.
C. Damiani
«La critica gli ha dato dell’Orazio, del Maestro di Via, del Saggio taoista. Le sue incrinabili poesie si tengano tra i cristalli». È di appena domenica scorsa questa recensione apparsa su “La Lettura”
del Corriere della Sera. Il poeta in questione è Claudio Damiani, che sabato 3 Novembre dalle 18.30 sarà ospite del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga per regalare al pubblico gli ultimi versi raccolti nel libro “Il fico sulla Fortezza”, un gioiello edito da Fazi. All’interno della serata
evento “e le poesie saranno accompagnate dal sax del M° Raffaele Cherubino, già membro di Orchestre Rai e Mediaset. Ad
introdurre la serata la dott.ssa Marisa de’ Spagnolis, Direttrice del Museo di Sperlonga.
Si tratta di un esperimento inedito, dunque, che intende unire la storia di un’area ricca come quella della villa di Tiberio ai versi della più alta poesia contemporanea, sacralizzando ancor di più il momento di una lettura in cui le poesie si fanno opere d’Arte esposte, eppure vivissime. Claudio Damiani torna nella Riviera d’Ulisse dopo la felice esperienza dello scorso anno sulla terrazza del Castello Caetani di Fondi. «E’ sempre magico quando la poesia riesce a calamitare tanti appassionati, curiosi, amanti del
Un Museo di-verso” dialogherà con lui Simone di Biasio genere. Sono legato anche a Sperlonga da ricordi che mi riportano all’infanzia, e sabato al Museo mi piacerebbe affrontare alcuni temi che sono nel libro: la natura, il tempo, identità e differenza, il rapporto tra arte e scienza, la bellezza, la morte. Ma soprattutto affrontare la poesia, eseguendo alcuni testi, facendoli suonare. Sapendo che ciò che più conta poi è il rapporto tra lettore e testo, che avviene in solitudine».
L’evento è realizzato grazie al patrocinio di “Sperlonga Turismo” e Ass.to al Turismo del Comune di Sperlonga e al contributo della Libreria Mondadori di Fondi, del “Virgilio Grand Hotel”, “Hotel Miralago”, “Grand Hotel La Playa”, “Hotel Ganimede” e “Hotel Aurora”.
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Chi è Claudio Damiani. Nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo, vive a Roma dall’infanzia. Ha
pubblicato le raccolte poetiche Fraturno (Abete,1987), La mia casa (Pegaso, 1994, Premio Dario
Bellezza), La miniera (Fazi, 1997, Premio Metauro), Eroi (Fazi, 2000, Premio Aleramo, Premio
Montale, Premio Frascati), Attorno al fuoco (Avagliano, 2006, finalista Premio Viareggio, Premio
Mario Luzi, Premio Violani Landi, Premio Unione Scrittori), Sognando Li Po (Marietti, 2008, Premio
Lerici Pea, Premio Volterra Ultima Frontiera, Premio Borgo di Alberona, Premio Alpi Apuane),
Poesie, a cura di Marco Lodoli (Fazi, 2010, Premio Prata La Poesia in Italia, Premio Laurentum)
e Il fico sulla fortezza (Fazi, settembre 2012). E’ stato tra i fondatori della rivista letteraria Braci
(1980-84). Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue (tra cui principalmente inglese, spagnolo,
serbo, sloveno, rumeno) e compaiono in molte antologie italiane (anche scolastiche) e straniere.
“Il Fico sulla Fortezza”. La forma dialogica attraversa molte di queste
nuove poesie di Claudio Damiani, a partire dalla lirica che dà il titolo alla
raccolta, Il fico sulla fortezza. Scritti tra il 2007 e il 2011, questi testi non
soltanto ripercorrono temi cari al poeta – la natura intelligente ed esemplare,
il tempo e la morte gonfi di segreto e promesse, la gentilezza
quale “traguardo d’ognuno” – ma si aprono a un dialogo nuovo col presente e
la comunità, sia degli uomini che, più ampiamente, dei viventi e degli enti. Ed
è proprio la stretta relazione tra materia e vita a costituire il centro della riflessione di questa
raccolta, in cui Damiani si pone in colloquio attento e meravigliato con la fisica e le altre scienze
della natura, osservando ogni cosa con la serena chiarezza e la vitale disponibilità all’incanto del
mondo che sempre illuminano la sua poesia. Claudio Damiani è oggi uno dei più affermati poeti
della sua generazione. La sua poesia sa parlare al cuore di tutti per il nitore del suo sguardo e una
semplicità che restituiscono intatti il segreto perenne della natura, della bellezza e del tempo che
avvolge ogni cosa. L’autore sceglie temi universali che affondano le radici tra i Classici, ma che
nutrono una poesia moderna, diretta, di altissima leggibilità.
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