“Musicangiando” al Parco Recillo di Scauri, l’evento del Comitato Dragut

Una serata all’insegna della musica, con gastronomia e altre attività collaterali. E’ il “menu” della prima edizione di “Musicangiando“, evento organizzato dal Comitato Dragut, con il patrocinio del Comune di Minturno, in programma il 22 giugno alle ore 21, presso il Parco Recillo, sul lungomare di Scauri. Il programma è articolato: ad allietare la serata ci penseranno i concerti dei gruppi “Over the end” (rythn ‘n’ blues) e “Codice Pin” (cover italiane), a cura dell’Associazione Morpheus; il reparto gastronomico, curato dell’Associazione Civiltà Contadina, propone “Pasta e fasure colle catene”, “Sauciccia e fresa colle pummatore”, “Panino e sauciccia co patatine fritte”. A corredare gli eventi della serata seguiranno il seminario per l’autoproduzione di saponi, tenuto dall’Associazione Rees Terre Rare, e stand vintage e artigianato.


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Premio Dragut 2013: pronti per il bando

Sabato 25 Maggio alle ore 18 presso un gremito Salone dell’Albergo “Villa Eleonora” in Scauri si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del “premio Dragut”.

Il Presidente del Comitato Giuseppe De Renzi e l’addetto stampa Alfonso Artone hanno illustrato le principali novità della seconda Edizione. Innanzitutto, le sezioni del premio sono cinque (5) distinte in: Racconti; Poesie; Fotografie; Musica; Arti grafiche, pittoriche e scultoree. Le diverse sezioni si dividono anche per età. Entro il giorno quindici (15) del mese di Giugno sarà pubblicato il bando per la partecipazione al premio, con tutti i dettagli. Per l’evento finale della premiazione, prevista per il 5 Ottobre, quest’anno è stato scelto il prestigioso Castello Baronale di Minturno.

La seconda edizione del premio è arricchita da una serie di eventi “satellite” che prevedono sotto lo stesso patrocinio del Premio momenti ludici e culturali diversi. Qui di seguito le date: 27 Aprile, Escursione nel Parco di Gianola con Atargatis; 22 giugno, Musicangiando Evento di musica con gastronomia e mercatino vintage e arte; 20 luglio, Serata Scavi Teatro Romano Minturnae;  Settembre, evento sportivo “ h24 non-stop”; Settembre, seconda escursione con Atargatis; 4 Ottobre, Serata “i Ricordi” presso il Castello Baronale di Minturno.

Le Associazioni, vero “cuore pulsante” del Premio Dragut, quest’anno sono coinvolte maggiormente poiché, oltre ad essere presenti nella serata finale e nell’organizzazione del Premio, ad alcune di esse è richiesto di indicare un loro socio competente da inserire nella Giuria del Premio, costituita da tre persone per ognuna delle 5 sezioni. Riguardo l’Antologia del Premio, che nella precedente edizione ha riscosso un notevole successo, oltre ad essere aperta alle opere concorrenti al premio, è aperta anche ad opere non in concorso (a discrezione della giuria).

Il premio da quest’anno si è strutturato come Comitato e non come associazione. Tale decisione è stata presa per far sì che sia ancora più evidente il suo ruolo di “unione” e non di “competizione” tra le varie realtà territoriali. Il Consiglio direttivo del Premio è costituito da: Giuseppe De Renzi (Presidente), Mauro Iannotta (Vice Presidente, referente per la musica, coordinatore generale logistica e organizzazione), Nella D’Urso (Segretario e coordinatrice generale logistica e organizzazione), Irene Sparagna (Tesoriere e Responsabile dell’antologia del premio), Tommasina Mallozzi (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Almerinda Rossillo (coordinatrice visita agli scavi archeologici), Roberto Tartaglia (coordinatore associazioni e relazioni istituzioni, info web e facebook), Patrizia Cervone (coordinatrice giuria) e Alfonso Artone (addetto stampa, coordinamento e organizzazione sportiva). Nel Comitato sono presenti anche Filippo Fresilli (coordinamento e organizzazione sportiva, foto e video ufficiali), Luca Rosati (foto e video ufficiali), Maria Tuccinardi, Vanda Anselmi, Salvatore Cardillo (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Simona Di Meo (coordinamento eno-gastronomico e artigianale), Marco Tarantino (coordinatore escursioni, foto e video ufficiali).

Il Presidente De Renzi ha voluto poi sottolineare come il premio, nato da un’idea condivisa nel gruppo “Scauresi Scauresi” su Facebook, da quest’anno sarà definitivamente slegato da tale gruppo e procederà su canali diversi anche sulla rete, dove è stato creato un gruppo facebook per il premio Dragut ed il sito internet www.premiodragut.altervista.org. Il premio Dragut, infatti, da quest’anno avrà un logo proprio, elaborato da Filippo Fresilli in collaborazione con tutto il comitato del Premio Dragut, che ne costituirà il carattere distintivo.

 

 

L’addetto Stampa

Alfonso Artone

 

 


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Musica, Formia. “CHET LIVES!”: L’omaggio a Chet Baker

 

Prestigioso ed esclusivo appuntamento quello che annualmente l’Associazione Culturale “Agorà” propone, nell’ambito della serata di beneficenza a favore di “Medici Senza Frontiere” in ricordo alla pianista formiana Simona D’Onorio De Meo.

 

 Mercoledì 15 maggio a Formia alle ore 21.00 nella splendida cornice del Castello Miramare, si esibiranno il cantante e chitarrista Joe Barbieri, il trombettista Luca Aquino e il pianista Antonio Fresa, in un omaggio al grande trombettista Chet Baker che, esattamente 25 anni fa ci ha lasciati.

 

 Per celebrare la sublime arte del musicista di Yale, Joe Barbieri ha invitato Luca Aquino e Antonio Fresa a reinterpretare il suo più affascinante repertorio, rileggendolo anche alla luce del corposo segno che ha lasciato durante i suoi lunghi anni trascorsi in Italia.

 

Il progetto” – racconta Barbieri – “prende senza dubbio il largo a partire dagli straordinari brani cantati di Chet, che hanno certificato il suo linguaggio rivoluzionario e inimitabile; «The best of Chet Baker sings», per esempio, rimane uno dei dischi di maggior riferimento per me, ed intorno ad alcune delle sue canzoni più note abbiamo voluto costruire per questo show un piccolo corollario, composto da alcuni dei pezzi più belli che Chet ha interpretato negli anni di prolifica frequentazione con il nostro Paese. Il tutto è stato poi ulteriormente filtrato attraverso la musica che amiamo: la bossa, certi inserti di musica classica direi, ed un minimalismo che è tutto europeo”.

 

“Chet lives!”, è lo show perfetto dove poter incontrare nuovamente la musica di Chet, accompagnati dalla chitarra e dalla voce di Joe Barbieri, dalla tromba eclettica di Luca Aquino e dal piano virtuosistico di Antonio Fresa.

 

 

Inizio concerto ore 21.00 – Ingresso ad invito.

 

 Per info e contatti:

 

 

Associazione culturale Agorà – 0771/723153 – 328/1366540 – 3386924358 – 3299331495

 

La Libreria di Margherita – Via Rubino, 42, 04023 Formia (Lt) – 0771 268681

 

www.lalibreriadimargherita.com

 

 

BREVI NOTE BIOGRAFICHE SUGLI ARTISTI:

 

JOE BARBIERI Cantautore, produttore e chitarrista. Ha all’attivo quattro album: “In Parole Povere”, “Maison Maravilha”, “Maison Maravilha Viva” (live) e “Respiro”. Suoi brani sono stati interpretati – tra gli altri – da o con Omara Portuondo, Musica Nuda, Jorge Drexler, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso e Gianmaria Testa.

 

LUCA AQUINO Trombettista. Il primo album solista di Luca (“Sopra le nuvole”) ha visto la luce nel 2008, prodotto da Universal Music. Nel 2009 ha registrato “Lunaria”, e dopo aver ricevuto “Top Jazz Award” come miglior musicista jazz, ha dato alle stampe “Amam”, registrato in un’antico bagno turco di Skopje. Nel 2010 e nel 2011 ha rispettivamente registrato, con il suo trio norvegese, “Icaro solo” e “Chiaro”, entrambi pubblicati dalla Tùk Music di Paolo Fresu.

 

ANTONIO FRESA Pianista, produttore e compositore di colonne sonore. È co-fondatore dell’ensamble Kantango e ha lavorato al fianco di Richard Galliano, Joe Barbieri, Peter Erskine, Palle Daniellson, Lura, Susana Baca, Terence

 

tracklist:

 

 

Time after time

 

Chet lives

 

Everytime we say goodbye

 

I fall in love too easily

 

Look for the silver lining

 

Estate

 


But not for me
Almost blue

 

 

So che ti perderò

 


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Bel successo per il Laboratorio Cinematografico Sperimentale al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno

Si è concluso ieri il primo Laboratorio Cinematografico Sperimentale presso il Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti” di Marina di Minturno. Il corso è stato tenuto dall’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, organizzatrice di “Visioni Corte – Rassegna Internazionale del Cortometraggio Indipendente”.

 

Il Laboratorio Cinematografico Sperimentale, che quest’anno si è svolto in 26 ore complessive, è stato tenuto dai docenti Gisella Calabrese e Giuseppe Mallozzi e si è posto come obiettivo la conoscenza e la “grammatica del cinema”, ovvero la capacità di lettura, interpretazione e confezionamento di un prodotto cinematografico. Un modo per vivere la settima arte dall’interno e diventare spettatori più consapevoli, che non subiscono le immagini, ma le comprendono. I contenuti e le tecniche apprese saranno al servizio della creatività degli allievi, in questo modo il “mezzo cinema” diventerà uno strumento nuovo e divertente con il quale i ragazzi potranno raccontare se stessi, esprimendo il loro punto di vista sul mondo che li circonda.

 

Quindici gli alunni partecipanti, che hanno dimostrato vivo interesse ed entusiasmo alla materia cinematografica: Conte Marco Antonio 5F, Enache Alexandru 5G, Fusco Flavio 4E, Ionta Matilde 5B, Landi Alessio 4C, Macari Domenico 4F, Minervino Roberta 4A, Pain Anaïs 5B, Penna Daniela 2C, Preziosi Silvia 4G, Santaniello Antonietta 4C, Sciarretta Rosagaia 4F, Scognamiglio Pasquale 5G, Treglia Federica 4F, Tsvyetkova Karyna 2C.

 

Il laboratorio, che si è svolto come attività extra scolastica, dopo il consueto orario di scuola, è stato suddiviso essenzialmente in due fasi: preparatorio-teorica e realizzativa. La prima fase ha previsto un modulo didattico di base, in cui sono stati affrontati gli elementi costitutivi del linguaggio cinematografico e audiovisivo, come l’inquadratura, i movimenti di macchina, la funzione espressiva di campi e piani, il montaggio. Al fine di evidenziare le varie tecniche e le scelte stilistiche funzionali a un racconto audiovisivo, durante le lezioni gli alunni hanno inoltre analizzato una scelta di cortometraggi finalisti al Festival di Visioni Corte, che sono stati accolti con grande entusiasmo. La seconda fase, invece, si è focalizzata sulla concretizzazione del progetto in un vero e proprio cortometraggio, che può avere le caratteristiche di un documentario o di una fiction: dalla stesura del soggetto e della sceneggiatura in cui i ragazzi – sulla base dei contenuti definiti nella prima parte del modulo – hanno studiato una trama per un film, caratterizzando i vari personaggi e suddividendo la storia in scene, creando i dialoghi e le azioni dei protagonisti. Nella realizzazione del cortometraggio ogni studente avrà un ruolo preciso: dalla regia alla ripresa, dal trucco al montaggio, dal suono alla fotografia e alle luci fino all’interpretazione degli attori.

Era un requisito fondamentale, infatti, che tutti gli alunni formassero un gruppo coeso per la realizzazione del loro cotrometraggio.

Il cortometraggio sarà girato questa estate e presentato alla seconda edizione di “Visioni Corte”, in programma il prossimo ottobre.


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Scauri: coppa Italia di Kitesurf Sabato 11 e domenica 12 Maggio

Il Circolo Funboard Delfini, in collaborazione con il Comitato Velico Scauri, la Lega Navale Italiana, la Darsena Flying, e la scuola di Kitesurf Action Bay organizza il più grande evento kitesurf della stagione a Scauri. Sabato 11 e domenica 12 maggio, alle ore 11 presso il Lido I Delfini, i kiters si sfideranno ad alta velocità nelle acque del golfo di Scauri.

La gara è valevole per la Coppa Italia 2013-Classe Kitebording Italia ed assegnerà 50 punti di ranking. I kiters utilizzeranno delle attrezzature specifiche con tavole larghe e molto voluminose per raggiungere velocità elevate anche con venti leggeri, con la possibilità anche di superare i 60kmh. Inoltre i kiters locali si sfideranno in una gara amichevole di freestyle con salti ed evoluzioni spettacolari che saranno uno spettacolo da non perdere.

fonte: minturnet.it; h24notizie.com

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Alla (ri)scoperta di Montedoro: un viaggio tra il bosco e il mare

L’escursione sul Monte di Scauri (che segue questo itinerario) all’interno dell’Area Protetta di Gianola, tenutasi sabato 4 maggio, ha aperto l’Edizione 2013 del Premio Dragut: nato l’anno precedente come premio letterario (con sezioni racconti, poesia, foto), oltre ad aggiungere quest’anno le sezioni musica ed arti figurative, prevede anche l’organizzazione sul territorio di eventi satellite, il primo dei quali è, per l’appunto, questa escursione. L’organizzazione dell’escursione è stata a cura dell’Associazione Atargatis e del Comitato “Fuori La Voce”, che hanno inteso così dare il proprio apporto al Premio.

La (ri)scoperta di questo angolo del Parco vuole essere infatti un contributo per (ri)tornare a guardare, ascoltare, sentire, annusare letteralmente l’angolo di pianeta che ci ospita e che tanto abbiamo maltrattato negli ultimi decenni: “non più per depredare ma per restituire!”

Partendo dalla strada in cemento, passando per i margini dell’area umida presente all’interno del Parco, si è saliti fino alla sughereta e da là, attraverso la macchia mediterranea, si è giunti sul mare, sugli scogli di Porto Cofenello e alle antiche mura del “Porticciolo Romano”. Circa due ore di cammino, per scoprire il cuore grande di questa minuscola oasi situata nel mezzo del Golfo di Gaeta.

Una prima tappa è stata effettuata in corrispondenza delle pozze: asciutte ora che la bella stagione è iniziata, le pozze, apparentemente prive di significato per l’osservatore superficiale, sono in realtà un piccolo giacimento di biodiversità all’interno dell’Area Protetta. In quest’area lievemente depressionaria, sul sostrato roccioso – permeabile, facilmente penetrabile dall’acqua che discioglie il carbonato di calcio di cui la roccia è costituita – si depositano materiali invece impermeabili come l’arenaria e la torba, capaci di trattenere l’acqua piovosa per periodi di tempo relativamente lunghi durante l’anno. L’impermeabilità, unita alla conformazione depressionaria del terreno, determina il formarsi di accumuli di fango, rivoli d’acqua e pozze. Queste ultime ospitano specie di anfibi come le comuni rane, o come i meno comuni tritoni italiani, che depongono le uova nell’acqua per poi andare in “estivazione” durante la stagione più calda, apparentemente sparendo.

Quindi, è stata la volta della sosta nella sughereta, una delle zone più selvagge e isolate del Parco, ma che in realtà si trova solo a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni al di fuori della foresta: è qui che, forse, si capisce appieno quanto sia importante e miracolosa la presenza di questa Area Protetta, baluardo contro la cementificazione e l’inquinamento, e capace di riportarci al passato, anche remoto, quando i pastori locali “addomesticavano” il bosco con incendi regolamentati, traendo i frutti che la natura donava loro: il sughero, le ghiande, il pascolo per il bestiame. La lettura del terreno ci suggerisce infatti come il paesaggio di oggi sia forse simile a quello dei secoli scorsi, con un graduale adattamento della quercia da sughero anche alle mutate condizioni climatiche.

La presenza, poco distante, dei ruderi dell’enorme villa romana del prefetto Mamurra, edificata intorno al cosiddetto Tempio di Giano/Diana, fa davvero volare l’immaginazione, richiamando alla nostra memoria ancestrale il “genius loci” di Gianola/Janula, ossia della terra consacrata a Giano e alla sua dimensione divina femminile, Diana/Jana.

L’ultima tappa è stata a Porto Cofenello: già Oasi Blu del WWF, è oggi un tratto di costa il cui mare antistante, per una superficie di 17 ettari, è area protetta marina. Un ambiente pure di elevata biodiversità, con esperimenti anche arditi di adattabilità da parte della flora locale, la cui tempra viene sottoposta a dura prova dalla forte salinità. Un’insenatura meravigliosa, seminascosta, che pure in passato è stata oggetto delle devastanti depredazioni dei pescatori di frodo, a caccia dei preziosi e delicatissimi datteri di mare. Oggi questa meraviglia risente della forte pressione antropica che si irradia dalle coste del Golfo, e che spesso assume le preoccupanti sembianze di immondizia portata dalla corrente o di scie di liquami.

Il gruppo ha quindi chiuso l’escursione passando per l’altro gioiello del “Porticciolo Romano”, e rientrando al parcheggio presso l’Infopoint.

Una splendida giornata di primavera: la possibilità di (ri)scoprire che ciò che ci circonda è anche la possibilità di (ri)conquistare ciò che, forse, abbiamo dentro.

Marco Tarantino


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L’educazione Poetica Oggi

Il giorno 3 maggio 2013 alle ore 16.30 nell’Aula Magna dell’Istituto “L. B. Alberti” di Marina di Minturno (Liceo Scientifico) gli studenti diplomandi, in un dibattito sul tema  “L’EDUCAZIONE POETICA OGGI”  incontreranno il Prof. Dino Artone, che presenterà il proprio  testo  “ANTOLOGICA – poesie 1956-2011”  ed il Prof. Giuseppe Napolitano, che presenterà  il proprio  testo   “ANTOLOGIA – poesie 1967-2007”. Il testo di Napolitano ha ottenuto diverse recensioni ed è stato presentato  presso la Sala Gonfalone Palazzo Panciatichi di Firenze.

Il testo di Dino Artone ha già avuto successo nel Premio Firenze, nel Premio San Remo, nel Premio ANTEREM Lorenzo Montano.


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Premio Dragut: alla (ri)scoperta del Monte di Scauri

Sabato 04 Maggio, il Comitato del Premio Dragut, nell’ambito degli eventi  satellite della seconda edizione del Premio, con il patrocinio del Comune di Minturno e dell’ente Parco Riviera di Ulisse organizza l’escursione “Alla (ri)scoperta del Monte di Scauri”.

L’escursione procederà sul Sentiero del Crinale, dal Monte di Scauri fino a Porto Cofeniello, e permetterà di scoprire un angolo del nostro territorio molto vicino a noi fisicamente, ma semi-dimenticato: attraverso la macchia mediterranea e il bosco, il sentiero si snoda infatti tra aree umide e sentieri pietrosi fino alla scogliera, perennemente battuta dalle onde del Tirreno, dove il ruggito del mare sembra far respirare le rocce.

Si prenderà dunque contatto con i vari e numerosi ecosistemi del Parco, vero e proprio tesoro di biodiversità a pochi chilometri dalle nostre case: un’escursione per imparare quanto il nostro territorio ci può offrire, se noi impariamo a restituirgli un pochino di ascolto. E di amore.

Si raccomandano calzature da Trekking o in mancanza, scarpe da ginnastica e abbigliamento traspirante adeguato alle condizioni atmosteriche. I minorenni devono essere accompagnati dai genitori o da almeno un adulto loro diretto responsabile.

L’escursione è lunga 3,9 km e occorrono 2 ore per percorrerla. Il dislivello è di circa 80 m.

Per chi fosse interessato, le escursioni doveranno pervenire entro l 24 aprile a:

marco@atargatis.ingo, 347-5352285

L’appuntamento è alle ore 15.00 presso il parcheggio dell’infopoint del parco, in via del porticciolo romano.

L’escursione, è organizzata dal comitato del Premio Dragut in collaborazione con le associazioni Atargatis e Fuori la Voce.

L’addetto stampa del Premio Dragut

Alfonso Artone


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“Premio Dragut”: dopo il successo dell’anno scorso, al via la seconda edizione!

“Non più per depredare, ma per restituire”: anche quest’anno sarà questo il motto della seconda edizione del Premio Dragut, ancora più ricco di proposte per il territorio grazie ad una serie di eventi satellite che lo completano ed arricchiscono e con diverse altre novità. Si è pensato infatti di arricchire le sezioni della competizione da tre a cinque, e di modificare la composizione della giuria, per renderla più rispondente alle finalità del premio stesso.

Il Premio Dragut è nato nel 2012 da un gruppo di persone incontratesi virtualmente in rete, le quali hanno deciso di mettere gratuitamente al servizio del Territorio di Minturno-Scauri le loro energie per poter contribuire, su base volontaria, a migliorare la conoscenza delle bellezze e delle problematiche che riguardano il nostro golfo tutto. Il Premio Dragut nel 2012 ha avuto un sorprendente avvio, raccogliendo l’adesione di un gran numero di associazioni del territorio nonché di una copiosa partecipazione della cittadinanza alla serata finale.

Il Premio vuole essere soprattutto un’occasione per valorizzare al massimo le risorse ambientali, storiche e culturali che caratterizzano il territorio del golfo di Gaeta, con una sinergia virtuosa di persone ed Associazioni tramite  una serie di iniziative volte alla rinascita sociale, economica, culturale e ambientale del territorio.

Per sua natura, il Premio Dragut non ha fini di lucro, è apartitico e “trasversale” rispetto alle Associazioni del territorio ed in particolare rispetto alle Associazioni patrocinati il premio Dragut, le quali  operano all’interno del Premio ciascuna nel proprio ambito, rispettando le proprie peculiarità, ed in piena autonomia.

Proprio per promuovere la cooperazione tra le associazioni, gli organizzatori del Premio hanno scelto quest’anno di costituirsi in Comitato onlus. Il Consiglio direttivo del Premio è costituito da: Giuseppe De Renzi (Presidente), Mauro Iannotta (Vicepresidente), Nella D’Urso (Segretario), Irene Sparagna (Tesoriere), Tommasina Mallozzi, Almerinda Rossillo, Roberto Tartaglia e Alfonso Artone. Il Comitato in totale è formato da 16 persone, che saranno presentate durante la conferenza stampa.

Per l’anno 2013, il Premio Dragut prevederà cinque (5) sezioni, distinte in: Racconti, Poesie, Fotografie, Musica, Arti grafiche e scultoree. Maggiori dettagli saranno comunicati durante la conferenza stampa e nel bando del premio. Altra importante novità di quest’anno sono gli eventi “satellite” che prevedono sotto lo stesso patrocinio del Premio momenti ludici e culturali diversi, tali da attrarre, speriamo, un grande interesse di pubblico. Qui di seguito le date di tali eventi:

 

  • 27 Aprile Escursione nel Parco di Gianola;
  • 25 Maggio: Conferenza Stampa;
  • 13/14 Giugno: “24 ore di sport”;
  • 22 Giugno: Musicangiando, evento musica con eno-gastronomia e mercatino vintage o arte.
  • 20 Luglio: Serata Scavi Teatro Romano Minturnae;
  • 5 Ottobre: Serata Premiazione finale Premio Dragut, presso il Castello Baronale di Minturno

 

 

Alle Associazioni intenzionate a patrocinare l’evento non saranno richiesti esborsi obbligatori di denaro. Esse saranno coinvolte maggiormente nell’organizzazione e in particolare nella Giuria del Premio costituita da tre persone per ognuna delle 5 sezioni del Premio.

Per maggiori dettagli ed altre novità invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa organizzata per il 25 Maggio 2013 e alle associazioni interessate al patrocinio ad inviarci un assenso all’indirizzo mail del Premio: premiodragut@libero.it.

 

L’Addetto Stampa

Alfonso Artone


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Intervista all’autore Pino de Renzi

Intervista all’Autore Scaurese (emigrato a Torino) Pino De Renzi sul suo libro “il Voto”. Intervista a cura di Monica Pasero.

Allora carissimo Pino ( così lo chiamano gli amici ) leggo dalla tua biografia  che la tua passione per la scrittura ha albori lontani,  rammenti il tuo primo scritto? Vuoi raccontarcelo?

Ti devo molto più di un caffè, cara Monica, e tu sai bene il perché! Sei stata tu ad incoraggiarmi a pubblicare su carta alcuni miei libri…

Comunque, il mio primo tentativo di racconto l’ho scritto a quattordici anni, e si intitolava “Sette atti, una commedia”. Era la storia di amicizia di sette ragazzi che vivevano insieme solo in estate, ma che poi tornavano ognuno a vivere vite separate in città diverse. Io sono nato in un paese turistico, e soffrivo molto della lassità dei legami “stagionali”. Oggi, con internet, devo dire che mi sento molto più in contatto continuo con chiunque, e ne sono molto felice.

Il primo racconto però in assoluto che mi è stato pubblicato, e a cui ovviamente sono molto legato, è Circolo Vizioso. E’ la storia d’amore di un uomo adulto che si incontra con una ragazza molto più giovane di lui in una sorta di circolo della vita che nasce e muore continuamente, tema peraltro molto ricorrente nelle mie storie.

Ma sai come la penso, su carta un libro ha tutto un altro sentire, tornando a noi:

Originario di Latina, ti catapulti per lavoro a Torino, un bel cambiamento di vita, cosa ti manca di più della tua terra natale e cosa ami della bella Torino ?

Della “mia” Scauri, il mio paese d’origine, mi mancano infinitamente la luce e il mare. Mi manca il suo orizzonte di libertà, il suo mutare colore repentinamente, al solo passaggio di una nuvola. E mi manca il vento, il forte vento di ponente, che quando aprivo le braccia sembrava volesse prendermi e portarmi chissà dove.

Di Torino, città dove mi sono sentito a casa dal primo momento in cui vi ho messo piede, amo la concretezza, il silenzio di certi luoghi, la sua metafisicità. Ma soprattutto devo dire che Torino mi ha dato la possibilità piena di “esprimermi” senza pregiudizi, facendomi incontrare tante persone che hanno saputo accogliere la mia spiritualità. Se Scauri mi ha dato i natali e mi ha cullato fino a che non sono diventato grande, Torino ha definitivamente consolidato la mia coscienza.

 Leggo nella tua biografia che hai scritto anche per il teatro, e qui sorrido perché penso che  spesso l’ispirazione a noi  scrittori arrivi  davvero in luoghi impensati, vuoi raccontarci  come nacquero alcuni dei  tuoi racconti che divennero  in  seguito testi teatrali? Mi riferisco a Nero su Bianco…  

Ah, questa è bella! Sì, è accaduta una cosa strana. Nel 2006 partecipai alle Olimpiadi di Scacchi a Torino e per raccontare le partite che giocavo ad un mio carissimo amico scrissi dei piccoli resoconti, che però io chiamai reso-racconti. Ne scrissi decine, quasi tutti pubblicati poi nel sito della gloriosa Società Scacchistica Torinese. Due di questi resoconti, però, con l’intervento del mio amico Graziano Di Benedetto, divennero un testo teatrale, Nero su Bianco, un e-book multimediale con video e musiche edito dall’editore Mnamon di Milano, che ora è anche in versione audiolibro. Nero su Bianco lo abbiamo già messo in scena diverse volte, anche per serate di beneficenza, e continua ad attrarre interesse. Sono molto fiero di quest’opera. La trovo originale e ben riuscita. 

 Pino, alcuni tuoi racconti sono diventati audio libri,vuoi dirci per chi non lo sapesse che cos’è un audio libro ?

Un audiolibro è un libro raccontato attraverso la voce di un lettore, che per quanto riguarda me è stata prestata da Graziano Di Benedetto, attore e scrittore a sua volta. Gli audiolibri si ascoltano, e se letti bene quasi si “vedono” davanti ai propri occhi. E’ un’esperienza davvero fantastica. In Mr Gwyn, di Alessandro Baricco, il protagonista decide ad un certo punto di “scrivere” ritratti. Beh, ecco, gli audiolibri forse si avvicinano a quel genere di cose. Un audiolibro è un libro che stimola più sensi.

Se dovessi elencare tutti i racconti che hai scritto riempirei l’intera pagina, per cui  ti chiedo: quale tra tutti è quello a cui sei più legato? Ce ne vuoi parlare ?

Per molti anni ho solo scritto racconti, più o meno brevi. Ne ho pubblicati molti, e moltissimi sono ancora quelli rimasti nel cassetto, almeno per ora. Direi che sono molto legato ovviamente a Circolo vizioso, che è stato il primo a darmi la patente di possibile scrittore. Circolo vizioso è introvabile, ma prima o poi lo ripubblicherò. Lì dentro, in quelle poche pagine, c’è l’essenza della mia visione delle cose. Ma ci sono anche altri racconti che hanno segnato in modo indelebile dei passaggi per me fondamentali. Uno di questi è Il dono, anch’esso introvabile. Quel racconto, che si rifà ad un evento realmente accaduto sul treno che mi portava da Scauri a Torino, ha segnato la mia vita, e continua a segnarla ancora adesso. Poi c’è stato Amori virtuali, uscito con lo pseudonimo di Sebastiano Fossanova su un inserto de La Stampa. Abbandonai poi presto il mio pseudonimo, ma quel racconto è per me indimenticabile. Infine, posso dire che c’è un ultimo racconto di cui sono gelosissimo, che fa parte della raccolta All’Ombra della Grazia, ma non rivelo qual è. Anche quello, per me, è stato come un Mar Rosso che si è aperto e poi richiuso alle mie spalle, lasciandomi con una coscienza del tutto nuova in un’altra terra. 

Ho avuto il grande privilegio di leggere in anteprima “Il Voto”,  una tua  opera, e con orgoglio rivendico il fatto di aver potuto scrivere una parte della quarta di copertina. Un libro che come ben sai a me sta molto a cuore, hai voglia di  raccontarci come nasce e di cosa tratta ?Image

Il Voto è stato uno spartiacque. C’è un uomo che si chiama Pino De Renzi prima de Il voto, e un altro uomo chiamato Pino De Renzi dopo Il Voto. Il libro in effetti è stato scritto in due momenti assolutamente diversi della mia vita. Il Voto è stato il libro grazie al quale mi sono sentito per la prima volta un vero scrittore. E’ accaduto quando una mia collega e amica, dopo averlo divorato tutto in una notte, il giorno dopo mi disse che quella storia  l’aveva fatta piangere, aiutandola però a liberarsi in qualche modo da molte angosce del passato. Ecco: l’aver avvertito per la prima volta che il mio racconto era arrivato al cuore di un altro essere umano, mi ha fatto capire che quello che stavo scrivendo non era inutile. Il voto è la storia di un bambino non voluto dal padre a causa di una sua possibile malformazione, e che infatti muore alla nascita. Il padre per vent’anni rimuoverà i suoi sensi di colpa, finché un evento casuale li farà riesplodere con violenza. Ma sarà proprio suo figlio, svegliatosi nell’aldilà di soprassalto a causa del dolore del padre, a guidarlo verso la verità. Il Voto, se vogliamo, è un dialogo impossibile e dilaniante, che però riesce a salvare il senso della vita di un uomo.http://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/03/27/recensione-del-romanzo-il-voto-di-giuseppe-de-renzi/

Oltre a gialli e romanzi, scopro pure la tua vena poetica con la raccolta “La bellezza macchiata del rosso”, editore Mnamon. Come nasce questa raccolta e soprattutto quali sono le tematiche inserite nei suoi versi?

La bellezza macchiata del rosso è una silloge che raccoglie poesie scritte lungo l’arco di quasi vent’anni. E’ accompagnata però da splendide immagini della mia amica e fotografa Roberta Franz. Le tematiche sono le mie di “sempre”: la spiritualità, l’eros, la coscienza, il tempo. La bellezza della vita è nell’osmosi tra queste cose.

  Cosa diresti ad un giovane emergente che vuole intraprendere questa strada, quale consigli dare soprattutto per  quanto riguarda la ricerca di una casa editrice?

 L’unico consiglio che posso dare per come io ho percorso questa strada, come giustamente la definisci tu, è di scegliere sentieri non battuti da altri. La scrittura è una strada preparata apposta per noi, che però percorriamo per primi soltanto noi. Mai scegliere scorciatoie. Se vuoi attraversare una foresta devi passarci dentro, se vuoi scalare una montagna dei arrampicarti con i chiodi sulle pareti, se vuoi navigare un oceano devi guadare il mare infinito che è dentro e fuori di te. Non ci sono altri “modi”. Ricordatevi solo una cosa: ciò che scrivete o lo scrivete voi, o non lo farà mai nessun altro. Per la ricerca di una casa editrice c’è sempre tempo. L’importante è avere qualcosa di nuovo da dire, e dirlo in un modo nuovo. Ho trovato libri stampati in proprio venduti per strada che erano semplicemente sbalorditivi, e grandi romanzi pluridecorati di grandi case editrici che non mi hanno dato neppure un nichelino. Li ho letteralmente dimenticati dopo due secondi. Purtroppo l’editoria classica non trasmette i reali valori in campo, ma c’è da dire che spesso anche chi scrive non legge nulla degli altri. E’ un errore gravissimo. Bisogna leggere di tutto, sempre, e rimanere curiosi. Il lettore e lo scrittore sono in osmosi. E’ come una partita a scacchi. Se uno dei due non si siede alla scacchiera la partita non ha modo di esistere. L’editore è la scacchiera, l’autore è il Bianco, e il lettore è il Nero. C’è bisogno di tutte e tre le cose.

  Pino tu sei un professionista a 360 gradi: tra concorsi, pubblicazioni e corsi hai tanto da dare e da insegnare, così assieme agli autori Graziano Di Benedetto e Marco Dibenedetto nel 2012  fondi una  scuola di scrittura creativa, “Scrivere secondo noi”. Vuoi spiegarci innanzitutto che cos’è una scuola di scrittura  creativa e come fare per  frequentarla?

Il punto focale sta in quel: “secondo noi”. Scrivere non si insegna. Si possono condividere delle esperienze. Si può raccontare come uno scrittore ha trovato una strada piuttosto che un’altra, ma nello scrivere “ognuno sta sul cuore della terra, illuminato (e magari trafitto!) da un raggio di sole…”. La scuola di scrittura creativa serve soprattutto a non smarrire il coraggio di starci in piedi, su quel cuore. La nostra scuola di scrittura vuole fare questo: incoraggiare a percorrere una strada che altrimenti rimarrebbe inesplorata. Comunque, per chi volesse, può contattarci sui nostri profili FaceBook, o mandare una mail a me:pinoderenzi@hotmail.it

 Leggo del  tuo nuovo nato  “il premio Dragut”. Sono curiosissima di sapere: di che si tratta?

Il Premio Dragut è stata una sorpresa anche per me. Dragut era un pirata, anzi un corsaro, che saccheggiò e devastò le nostre coste, e dunque anche quelle in cui sono nato. In questo paese chiamato Italia, e nella mia Scauri in particolare, molti, troppi sono stati i saccheggi di ogni tipo: ambientale, culturale, economico, sociale. Il premio Dragut è nato con lo scopo opposto, quello di restituire gratuitamente tutto quello che le persone sanno e possono dare oltre se stesse. Il motto del Premio Dragut infatti è:Non più per depredare, ma per restituire.L’anno scorso, alla prima edizione con tre sezioni di Poesia, Racconti e Fotografie, abbiamo chiamato a raccolta quasi mezzo paese. Quest’anno il Comitato organizzatore sta cercando di allargare il progetto, e vorremmo coinvolgere più associazioni e enti pubblici. C’è molto fermento attorno a questa seconda edizione, e abbiamo molti occhi puntati addosso. La responsabilità è alta, ma sono sicuro che se non si smarrisce lo scopo del Premio riusciremo a portare la nave in porto. Sono molto curioso di vedere come andrà. Ricordo qui soltanto che l’Antologia completa delle opere presentate e premiate l’anno scorso si può scaricare gratuitamente in formato e_book dal sito www.mnamon.it oppure la si può richiedere in formato cartaceo con una piccola spesa. Il contatto, per qualunque informazione è:premiodragut@libero.it

 Come già intuivo,  oltre che scrittore, tu sei un uomo di grandi valori. Nel 2013 fondi  un’associazione, SCRIVIMI: Scrittori Visionari Missionari. Di che si occupa e come bisogna fare per sostenerla? Dicci tutto!

Più che di grandi valori, che è una definizione che mi imbarazza un po’ e che credo non sia molto calzante, direi che sono un uomo che ama le grandi emozioni.

Innanzitutto però devo fare una precisazione fondamentale. SCRIVIMI è un’associazione assolutamente laica, e la parola Missionari non attiene al campo prettamente religioso. Il termine Missionario qui è inteso come Mission, all’inglese, cioè rivolto ad uno scopo, indirizzato ad un “senso”. L’associazione SCRIVIMI, infatti, è ambiziosa. Vuole essere una specie di “missione” aperta a tutti. Tutti vengono accolti, e tutti sono liberi di ripartire. E’ un luogo di scambio e di aiuto reciproco soprattutto per autori emergenti, ma è aperto ovviamente anche ai “grandi” della letteratura. Lo scopo è di aiutare, attraverso la propria scrittura e magari con una parte dei proventi di essa (chi ne ha), coloro che alla cultura e alla scrittura non riescono ad arrivare o ad accedere. La nostra intenzione è creare dei progetti formativi a partire da scrittori e musicisti (la musica è un’altra forma di scrittura!) che vogliano trasmettere qualcosa di più delle proprie parole e note. Per associarsi basta un euro all’anno. Per informazioni potete mandare una mail a me, ma a breve dovremmo riuscire ad essere presenti anche su internet con un nostro sito. 

Concludo chiedendoti Che cos’è l’arte per Pino De Renzi?

L’arte? E’ una osmosi continua. E’ la fucina dell’Universo degli Uomini, un continuo ed inesauribile Big Bang! L’artista è un tedoforo: è colui che prende una fiaccola da qualcuno prima di lui e la trasporta fino a cederla ad un altro dopo di lui. 

 Grazie, Pino per questa bellissima e interessante intervista

Grazie di “cuore” a voi!


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