“Premio Dragut”: dopo il successo dell’anno scorso, al via la seconda edizione!
“Non più per depredare, ma per restituire”: anche quest’anno sarà questo il motto della seconda edizione del Premio Dragut, ancora più ricco di proposte per il territorio grazie ad una serie di eventi satellite che lo completano ed arricchiscono e con diverse altre novità. Si è pensato infatti di arricchire le sezioni della competizione da tre a cinque, e di modificare la composizione della giuria, per renderla più rispondente alle finalità del premio stesso.
Il Premio Dragut è nato nel 2012 da un gruppo di persone incontratesi virtualmente in rete, le quali hanno deciso di mettere gratuitamente al servizio del Territorio di Minturno-Scauri le loro energie per poter contribuire, su base volontaria, a migliorare la conoscenza delle bellezze e delle problematiche che riguardano il nostro golfo tutto. Il Premio Dragut nel 2012 ha avuto un sorprendente avvio, raccogliendo l’adesione di un gran numero di associazioni del territorio nonché di una copiosa partecipazione della cittadinanza alla serata finale.
Il Premio vuole essere soprattutto un’occasione per valorizzare al massimo le risorse ambientali, storiche e culturali che caratterizzano il territorio del golfo di Gaeta, con una sinergia virtuosa di persone ed Associazioni tramite una serie di iniziative volte alla rinascita sociale, economica, culturale e ambientale del territorio.
Per sua natura, il Premio Dragut non ha fini di lucro, è apartitico e “trasversale” rispetto alle Associazioni del territorio ed in particolare rispetto alle Associazioni patrocinati il premio Dragut, le quali operano all’interno del Premio ciascuna nel proprio ambito, rispettando le proprie peculiarità, ed in piena autonomia.
Proprio per promuovere la cooperazione tra le associazioni, gli organizzatori del Premio hanno scelto quest’anno di costituirsi in Comitato onlus. Il Consiglio direttivo del Premio è costituito da: Giuseppe De Renzi (Presidente), Mauro Iannotta (Vicepresidente), Nella D’Urso (Segretario), Irene Sparagna (Tesoriere), Tommasina Mallozzi, Almerinda Rossillo, Roberto Tartaglia e Alfonso Artone. Il Comitato in totale è formato da 16 persone, che saranno presentate durante la conferenza stampa.
Per l’anno 2013, il Premio Dragut prevederà cinque (5) sezioni, distinte in: Racconti, Poesie, Fotografie, Musica, Arti grafiche e scultoree. Maggiori dettagli saranno comunicati durante la conferenza stampa e nel bando del premio. Altra importante novità di quest’anno sono gli eventi “satellite” che prevedono sotto lo stesso patrocinio del Premio momenti ludici e culturali diversi, tali da attrarre, speriamo, un grande interesse di pubblico. Qui di seguito le date di tali eventi:
- 27 Aprile Escursione nel Parco di Gianola;
- 25 Maggio: Conferenza Stampa;
- 13/14 Giugno: “24 ore di sport”;
- 22 Giugno: Musicangiando, evento musica con eno-gastronomia e mercatino vintage o arte.
- 20 Luglio: Serata Scavi Teatro Romano Minturnae;
- 5 Ottobre: Serata Premiazione finale Premio Dragut, presso il Castello Baronale di Minturno
Alle Associazioni intenzionate a patrocinare l’evento non saranno richiesti esborsi obbligatori di denaro. Esse saranno coinvolte maggiormente nell’organizzazione e in particolare nella Giuria del Premio costituita da tre persone per ognuna delle 5 sezioni del Premio.
Per maggiori dettagli ed altre novità invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa organizzata per il 25 Maggio 2013 e alle associazioni interessate al patrocinio ad inviarci un assenso all’indirizzo mail del Premio: premiodragut@libero.it.
L’Addetto Stampa
Alfonso Artone
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Intervista all’autore Pino de Renzi
Intervista all’Autore Scaurese (emigrato a Torino) Pino De Renzi sul suo libro “il Voto”. Intervista a cura di Monica Pasero.
Allora carissimo Pino ( così lo chiamano gli amici ) leggo dalla tua biografia che la tua passione per la scrittura ha albori lontani, rammenti il tuo primo scritto? Vuoi raccontarcelo?
Ti devo molto più di un caffè, cara Monica, e tu sai bene il perché! Sei stata tu ad incoraggiarmi a pubblicare su carta alcuni miei libri…
Comunque, il mio primo tentativo di racconto l’ho scritto a quattordici anni, e si intitolava “Sette atti, una commedia”. Era la storia di amicizia di sette ragazzi che vivevano insieme solo in estate, ma che poi tornavano ognuno a vivere vite separate in città diverse. Io sono nato in un paese turistico, e soffrivo molto della lassità dei legami “stagionali”. Oggi, con internet, devo dire che mi sento molto più in contatto continuo con chiunque, e ne sono molto felice.
Il primo racconto però in assoluto che mi è stato pubblicato, e a cui ovviamente sono molto legato, è Circolo Vizioso. E’ la storia d’amore di un uomo adulto che si incontra con una ragazza molto più giovane di lui in una sorta di circolo della vita che nasce e muore continuamente, tema peraltro molto ricorrente nelle mie storie.
Ma sai come la penso, su carta un libro ha tutto un altro sentire, tornando a noi:
Originario di Latina, ti catapulti per lavoro a Torino, un bel cambiamento di vita, cosa ti manca di più della tua terra natale e cosa ami della bella Torino ?
Della “mia” Scauri, il mio paese d’origine, mi mancano infinitamente la luce e il mare. Mi manca il suo orizzonte di libertà, il suo mutare colore repentinamente, al solo passaggio di una nuvola. E mi manca il vento, il forte vento di ponente, che quando aprivo le braccia sembrava volesse prendermi e portarmi chissà dove.
Di Torino, città dove mi sono sentito a casa dal primo momento in cui vi ho messo piede, amo la concretezza, il silenzio di certi luoghi, la sua metafisicità. Ma soprattutto devo dire che Torino mi ha dato la possibilità piena di “esprimermi” senza pregiudizi, facendomi incontrare tante persone che hanno saputo accogliere la mia spiritualità. Se Scauri mi ha dato i natali e mi ha cullato fino a che non sono diventato grande, Torino ha definitivamente consolidato la mia coscienza.
Leggo nella tua biografia che hai scritto anche per il teatro, e qui sorrido perché penso che spesso l’ispirazione a noi scrittori arrivi davvero in luoghi impensati, vuoi raccontarci come nacquero alcuni dei tuoi racconti che divennero in seguito testi teatrali? Mi riferisco a Nero su Bianco…
Ah, questa è bella! Sì, è accaduta una cosa strana. Nel 2006 partecipai alle Olimpiadi di Scacchi a Torino e per raccontare le partite che giocavo ad un mio carissimo amico scrissi dei piccoli resoconti, che però io chiamai reso-racconti. Ne scrissi decine, quasi tutti pubblicati poi nel sito della gloriosa Società Scacchistica Torinese. Due di questi resoconti, però, con l’intervento del mio amico Graziano Di Benedetto, divennero un testo teatrale, Nero su Bianco, un e-book multimediale con video e musiche edito dall’editore Mnamon di Milano, che ora è anche in versione audiolibro. Nero su Bianco lo abbiamo già messo in scena diverse volte, anche per serate di beneficenza, e continua ad attrarre interesse. Sono molto fiero di quest’opera. La trovo originale e ben riuscita.
Pino, alcuni tuoi racconti sono diventati audio libri,vuoi dirci per chi non lo sapesse che cos’è un audio libro ?
Un audiolibro è un libro raccontato attraverso la voce di un lettore, che per quanto riguarda me è stata prestata da Graziano Di Benedetto, attore e scrittore a sua volta. Gli audiolibri si ascoltano, e se letti bene quasi si “vedono” davanti ai propri occhi. E’ un’esperienza davvero fantastica. In Mr Gwyn, di Alessandro Baricco, il protagonista decide ad un certo punto di “scrivere” ritratti. Beh, ecco, gli audiolibri forse si avvicinano a quel genere di cose. Un audiolibro è un libro che stimola più sensi.
Se dovessi elencare tutti i racconti che hai scritto riempirei l’intera pagina, per cui ti chiedo: quale tra tutti è quello a cui sei più legato? Ce ne vuoi parlare ?
Per molti anni ho solo scritto racconti, più o meno brevi. Ne ho pubblicati molti, e moltissimi sono ancora quelli rimasti nel cassetto, almeno per ora. Direi che sono molto legato ovviamente a Circolo vizioso, che è stato il primo a darmi la patente di possibile scrittore. Circolo vizioso è introvabile, ma prima o poi lo ripubblicherò. Lì dentro, in quelle poche pagine, c’è l’essenza della mia visione delle cose. Ma ci sono anche altri racconti che hanno segnato in modo indelebile dei passaggi per me fondamentali. Uno di questi è Il dono, anch’esso introvabile. Quel racconto, che si rifà ad un evento realmente accaduto sul treno che mi portava da Scauri a Torino, ha segnato la mia vita, e continua a segnarla ancora adesso. Poi c’è stato Amori virtuali, uscito con lo pseudonimo di Sebastiano Fossanova su un inserto de La Stampa. Abbandonai poi presto il mio pseudonimo, ma quel racconto è per me indimenticabile. Infine, posso dire che c’è un ultimo racconto di cui sono gelosissimo, che fa parte della raccolta All’Ombra della Grazia, ma non rivelo qual è. Anche quello, per me, è stato come un Mar Rosso che si è aperto e poi richiuso alle mie spalle, lasciandomi con una coscienza del tutto nuova in un’altra terra.
Ho avuto il grande privilegio di leggere in anteprima “Il Voto”, una tua opera, e con orgoglio rivendico il fatto di aver potuto scrivere una parte della quarta di copertina. Un libro che come ben sai a me sta molto a cuore, hai voglia di raccontarci come nasce e di cosa tratta ?
Il Voto è stato uno spartiacque. C’è un uomo che si chiama Pino De Renzi prima de Il voto, e un altro uomo chiamato Pino De Renzi dopo Il Voto. Il libro in effetti è stato scritto in due momenti assolutamente diversi della mia vita. Il Voto è stato il libro grazie al quale mi sono sentito per la prima volta un vero scrittore. E’ accaduto quando una mia collega e amica, dopo averlo divorato tutto in una notte, il giorno dopo mi disse che quella storia l’aveva fatta piangere, aiutandola però a liberarsi in qualche modo da molte angosce del passato. Ecco: l’aver avvertito per la prima volta che il mio racconto era arrivato al cuore di un altro essere umano, mi ha fatto capire che quello che stavo scrivendo non era inutile. Il voto è la storia di un bambino non voluto dal padre a causa di una sua possibile malformazione, e che infatti muore alla nascita. Il padre per vent’anni rimuoverà i suoi sensi di colpa, finché un evento casuale li farà riesplodere con violenza. Ma sarà proprio suo figlio, svegliatosi nell’aldilà di soprassalto a causa del dolore del padre, a guidarlo verso la verità. Il Voto, se vogliamo, è un dialogo impossibile e dilaniante, che però riesce a salvare il senso della vita di un uomo.http://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/03/27/recensione-del-romanzo-il-voto-di-giuseppe-de-renzi/
Oltre a gialli e romanzi, scopro pure la tua vena poetica con la raccolta “La bellezza macchiata del rosso”, editore Mnamon. Come nasce questa raccolta e soprattutto quali sono le tematiche inserite nei suoi versi?
La bellezza macchiata del rosso è una silloge che raccoglie poesie scritte lungo l’arco di quasi vent’anni. E’ accompagnata però da splendide immagini della mia amica e fotografa Roberta Franz. Le tematiche sono le mie di “sempre”: la spiritualità, l’eros, la coscienza, il tempo. La bellezza della vita è nell’osmosi tra queste cose.
Cosa diresti ad un giovane emergente che vuole intraprendere questa strada, quale consigli dare soprattutto per quanto riguarda la ricerca di una casa editrice?
L’unico consiglio che posso dare per come io ho percorso questa strada, come giustamente la definisci tu, è di scegliere sentieri non battuti da altri. La scrittura è una strada preparata apposta per noi, che però percorriamo per primi soltanto noi. Mai scegliere scorciatoie. Se vuoi attraversare una foresta devi passarci dentro, se vuoi scalare una montagna dei arrampicarti con i chiodi sulle pareti, se vuoi navigare un oceano devi guadare il mare infinito che è dentro e fuori di te. Non ci sono altri “modi”. Ricordatevi solo una cosa: ciò che scrivete o lo scrivete voi, o non lo farà mai nessun altro. Per la ricerca di una casa editrice c’è sempre tempo. L’importante è avere qualcosa di nuovo da dire, e dirlo in un modo nuovo. Ho trovato libri stampati in proprio venduti per strada che erano semplicemente sbalorditivi, e grandi romanzi pluridecorati di grandi case editrici che non mi hanno dato neppure un nichelino. Li ho letteralmente dimenticati dopo due secondi. Purtroppo l’editoria classica non trasmette i reali valori in campo, ma c’è da dire che spesso anche chi scrive non legge nulla degli altri. E’ un errore gravissimo. Bisogna leggere di tutto, sempre, e rimanere curiosi. Il lettore e lo scrittore sono in osmosi. E’ come una partita a scacchi. Se uno dei due non si siede alla scacchiera la partita non ha modo di esistere. L’editore è la scacchiera, l’autore è il Bianco, e il lettore è il Nero. C’è bisogno di tutte e tre le cose.
Pino tu sei un professionista a 360 gradi: tra concorsi, pubblicazioni e corsi hai tanto da dare e da insegnare, così assieme agli autori Graziano Di Benedetto e Marco Dibenedetto nel 2012 fondi una scuola di scrittura creativa, “Scrivere secondo noi”. Vuoi spiegarci innanzitutto che cos’è una scuola di scrittura creativa e come fare per frequentarla?
Il punto focale sta in quel: “secondo noi”. Scrivere non si insegna. Si possono condividere delle esperienze. Si può raccontare come uno scrittore ha trovato una strada piuttosto che un’altra, ma nello scrivere “ognuno sta sul cuore della terra, illuminato (e magari trafitto!) da un raggio di sole…”. La scuola di scrittura creativa serve soprattutto a non smarrire il coraggio di starci in piedi, su quel cuore. La nostra scuola di scrittura vuole fare questo: incoraggiare a percorrere una strada che altrimenti rimarrebbe inesplorata. Comunque, per chi volesse, può contattarci sui nostri profili FaceBook, o mandare una mail a me:pinoderenzi@hotmail.it
Leggo del tuo nuovo nato “il premio Dragut”. Sono curiosissima di sapere: di che si tratta?
Il Premio Dragut è stata una sorpresa anche per me. Dragut era un pirata, anzi un corsaro, che saccheggiò e devastò le nostre coste, e dunque anche quelle in cui sono nato. In questo paese chiamato Italia, e nella mia Scauri in particolare, molti, troppi sono stati i saccheggi di ogni tipo: ambientale, culturale, economico, sociale. Il premio Dragut è nato con lo scopo opposto, quello di restituire gratuitamente tutto quello che le persone sanno e possono dare oltre se stesse. Il motto del Premio Dragut infatti è:Non più per depredare, ma per restituire.L’anno scorso, alla prima edizione con tre sezioni di Poesia, Racconti e Fotografie, abbiamo chiamato a raccolta quasi mezzo paese. Quest’anno il Comitato organizzatore sta cercando di allargare il progetto, e vorremmo coinvolgere più associazioni e enti pubblici. C’è molto fermento attorno a questa seconda edizione, e abbiamo molti occhi puntati addosso. La responsabilità è alta, ma sono sicuro che se non si smarrisce lo scopo del Premio riusciremo a portare la nave in porto. Sono molto curioso di vedere come andrà. Ricordo qui soltanto che l’Antologia completa delle opere presentate e premiate l’anno scorso si può scaricare gratuitamente in formato e_book dal sito www.mnamon.it oppure la si può richiedere in formato cartaceo con una piccola spesa. Il contatto, per qualunque informazione è:premiodragut@libero.it
Come già intuivo, oltre che scrittore, tu sei un uomo di grandi valori. Nel 2013 fondi un’associazione, SCRIVIMI: Scrittori Visionari Missionari. Di che si occupa e come bisogna fare per sostenerla? Dicci tutto!
Più che di grandi valori, che è una definizione che mi imbarazza un po’ e che credo non sia molto calzante, direi che sono un uomo che ama le grandi emozioni.
Innanzitutto però devo fare una precisazione fondamentale. SCRIVIMI è un’associazione assolutamente laica, e la parola Missionari non attiene al campo prettamente religioso. Il termine Missionario qui è inteso come Mission, all’inglese, cioè rivolto ad uno scopo, indirizzato ad un “senso”. L’associazione SCRIVIMI, infatti, è ambiziosa. Vuole essere una specie di “missione” aperta a tutti. Tutti vengono accolti, e tutti sono liberi di ripartire. E’ un luogo di scambio e di aiuto reciproco soprattutto per autori emergenti, ma è aperto ovviamente anche ai “grandi” della letteratura. Lo scopo è di aiutare, attraverso la propria scrittura e magari con una parte dei proventi di essa (chi ne ha), coloro che alla cultura e alla scrittura non riescono ad arrivare o ad accedere. La nostra intenzione è creare dei progetti formativi a partire da scrittori e musicisti (la musica è un’altra forma di scrittura!) che vogliano trasmettere qualcosa di più delle proprie parole e note. Per associarsi basta un euro all’anno. Per informazioni potete mandare una mail a me, ma a breve dovremmo riuscire ad essere presenti anche su internet con un nostro sito.
Concludo chiedendoti Che cos’è l’arte per Pino De Renzi?
L’arte? E’ una osmosi continua. E’ la fucina dell’Universo degli Uomini, un continuo ed inesauribile Big Bang! L’artista è un tedoforo: è colui che prende una fiaccola da qualcuno prima di lui e la trasporta fino a cederla ad un altro dopo di lui.
Grazie, Pino per questa bellissima e interessante intervista
Grazie di “cuore” a voi!
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Marzo 2013 sui cieli di Minturno Arriva la cometa Panstarrs
Ci siamo! La prima delle due grandi comete a dare spettacolo in questo 2013 è la C/2011 L4 Panstarrs. Dal 6 marzo e fino ad Aprile sarà visibile nei nostri cieli, regalando per alcuni giorni lo spettacolo di vederla ad occhio nudo. Questa cometa è stata scoperta nel 2011 grazie al grande telescopio Pan-STARRS da cui appunto ne deriva il nome.
Il 10 marzo 2013 si troverà al suo perielio, momento in cui sarà alla distanza minima con il Sole. La sua coda (come previsto) risulta abbastanza estesa da essere vista addirittura ad occhio nudo nei giorni 12 e 13 marzo 2013. Per osservarla è necessario però trovarsi con il SUD-OVEST completamente sgombro da ostacoli terrestri, perchè, la cometa sarà visibile dalle 18.00 (ora locale italiana) in direzione del tramonto, non più alta sull’orizzonte di una quindicina di gradi.
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La villa di Marco Emilio Scauro a Scauri… verità o finzione storica?
Sabato 9 Marzo 2013, alle ore 17.45, presso la Sala Conferenze dell’ Ente Parco Regionale Riviera d’Ulisse,Invenzione nata nella metà del 1700, con Francesco Maria Pratilli, noto falsario, e poi perpretata nei secoli successivi, sino a divenire “mito” acquisito.
Le ipotesi che si succedono nei secoli a favore della derivazione del toponimo dal console e senatore romano, mancano puntualmente di riscontri documentali. Fallaci ed inattendibili richiami a Cicerone, attestazioni non dimostrate, autori inventati (esemplare il caso di Francescantonio Riccardelli , canonico minturnese, che anagramma il proprio cognome pur di crearsi un falso riferimento archivistico-bibliografico).
Attraverso una documentazione ricca e rigorosa, il libro smontando le ipotesi a favore del toponimo di origine romana, crea una nuova ipotesi.
Il nome Scauri avrebbe un’origine Alto-Medievale, derivante dal suo stesso essere porto naturale sul Tirreno. Da “scaula”, barca, forma lessicale di origine bizantina, si svilupperebbe poi la forma maschile “Scauli”, barcaioli, marinai.
Il saggio evidenzia come toponimi simili siano presenti anche in altri luoghi della penisola italiana, dal Riminese alla Sardegna, da Pantelleria all’ Amalfitano, tutte regioni dove costante e secolare è stata la presenza greco-romana nell’ alto medioevo.
Il volume, inoltre, traccia un lungo profilo storico dei luoghi scauresi, che va dal Medioevo sino al XIX secolo. Molti avvenimenti storici sono assolute novità, riportate in luce dal lavoro certosino dei due autori.
Nella Carta Pisana , la più antica e famosa carta nautica medievale, datata intorno alla metà del 1200, Scaulli è citato come il più importante porto commerciale tra Terracina, Gaeta e Mondragone.
Ladislao d’Angio comincia proprio con la conquista del castrum scaurese il suo tentativo di assoggettamento del regno di Napoli, nel 1400, e Alfonso V d’Aragona sbarca nel piccolo golfo di Scauli per cingere poi d’assedio Gaeta nella lotta contro gli Angioini, nell’ episodio militare che precede la battaglia navale di Ponza.
Non mancano le curiosità. Assolutamente nuova quella che, ancora intorno al XVI secolo, esistesse una tradizione, andata poi perduta, che tramandava la consuetudine che Ponzio Pilato fosse nato proprio a Scauri. La tradizione, che gli autori riscoprono, ci è tramessa da Tommaso Elisio, teologo domenicano, famoso per essere stato uno dei precettori del filosofo Giordano Bruno.
Gustosa anche la “riscoperta” di un ritratto di Alessandro D’Anna, di fine XVIII sec., che raffigura una donna del luogo : la “Donna di Scavoli”, figura che è conservata presso Palazzo Pitti a Firenze.
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Premio Dragut: spostata al salone del lido aurora la premiazione sabato alle 20
A causa delle avverse previsioni metereologiche, gli organizzatori del premio Dragut comunicano che la sede della premiazione è stata spostata al salone del lido aurora, sempre alle ore 20 di sabato 13 ottobre.
Si prega di dare massima diffusione alla notizia.
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Minturno, Libri: Venerdì 12 Ottobre “L’ultimo naufragio del Generale”
Venerdì 12 Ottobre alle ore 18 presso la Cattedrale di San Pietro Apostolo – Congrega del SS. Rosario di Minturno, ci sarà la lettura condivisa de “”L’ultimo naufragio del Generale”” di Pino de Renzi con gli interventi musicali: Duo Instabile Sottovento (V. Zenobio-A. Colaruotolo).
E’ un racconto storico a quattro voci di Giuseppe De Renzi, medico laboratorista nato a Scauri di Minturno, è stato già presentato varie volte, anche a Scauri stessa, ma ognuno dei quattro piani narrativi che lo compongono continua a riservare delle sorprese – anche per lo stesso autore!
Al centro del libro c’è un “giallo” drammatico, il mistero cioè di cosa sia accaduto al dirigibile Italia, ideato, costruito e comandato dal Generale Umberto Nobile per poter sorvolare il Polo Nord nel 1928. L’Aeronave però cadde sul ghiaccio, lasciando a terra il Generale stesso e altri membri dell’equipaggio. Rifugiatisi sotto la famosa “tenda rossa”, furono tutti tratti in salvo, tranne il povero motorista Pomella, che rimase ucciso sul colpo durante l’impatto.
Ma che ne fu degli altri uomini a bordo del dirigibile che, sebbene squarciato, si risollevò in aria come una aquila ferita? Quegli uomini e il dirigibile stesso non furono mai più ritrovati. E’ questo “l’angoscioso dilemma” che assillò il Generale Nobile finché egli fu in vita.
Questo racconto cerca di dare una risposta un po’ azzardata al mistero, ma al contempo ne svela un altro: chi era miss Frances Fleetwood, la signora scozzese che visse all’ombra della vita di Nobile nella sua villa estiva a Scauri? Davvero era solo la sua “segretaria”, o era – umanamente – una figura molto più importante?
E cosa c’entra, infine, in tutto questo Giovanni Caboto, che con il suo vascello scoprì il Canada nel 1500? E’ vero che Giovanni fosse originario di Gaeta? E’ vero che “vide” l’America prima di Cristoforo Colombo? E perché suo figlio Sebastiano non volle mai parlare molto di lui?
Può riuscire un uomo solo a scoprire così tante “verità”?
L’Ultimo Naufragio del Generale è costato all’autore più di dieci anni di ricerche, e ha dovuto aspettarne altri quattro prima di essere pubblicato, ma per fortuna non tutte le cose si perdono in cielo tra le nuvole grigie senza che di esse si sappia più nulla.
Pino de Renzi
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Premio Dragut: intervista agli organizzatori
In attesa della serata di premiazione di Sabato 13 Ottobre alle 20 presso il giardino della parrocchia di S. Albina (in caso di pioggia verrà prontamente comunicata la nuova sede), Telegolfo intervista alcuni degli organizzatori: Cliccare qui per visualizzare il video


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Premio Psyche: Pausa Caffè
Vi invitiamo a partecipare, divulgare, aiutare (e magari anche finanziare 😉 ) la settima edizione del PREMIO PSYCHE.
In una cornice nostrana, il Laboratorio Foto Creativo Maricae 1 ha scattato le fotografie per la pubblicita’ di questa edizione. Il tema: ” PAUSA CAFFE’ ”
Si riparte!! Il Premio è rivolto anzitutto a persone che stanno affrontando un percorso terapeutico, anche con l’aiuto della loro creatività.
Il Premio Psyche Yes, I know my way ha la finalità di dar valore alla creatività di persone e gruppi che abbiano seguito un percorso psicoterapeutico.
L’iscrizione è gratuita ed aperta a persone (o gruppi) che stiano compiendo un percorso terapeutico a partire da condizioni di disagio psicosociale, preferibilmente in contatto con operatori della Salute Mentale (pubblici, privati o del Terzo Settore).
Per iscriversi bisogna consegnare o inviare quanto realizzato entro il 31GENNAIO 2013 alla segreteria del nostro Premio
ASSOCIAZIONE ITER Onlus c/o Comunità Ter. Marica 1 v. Fontana di, Voza, 10 04026 Minturno (LT) Per scritti, foto o altri materiali in formato file è preferibile provvedere anche al l’invio via e-mail all’indirizzo premiopsyche@iteronlus.it
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I FERRI DEL MESTIERE: QUANDO IL GOLFO FA NOTIZIA
Sabato 6 Ottobre l’ultimo appuntamento dei cantieri di giornalismo.
I “cantieri” di giornalismo organizzati dalla testata giornalistica “Forum” (www.forumnews.it) si concluderanno sabato 6 Ottobre alle 17:30 presso la scuola media F.Fedele di Scauri con la tavola rotonda “Quando il golfo fa notizia”. Giunge, così, al termine il ciclo di laboratori/incontri sul mondo dell’informazione nato dal confronto e dalla condivisione di pensieri, opinioni ed esperienze dei giovanissimi redattori. Giovani intraprendenti che si sono messi in gioco armati soltanto della loro forza di volontà e del loro coraggio per interpretare la realtà che li circonda. Anche nell’ultimo appuntamento saranno protagonisti giornalisti, esperti, figure professionali chiamati a condividere il loro sapere e la loro esperienza al servizio delle nuove generazioni e di chi inizia ora a fare i primi passi nel mondo dell’informazione. Nell’epoca della comunicazione e della società globalizzata per eccellenza, quando il nostro golfo fa notizia? Ancora esiste lo scoop? Come commentare la crisi della carta stampata provinciale? Come fa giornalismo nel nostro territorio? Quali le peculiarità e le questioni? Un viaggio tra i diversi mezzi di comunicazione attraverso voci e giornalisti del nostro territorio: Andrea Brengola, giornalista Lazio TV; Luciano Ciorra, direttore di Radio Tirreno Centrale; Marcello Caliman, giornalista accreditato presso la CEI; Antonio Lepone, pubbliche relazioni; Simona Gionta, direttore responsabile Forum; Raffaele Vallefuoco, fondatore de “Il Liceale”. Modererà la giornalista Zina Aceto. Voglia di imparare e di mettersi in gioco sono le parole chiave. L’ incontro ad ingresso completamente gratuito è aperto a studenti universitari, delle scuole superiori, ai redattori di giornali scolastici, a chi inizia ad entrare nel mondo della comunicazione, a chiunque sia interessato ad apprendere “i ferri del mestiere”.
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